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L'arancio è una pianta che non ha bisogno di potature drastiche. Esistono due tipologie di interventi, in base all'età dell'albero. La potatura di formazione, detta anche di allevamento, effettuata sulla pianta giovane, nei primi anni di vita, è molto leggera, come in generale per tutti gli agrumi. L'obiettivo è raggiungere prima possibile la maturità di produzione, dando meno importanza alla vegetazione, per cui la potatura sarà limitata alla rimozione dei succhioni e dei rami in eccesso, evitando di tagliare quelli basali, in modo da mantenere basso il tronco. La potatura di produzione sarà altrettanto leggera, per non interferire negativamente sulla fruttificazione, visto che l'albero produce frutti sui rami dell'anno prima. Occorre potare i rami danneggiati, malati e secchi insieme a succhioni e polloni. Si esegue, inoltre, un diradamento della chioma perché sole ed aria possano arrivare anche all'interno. Può essere utile non potare i polloni, in caso ci siano rami poco produttivi.
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Nell'arco dell'anno, abbiamo due periodi favorevoli alla potatura dell'arancio: al principio della stagione estiva, vale a dire tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, e durante la stagione invernale, nella fase di riposo vegetativo. Entrambi i momenti hanno l'obiettivo di tenere l'albero ordinato e pulito, per favorire la crescita di nuovi rami, facendolo respirare, senza interventi intensi. La potatura invernale è consigliata nelle regioni del Meridione mentre in quelle più fredde è preferibile posticipare l'operazione all'inizio della primavera, quando il rischio di gelate notturne è ridotto e la pianta non è ancora fiorita. Nel corso degli interventi di potatura bisogna indossare guanti protettivi ed utilizzare attrezzi puliti, disinfettati e ben affilati, per un taglio senza sbavature e sfilacciamenti e per evitare la trasmissione di malattie alla pianta.
Gli strumenti fondamentali per la potatura dell'arancio sono le cesoie, il seghetto e lo svettatoio. Le cesoie si usano per tagliare i rami piccoli, il seghetto serve per quelli grossi e lo svettatoio è utile per potare i rami più alti. Il taglio deve essere netto ed obliquo, per far sì che l'acqua piovana scorra verso il basso e non ristagni provocando malattie fungine. Per i rami più grandi è bene coprire le ferite con lo specifico mastice cicatrizzante, per evitare l'attacco di parassiti e rendere più rapida la guarigione. Tutto questo è importante per provocare all'albero il minor trauma possibile. Poiché occorre evitare potature eccessive, i tagli saranno selettivi. La rimozione della vegetazione vicina al terreno assicura una buona aerazione di tutta la chioma. Bisogna eliminare i rami che hanno già fruttificato. Evitare la rimozione dei polloni può essere utile affinché possano sostituire rami ormai non produttivi.
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