arancio amaro

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arancio amaro

L'arancio amaro, il cui nome scientifico è Citrus aurantium, è, con ogni probabilità, un reincrocio di Citrus maxima (il pomelo) con la Citrus reticulata (il mandarancio, per intenderci).

di Redazione

26 aprile 2013

Caratteristiche

L'arancio amaro, il cui nome scientifico è Citrus aurantium, è, con ogni probabilità, un reincrocio di Citrus maxima (il pomelo) con la Citrus reticulata (il mandarancio, per intenderci). Si tratta di una pianta che proviene dal continente asiatico e, in modo particolare, dalla Cina e venne portato all'interno del Vecchio Continente da parte del popolo arabo nel decimo secolo. Secondo le ultime teorie degli storici, pare che la pianta di arancio amaro venne portato all'interno del territorio italiano dai Crociati. Si tratta di un albero da frutto che presenta una chioma particolarmente arrotolata ed un'altezza che, nella maggior parte dei casi, si spinge fino a dieci metri. Le foglie della pianta di arancio amaro presentano una colorazione verde intenso, sono ovate ed hanno una forma appuntita verso la parte apicale, mentre si possono notare delle grandi alette proprio posizionate sul picciolo. I fiori dell'arancio amaro si caratterizzano per essere ermafroditi, dalla tipica colorazione bianca e che ricordano, per molti versi, quelli dell'Arancio dolce, così come i frutti che, però, risultano decisamente più rugosi e contengono una quantità maggiore di oli essenziali. La polpa dei frutti di arancio amaro risulta particolarmente acida, amarognola e presenta al suo interno una buona quantità di semi, mentre l'epicarpo ha uno spessore piuttosto ridotto. I frutti hanno una tipica colorazione arancio ed hanno la particolare caratteristica di resistere a lungo sulla pianta.

Varietà

Sono davvero numerose le cultivar di arancio amaro: tra le più interessanti, troviamo quella che prende il nome di Bizzarria. Questa particolare cultivar può contare, allo stesso tempo, sui frutti dell'arancio amaro e del limone cedrato, ma anche tutta una serie di frutti bitorzoluti, dalla colorazione che varia tra giallo, arancione e verde, riprendendo caratteristiche di ambedue le specie. La varietà che viene definita Caniculata, invece, può contare su tutta una serie di frutti che presentano una forma piuttosto piatta, dalla colorazione arancione e dalla particolarità di avere una buccia irregolare. Spostando l'attenzione sulla cultivar Salicefolia (che presenta delle foglie di salice), le foglie hanno una forma piuttosto stretta ed anche molto allungata, mentre i frutti sono rimasti identici rispetto a quelli della pianta di arancio amaro tradizionale. La varietà Corniculata di arancio amaro è una cultivar piuttosto antica, conosciuta già sul territorio italiano fin dal diciassettesimo secolo. Questa particolare varietà può contare su dei frutti che presentano una buccia decisamente rugosa, una polpa dal tipico sapore acido-amarognolo e con tutta una serie di protuberanze che ricordano molto dei piccoli corni, da cui poi deriva il nome dato alla cultivar. Le foglie di questa varietà presentano una colorazione verde intenso con un picciolo alato tradizionale, che si può ritrovare all'interno di tutte le varietà di arancio amaro.

Clima e terreno

L'arancio amaro, alla stregua di tutti i vari agrumi, ha una netta preferenza per uno sviluppo all'interno di ambienti con un clima temperato caldo: ecco spiegato il motivo per cui l'area ideale per la coltivazione di questa pianta è il bacino del Mediterraneo. In confronto all'arancio dolce, questa varietà può contare su una resistenza decisamente più elevata nei confronti del freddo e delle basse temperature. Le temperature che scendono sotto lo zero centigrado possono apportare dei pericolosi danni alla produzione annuale, mentre quando la colonnina di mercurio va sotto i -10 gradi centigradi, allora la pianta di arancio amaro può anche morire. Ecco spiegato il motivo per cui questa pianta si sviluppa perfettamente nel momento in cui le temperature sono comprese tra 22 e 32 gradi, mentre al di sopra dei 40 gradi comincia a soffrire le alte temperature. L'arancio amaro, come tutti gli altri agrumi, si sviluppa senza problemi anche su terreni calcarei, salini e con il 35% di argilla o il 40% di timo.

