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parassiti delle piante

imenotteri

In questa pagina, approfondimento dedicato alle caratteristiche degli imenotteri e alle loro modalità di infestazione delle piante

di Redazione

07 dicembre 2012

Imenotteri

Gli imenotteri sono una classe di insetti che comprende più di 120 mila specie diffuse in ogni parte del mondo. Questi insetti sono molto interessanti non solo dal punto di vista morfologico, ma anche agricolo, perché le larve di molti di loro rappresentano i più comuni e pericolosi parassiti delle piante. Gli imenotteri possono avere un differente comportamento che varia in base alla specie di appartenenza. Alcuni insetti si nutrono di nettare e polline e non danneggiano in alcun modo la pianta, altri, invece, sono fitofagi allo stato puro e specie allo stadio larvale sono in grado di procurare ingenti ed evidenti danni alle piante. In natura esistono anche imenotteri polifaghi, cioè che si nutrono di altri microrganismi viventi. In ogni caso è importante riconoscere gli imenotteri pericolosi e le loro larve per debellarli in tempo e risparmiare gravi danni alla pianta.

Caratteristiche

Gli imenotteri sono diffusi in tutto il mondo e vengono classificati in base a sottoclassi o famiglie. In linea generale si tratta di insetti che presentano, nello stadio adulto, una morfologia ben definita, composta da addome, torace, capo, antenne e ali. Esistono anche imenotteri privi di ali, in tal caso di parla di specie attere. L’addome può essere formato da un peduncolo che lo unisce al torace, o sessile, cioè senza peduncolo. Le ali, quando presenti, sono quattro ed hanno una struttura membranosa. Le antenne sono più o meno lunghe e variano in base alla specie e al sesso dell’insetto. La loro forma permette di individuare e di classificare le diverse sottoclassi di imenotteri. Questi insetti sono dotati di un apparato boccale masticatore o succhiante che si dirama attraverso delle robuste mandibole. La riproduzione degli imenotteri può essere sessuata ( anfigonica) o asessuata ( partenogenesi). Le femmine nascono per riproduzione anfigonica, mentre i maschi per partenogenesi. Le larve degli imenotteri sono di due tipi: indifferenziate, con la forma di un bruco, e differenziate, cioè con una forma che li avvicina già all’insetto adulto. Queste larve vengono dette autonome. Sono dotate di apparato mandibolare e si nutrono scavando dei fori nei tessuti vegetali.

Specie

Le specie di imenotteri sono tantissime. Per semplicità citeremo le più note o quelle che hanno una maggiore rilevanza nel campo delle fitopatologie, ovvero le sinfiti, gli argidi, i diprionidi, i terebranti e gli aculeati. Le sinfisi forano le foglie e gli steli per deporvi le uova; gli argidi hanno delle larve che rodono le foglie delle rose, i diprionidi attaccano le conifere rodendone le foglie; le femmine dei terebranti possiedono un aculeo, detto tenebra, che usano per forare foglie, steli, rami e fiori, dove depongono le uova. Gli aculeati sono imenotteri dotati di aculei, a queste specie appartengono gli apoidei( le api) ed i vespoidei. Questi insetti si nutrono di polline, vivono in comunità rette da una regina, da femmine operaie e da un maschio che viene usato per la fecondazione della regina. L’aculeo degli imenotteri aculeati contiene un veleno che viene rilasciato quando l’insetto punge la sua preda per difendersi. Gli imenotteri aculeati sono spesso predatori di altri parassiti vegetali e vengono impiegati nella lotta biologica.

Infestazione piante

Gli imenotteri attaccano le piante nel mese di giugno. In questo mese, infatti, vengono deposte le uova con le larve fitofaghe. Le uova, collocate nei germogli delle piante giovani, a luglio daranno vita a larve lunghe due, tre centimetri, di colore verde verde o grigio, senza peluria esterna e facilmente riconoscibili. Questi insetti inizieranno a divorare tutti i tessuti vegetali delle piante in cui si trovano. Le specie vegetali più colpite dalle larve estive degli imenotteri fitofagi sono il pero, il susino, l’olmo, l’ acero, il frassino, il ciliegio, le rose arbustive, il viburno e il ligustro. In alcune piante, la presenza delle larve fitofaghe provoca la formazione di galle ( deformazioni del tessuto vegetale). I maggiori danni degli imenotteri parassiti sono sulle piante giovani, che accusano ingiallimento, erosione fogliare e blocco della crescita, mentre le piante adulte riescono a riprendersi facilmente dalle infestazioni di questi insetti.

