Pratoline

fiori di piante

Pratoline

Le pratoline sono anche dette Bellis perennis; sono piantine rustiche e spontanee che si trovano facilmente nei prati o come tappeto fiorito.

di Redazione

05 gennaio 2017

Quanto annaffiare

Le pratoline messe a dimora non hanno tante pretese, infatti soddisfano il loro bisogno di acqua con le precipitazioni atmosferiche; mentre per quelle in vaso saranno necessarie delle annaffiature regolari al fine di ottenere l'umidità giusta del terreno, senza causare dei ristagni idrici alquanto negativi. Di solito nei climi temperati non è affatto obbligatoria un'innaffiatura abbondante, soprattutto in inverno, anche se il bisogno d'acqua dipende molto dalla zona e dalla temperatura. Per esempio, in primavera, è sufficiente l'acqua piovana, mentre in estate bisogna irrigare tutti i giorni. Le pratoline possono essere acquistate dai vivaisti o dai fioristi e sono già pronte per essere piantate nel terreno. Si consiglia di controllare in ogni caso che le piantine siano ben sviluppate e anche ben conservate.

Coltivazione

La semina delle pratoline si esegue in autunno, con il trapianto in primavera in un terreno che deve essere abbastanza fertile e drenato, ma non arido in estate. Con un clima temperato è meglio seminare in piena terra nel mese d'agosto oppure in giugno se si opta per la serra. Le pratoline che nascono dai semi saranno vigorose e più idonee alla fioritura. Inoltre, se la coltivazione avviene all'aperto, con l'arrivo dell’autunno è bene preparare un buon riparo per la pianta che sarà protetta in questo modo dal gelo e dalla neve, per poi essere in ottima forma quando in primavera ricomincerà il suo ciclo vegetativo più importante. Se invece la piantina vive in casa riesce a fiorire in ogni stagione dell’anno, tranne in inverno. Comunque sia, viene coltivata facilmente sia in giardino che in vaso, e cresce bene anche spontaneamente magari in zone riparate e nei luoghi a lei più graditi. La coltivazione della pratolina avviene anche per divisione dei cespi, da effettuare in autunno.

Come concimare

Le pratoline si adattano a diverse tipologie di terreno, ma preferiscono quello argilloso, fertile e compatto. Si consiglia di somministrare qualche volta del concime granulare composto da sostanze nutritive e che si scioglie nella terra lentamente. Se le piantine si trovano all'esterno bisogna concimare il terreno alcune settimane prima della fioritura. Inoltre, alla fine della stagione è bene distribuire sul terreno della paglia e delle foglie secche per garantire una temperatura adeguata. La pratolina viene di solito coltivata come pianta biennale ed è formata da fiori a petali bianchi che a volte prendono una lieve sfumatura di rosa e si dispongono intorno ad un disco giallo intenso. La piantina si presenta inoltre con steli esili, dai delicati capolini che si chiudono al tramonto del sole.

Esposizione, malattie e parassiti

Le pratoline sia in vaso che all'aperto amano le zone soleggiate nei luoghi freddi, mentre se il clima è più temperato e magari con alte temperature preferiscono stare in zone ombreggiate. Se il clima è rigido la pratolina va tenuta al chiuso in inverno per poi ripiantarla nei mesi primaverili. Alla fine, la piantina vive bene in ambienti temperati con esposizione al sole per quasi tutta la giornata anche se teme la grandine e i forti acquazzoni, proprio perché è strutturalmente molto delicata. Nonostante la sua fragilità resiste bene alle malattie e ai parassiti, come per esempio gli afidi. Ma questi ultimi e i funghi potrebbero attaccarla se esposta al calore eccessivo. Le pratoline potrebbero anche presentare delle macchie sulle foglie e il marciume radicale, da combattere subito con anticrittogamici specifici.

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Domande frequenti

  • Quante volte devo innaffiare le pratoline?
    Le pratoline coltivate in piena terra richiedono generalmente solo l'acqua piovana, specialmente in primavera e inverno. In estate, o se coltivate in vaso, è necessario irrigare quotidianamente per mantenere il substrato umido ma mai zuppo. È fondamentale evitare i ristagni idrici, poiché le radici sono sensibili al marciume radicale. Nei climi temperati, le annaffiature estive sono essenziali per sostenere la pianta durante i periodi di caldo secco.
  • Quando è il periodo migliore per seminare le pratoline?
    La semina ideale avviene in autunno, con successivo trapianto in primavera. Se si preferisce seminare direttamente in piena terra, il mese di agosto è ottimale nei climi temperati. In alternativa, è possibile seminare in giugno utilizzando una serra o un ambiente protetto. I semi germinano meglio se interrati leggermente in un terreno fertile e ben drenato, garantendo piante vigorose e pronte per una fioritura abbondante.
  • Come proteggere le pratoline dal freddo invernale?
    In climi rigidi, le pratoline necessitano di protezione contro gelo e neve. È consigliabile creare un riparo con paglia o foglie secche attorno alla base della pianta per isolare le radici e mantenere una temperatura adeguata. Nelle zone con inverni particolarmente severi, può essere utile spostare le piante in vaso in ambienti chiusi o molto riparati durante i mesi invernali, ripiantandole all'aperto solo con l'arrivo della primavera.
  • Quali problemi fitosanitari possono colpire le pratoline?
    Nonostante siano robuste, le pratoline possono subire attacchi di afidi, specialmente in condizioni di calore eccessivo. Possono inoltre sviluppare infezioni fungine che causano macchie sulle foglie o marciume radicale se il terreno è troppo umido. Per prevenire questi problemi, assicurarsi un buon drenaggio ed evitare l'esposizione diretta a forti acquazzoni o grandine. In caso di infestazioni, intervenire tempestivamente con prodotti specifici come anticrittogamici o insetticidi mirati.
  • È possibile moltiplicare le pratoline per divisione dei cespi?
    Sì, la divisione dei cespi è un metodo efficace per propagare le pratoline. Questa operazione va effettuata preferibilmente in autunno, separando le nuove rosette dalla pianta madre. Le divisioni ottenute vanno immediatamente reimpostate in vasi singoli o direttamente a dimora in un terreno preparato. Questo metodo garantisce piante già consolidate e pronte a vegetare rapidamente, offrendo una soluzione pratica per ampliare il proprio giardino o riempire spazi vuoti.

Scheda Tecnica

Bellis perennis L.

Nome scientificoBellis perennis L.
FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaPerenne/rustica, spesso coltivata come biennale
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizioneSoleggiata (climi freddi) o parzialmente ombreggiata (climi caldi)
TerrenoFertile, argilloso, compatto e ben drenato
IrrigazioneRegolare in vaso/estate; ridotta in inverno/in pieno campo
FiorituraPrimavera-Estate (da maggio a luglio/settembre)
Altezza10-20 cm
ConcimazioneConcime granulare lento rilascio, prima della fioritura
PotaturaTagliare i fiori appassiti per prolungare la fioritura
MoltiplicazioneSemina (autunno/prima estate), divisione dei cespi (autunno)
Malattie e parassitiAfidi, funghi da umidità/calore, marciume radicale, macchie fogliari
Difficoltà di coltivazioneFacile

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