Coltivazione

Il melangolo viene utilizzato, nella maggior parte dei casi, come portainnesto di ogni tipo di agrume, dal momento che si caratterizza per essere una specie particolarmente rustica, mentre la coltivazione dell'arancio amaro si verifica solamente su delle superfici ridotte, in modo tale da poter poi sfruttare la scorza per i canditi che possono essere impiegati in pasticceria, ma anche per realizzare marmellate e liquori. La forma di allevamento che viene più frequentemente sfruttata è quella a chioma piena, con le branche che vengono introdotte all'interno del fusto ad un'altezza di circa 40-50 centimetri da terra, mentre i sesti di impianto sono di 5x5 metri. Si tratta di un metodo, quello della chioma piena, che rende certamente più semplici le cure colturali, come ad esempio le operazioni di potatura e raccolta, ma si caratterizza anche per garantire un'adeguata protezione alla pianta di arancio amaro dai raggi del sole troppo potenti e dai venti forti. La potatura deve essere effettuata sempre prima della stagione estiva e gli interventi devono essere effettuati diradando alcuni rami misti, ma anche tagliando i succhioni che stanno alla base delle branche più importanti, così come i rami più bassi con lo scopo di garantire una migliore circolazione dell'aria, oltre ad eliminare i rami più secchi e quelli deperiti. La concimazione deve essere eseguita somministrando concimi complessi con azoto a lento rilascio, fosforo e potassio, durante la stagione invernale; l'irrigazione deve essere effettuata con particolare attenzione sopratutto in estate, quando bisogna annaffiare la pianta di arancio amaro o al mattino presto o alla sera.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra arancio amaro e arancio dolce?
    La differenza principale risiede nel gusto e nell'utilizzo: la polpa dell'arancio amaro (Citrus aurantium) è estremamente acida e amarognola, rendendola inadatta al consumo fresco diretto, a differenza dell'arancio dolce. Inoltre, l'arancio amaro possiede un epicarpo (buccia) più sottile ma ricco di oli essenziali e una struttura fogliare con piccioli alati distintivi. Viene coltivato principalmente per la sua scorza, usata in pasticceria per canditi e marmellate, oppure come portinnesto resistente per innestare altre varietà di agrumi grazie alla sua rusticità.
  • Quanto resiste al freddo l'arancio amaro?
    L'arancio amaro mostra una resistenza al freddo superiore rispetto all'arancio dolce, tollerando temperature fino a -10°C senza morire. Tuttavia, le temperature inferiori a 0°C possono causare danni significativi al raccolto annuale. L'intervallo termico ideale per il suo sviluppo ottimale si situa tra i 22°C e i 32°C. Sopra i 40°C la pianta inizia a soffrire per il calore eccessivo. È fondamentale proteggere la pianta dalle gelate tardive primaverili per salvaguardare la fioritura e la successiva fruttificazione.
  • Come si effettua la potatura dell'arancio amaro?
    La potatura dell'arancio amaro deve essere eseguita preferibilmente prima dell'inizio della stagione estiva. Gli interventi principali consistono nel diradare i rami misti per migliorare l'aerazione interna della chioma e nell'eliminare i succhioni che crescono alla base delle branche principali. È necessario rimuovere anche i rami secchi, deperiti e quelli troppo bassi per favorire la circolazione dell'aria e prevenire patologie fungine. Questo tipo di gestione, spesso associata alla forma a 'chioma piena', facilita anche le operazioni di raccolta e protegge la pianta dai venti forti.
  • Che tipo di terreno preferisce il Citrus aurantium?
    L'arancio amaro è una pianta molto adattabile quanto al substrato, riuscendo a svilupparsi bene anche in terreni calcarei e salini, tipici delle zone costiere mediterranee. Tollera suoli con una componente argillosa significativa (fino al 35%) purché ben drenati. Non ama i ristagni idrici, quindi è essenziale che il terreno permetta un corretto smaltimento dell'acqua. La presenza di elementi come il timo nel suolo non interferisce negativamente, confermando la sua robustezza ecologica in ambienti difficili dove altre piante potrebbero faticare.
  • Quali sono le principali varietà di arancio amaro?
    Esistono numerose cultivar selezionate nel tempo. Tra le più note vi è la 'Bizzarria', un ibrido naturale che combina caratteristiche di arancio amaro e limone cedrato, producendo frutti bitorzoluti e multicolori. La varietà 'Caniculata' produce frutti appiattiti con buccia irregolare. La 'Salicifolia' si distingue per le foglie strette simili a quelle del salice, mentre i frutti restano standard. Un'altra varietà storica è la 'Corniculata', nota per i suoi frutti dalla buccia rugosa e dotati di protuberanze corno-like, apprezzata fin dal XVII secolo.

Scheda Tecnica

Citrus aurantium

Nome scientificoCitrus aurantium
FamigliaRutaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineAsia (Cina)
EsposizioneSole
TerrenoCalcereo, salino, drenante
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (fiori bianchi profumati)
AltezzaFino a 10 metri
ConcimazioneConcimi complessi (N-P-K) a lento rilascio in inverno
PotaturaPre-estiva, diradamento rami, eliminazione succhioni
MoltiplicazioneInnesto (usato come portinnesto)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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