Vite grappoli maturi

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Coltivare la vite

La vite può produrre sia uva da vino che da tavola, ma è anche una pianta delicata di cui prendersi cura a dovere. Ecco tutti i suoi segreti.

di Redazione

28 dicembre 2016

Quanto irrigare la vite

Per tenere in buona salute le vostre viti, la prima informazione da tenere sempre a mente è la quantità d'acqua necessaria alla vita della pianta. Le viti sono tendenzialmente piante la cui crescita si adatta al suolo e al luogo di piantagione, quindi si cerca di non forzare la natura con acqua irrigua artificiale, lasciando alle piogge naturali il compito di bagnare i vigneti. Tuttavia, negli ultimi anni si è proceduto alla sperimentazione di un'irrigazione goccia a goccia, sempre molto moderata e distanziata nel tempo, soprattutto per far fronte ai grandi caldi estivi. L'irrigazione per aspersione è stata sperimentata in alcuni vigneti di dimensioni contenute, anche se è ancora preferita quella goccia a goccia. L'importate è che il terreno delle viti non sia troppo bagnato, altrimenti le radici rischiano di marcire.

Come coltivare la vite

Per coltivare correttamente un vigneto bisogna sapere che le viti sono un investimento a lungo termine e che per i primi quattro o cinque anni non daranno i loro frutti. Dopo aver dissodato il terreno e selezionato il vitigno da piantare bisogna posizionare le piantine a una distanza considerevole, in modo da lasciare loro spazio per quando dovranno crescere. Bisogna, inoltre, affiancare ad ogni arbusto di vite un supporto che faccia crescere dritto il fusto, evitando che prenda posizioni scorrette e che vada ad invadere lo spazio delle altre pante. Una tecnica di coltivazione molto nota è quella dell'inerbimento controllato, che affianca alla vite una crescita semi spontanea di piante erbacee sul suolo, che possono tenere vivo il terreno e proteggere le viti da attacchi parassitari.

Come e quando concimare la vite

Il miglior concime per i vigneti è quello organico, cioè lo stallatico, che però può essere affiancato anche da altri concimi di tipo industriale, nei quali devono essere presenti soprattutto fosforo e azoto per consentire alle viti una crescita corretta. Le tecniche antiche di concimazione prevedevano una passata unica una volta l'anno, generalmente alla fine di febbraio o i primi di marzo: prima dell'arrivo della primavera ma ormai quasi del tutto a riparo dai rigori dell'inverno, questo periodo era perfetto per nutrire il terreno e dargli nuovo vigore per la stagione in arrivo. Con l'aumento della produzione e dello sfruttamento del terreno, invece, si è presentata l'esigenza di concimare due volte l'anno: la seconda è entro la prima metà di novembre.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

L'esposizione di un vigneto dipende dal luogo in cui esso è stato piantato, ma c'è da dire che le viti hanno bisogno di molta luce durante tutto il giorno per crescere sane e forti. Per quanto riguarda le possibili malattie della vite, la più comune è sicuramente la peronospora. Questa patologia è assimilabile ad una muffa che colpisce sia il fusto che le foglie, e non di rado può attaccare anche gli stessi grappoli d'uva. La peronospora porta ad un essiccamento della parte colpita, tanto che se insorge sulla foglia può divorarla al punto di farla cadere completamente. Porre una pianta di rose in cima ad ogni filare può segnalare l'avvento della peronospora. Essa si cura comunque con dei diserbanti appositi che vanno sciolti nell'acqua d'irrigazione ed irrorati soprattutto nel periodo estivo.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso e come bisogna irrigare la vite?
    La vite preferisce l'acqua piovana naturale, ma in caso di siccità estiva si consiglia un'irrigazione goccia a goccia moderata e distanziata nel tempo. È fondamentale evitare l'eccesso di umidità: un terreno troppo bagnato causa il marciume delle radici. L'irrigazione per aspersione è meno indicata rispetto al metodo localizzato, poiché quest'ultimo permette un controllo migliore dell'umidità del suolo, preservando la salute dell'apparato radicale.
  • Quando inizia a dare frutti la vite dopo la piantumazione?
    La vite è un investimento a lungo termine. Generalmente, le piante impiegano dai quattro ai cinque anni dalla piantumazione per iniziare a produrre i primi frutti significativi. Durante questo periodo iniziale, l'attenzione deve essere rivolta alla messa a dimora corretta, al dissodamento del terreno e all'installazione di supporti adeguati per guidare il fusto verso l'alto, garantendo una struttura solida per il futuro vigneto.
  • Qual è il momento migliore per concimare la vite?
    Storicamente, la concimazione avveniva una volta l'anno a fine inverno (febbraio-marzo), prima della ripresa vegetale. Oggi, per sostenere produzioni più intense, si tende a intervenire due volte: la prima concimazione avviene nel tardo inverno/primavera precoce, mentre la seconda va effettuata entro la prima metà di novembre. Il concime ideale è quello organico (stallatico), eventualmente integrato con prodotti industriali ricchi di azoto e fosforo.
  • Come si riconosce e si cura la peronospora della vite?
    La peronospora è una malattia fungina simile a una muffa che attacca fusti, foglie e grappoli, causando essiccamento e caduta delle parti colpite. Un segnale precoce di avvertimento è la comparsa della malattia sulle rose poste vicino ai filari. La cura prevede l'uso di specifici prodotti fitosanitari (spesso definiti erroneamente diserbanti nel linguaggio comune, ma sono antifungini) da diluire nell'acqua e irrorare, specialmente durante il periodo estivo.
  • Cos'è l'inerbimento controllato e perché conviene applicarlo?
    L'inerbimento controllato è una tecnica che prevede la presenza di erbe spontanee o seminate tra i filari della vite. Questo metodo mantiene vivo il suolo, migliorandone la struttura e la biodiversità, e offre una protezione naturale contro alcuni attacchi parassitari. A differenza della monocoltura erbacea aggressiva, l'inerbimento controllato gestisce la vegetazione in modo da non competere eccessivamente con la vite per nutrienti e acqua, favorendo un ecosistema equilibrato.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaPianta legnosa rampicante
EsposizioneSoleggiata, necessita di molta luce
TerrenoBen drenato, evitare ristagni idrici
IrrigazioneModerata, preferibilmente goccia a goccia, evitare eccessi
AltezzaVariabile, richiede supporti verticali
ConcimazioneOrganica (stallatico) o chimica (azoto/fosforo), 1-2 volte l'anno
PotaturaNecessaria per guidare la crescita e formare il fusto
MoltiplicazioneMediante piantine selezionate
Malattie e parassitiPeronospora (muffa), marciume radicale da eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede cure costanti e lunga pazienza iniziale