Lotta

La lotta agli imenotteri delle piante non è difficile da attuare, purché venga intrapresa il più presto possibile. Quando è trascorso troppo tempo dall’infezione, è, infatti, molto difficile riuscire a salvare la pianta colpita. Le larve si individuano controllando spesso le piante. Le prime osservazioni e ispezioni devono iniziare prima della schiusa delle uova, quindi entro il mese di giugno. Appena si rileva la presenza di larve, vanno usati insetticidi biologici o chimici. Se gli attacchi sono troppo estesi è necessario usare quelli chimici. I prodotti vanno distribuiti sulle zone attaccate proprio dalle larve. Il momento ideale per somministrarli è la mattina presto, perché a quell’ora le larve non riescono a muoversi facilmente e sono più vulnerabili all’azione degli insetticidi. I trattamenti vanno ripetuti diverse volte fino a quando non viene accertata la completa scomparsa degli insetti. Dopo la sospensione degli insetticidi, vanno rimosse le parti di pianta danneggiate, in modo da favorire una nuova ripresa vegetativa.

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Domande frequenti

  • Quali sono le piante più colpite dagli imenotteri parassiti?
    Le specie vegetali maggiormente soggette ad attacchi da parte delle larve fitofage degli imenotteri includono il pero, il susino, l’olmo, l’acero, il frassino, il ciliegio, le rose arbustive, il viburno e il ligustro. È fondamentale monitorare attentamente queste piante, specialmente durante il periodo primaverile-estivo, poiché le larve possono causare ingiallimento, erosione fogliare e blocco della crescita, con effetti particolarmente gravi sulle piante giovani rispetto a quelle adulte.
  • Come si riconoscono le larve di imenotteri sulle piante?
    Le larve degli imenotteri fitofagi compaiono solitamente a luglio, dopo la deposizione delle uova avvenuta a giugno. Si presentano come piccoli vermi lunghi circa due-tre centimetri, di colore verde o grigio, privi di peluria esterna. A differenza di alcuni bruchi, queste larve sono considerate 'autonome' e dotate di apparato mandibolare sviluppato, che utilizzano per scavare fori e divorare i tessuti vegetali delle foglie e dei germogli.
  • Quando è il momento migliore per trattare gli imenotteri?
    L'intervento deve essere tempestivo, idealmente iniziato entro giugno, prima o subito dopo la schiusa delle uova. Il momento ottimale per applicare gli insetticidi è la mattina presto, quando le temperature sono più basse e le larve sono meno mobili e più vulnerabili. È essenziale ripetere i trattamenti più volte finché non si certifica la completa scomparsa degli insetti, rimuovendo successivamente le parti vegetali danneggiate.
  • Si possono usare insetticidi biologici contro gli imenotteri?
    Sì, la lotta agli imenotteri può essere effettuata utilizzando sia insetticidi biologici sia chimici. La scelta dipende dall'estensione dell'infestazione: per attacchi lievi o moderati sono sufficienti i prodotti biologici, mentre per infestazioni molto estese e gravi potrebbe essere necessario ricorrere a soluzioni chimiche più potenti. In entrambi i casi, l'applicazione deve mirare direttamente alle zone colonizzate dalle larve per massimizzare l'efficacia del trattamento.
  • Gli imenotteri provocano sempre danni alle piante?
    No, non tutti gli imenotteri sono dannosi. Mentre molte specie, soprattutto allo stadio larvale, sono fitofaghe e causano seri problemi alle colture, altre si nutrono esclusivamente di nettare e polline senza arrecare danni. Inoltre, gli imenotteri aculeati, come api e vespe, svolgono un ruolo cruciale nell'impollinazione e nella lotta biologica, predando altri parassiti vegetali. Solo le specie specifiche come sinfiti, argidi e terebranti richiedono interventi di controllo fitosanitario.