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fitoterapia

erba benedetta

Pagina dedicata alle prprietà dell'erba benedetta

di Redazione

20 luglio 2011

Cos’è

L’erba benedetta, nome completo Geum urbanum è una pianta erbacea perenne diffusa sia nelle zone marine che in quelle montane, fino a 1600 metri. Si sviluppa su strade, boschi, muri, in luoghi freschi e ombreggiati. E’ una pianta molto delicata, se trattata con forza si spezza facilmente e anche i fiori perdono immediatamente i loro petali. Appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Si presenta con un fusto alto tra 45 e 60 centimetri. Le foglie hanno un picciolo corto, alla base, mentre nella parte alta sono formate da tre foglioline o da una sola foglia che presenta tre lobi divisori. I fiori sono gialli con 5 petali, mentre i frutti sono simili a degli ami di colore rosso scuro. L’erba benedetta è comunemente conosciuta con altri nomi, quali Cariofillata, Garofanaia e Ambretta selvatica. La pianta fiorisce nei mesi caldi, tra maggio e luglio. Si può coltivare anche in giardino perché resiste alle condizioni ambientali anche difficili, pure in caso di basse temperature. E’ consigliabile garantirle, però, una diretta esposizione solare ed evitare i climi secchi e aridi che la pianta non gradisce affatto. L’erba benedetta è conosciuta sia per le proprietà officinali che per gli usi culinari. Le parti utilizzate della pianta sono le foglie e la radice. Quest’ultima ha un aroma e un odore simile ai chiodi di garofano. Per scopi officinali le foglie si raccolgono in estate, mentre le radici in primavera. Per gli usi culinari, invece, le foglie tenere vanno raccolte sempre nella stagione primaverile. Le parti della pianta, dopo la raccolta, vanno fatte essiccare al sole e conservate in contenitori dove è possibile il passaggio dell’aria.

Proprietà

Le radici e le foglie di questa pianta contengono glucosidi, tannini e oli essenziali che gli conferiscono proprietà digestive e astringenti. La concentrazione maggiore di principi attivi si ha nella radice che è la parte utilizzata in fitoterapia, mentre le foglie hanno prevalentemente un uso culinario. L’erba benedetta ha anche effetti emmenagoghi, cioè capaci di regolare le mestruazioni. I principi attivi della pianta vengono infatti, usati anche in caso di emorragie uterine. L’erba benedetta, inoltre, non stimola solo la digestione, ma anche l’appetito. Infatti viene usata anche in caso di inappetenza. La presenza di tannini le conferisce anche forti proprietà astringenti che la rendono utile in caso di diarrea cronica. Il sovradosaggio di erba benedetta va comunque evitato perché potrebbe, invece, provocare problemi gastrointestinali. Altri effetti benefici della pianta, in caso di catarri intestinali e infiammazioni del tubo digerente. L’erba benedetta può essere usata anche per alleviare infiammazioni della bocca, alitosi, mal di denti, febbre e nevralgie.

Come si usa

L’erba benedetta trova applicazione sia in fitoterapia che in cucina. Partendo da quest’ultimo uso c’è da dire che le foglie tenere possono essere consumate in insalata, mischiandole con altre erbe, oppure lessate. La radice essiccata ha un odore simile a quello dei chiodi di garofano e viene usata per aromatizzare diverse pietanze o vini e liquori. L’erba benedetta si usa prevalentemente sotto forma di tisana. In alternativa a questa pianta, per gli stessi effetti, si può usare anche la genziana. Entrambi contengono principi attivi simili, come la geina che a sua volta si presenta simile all’eugenolo, principio attivo dell’olio essenziale di garofano. Questa sostanza a dosi elevate può provocare nausea, diarrea, svenimento e tachicardia, ecco perché l’erba benedetta, o meglio la sua tisana, va usata con dosaggi equilibrati che vanno sempre prescritti da un medico erborista. L’erba benedetta si può usare anche per decotti e tinture. La tisana si prepara con la radice essiccata, tagliata e spezzettata a cui aggiungere acqua bollente. Si lascia in infusione per qualche minuto e poi si filtra come per qualsiasi altra tisana. Il decotto utilizza sempre la stessa parte della pianta che si fa bollire assieme all’acqua. Oltre all’uso interno, i decotti e le tisane di erba benedetta si possono usare come colluttori per fare dei gargarismi in caso di infiammazione della bocca, mal di denti e nevralgie. La tintura di erba benedetta è una tintura vinosa o vino medicato, cioè una preparazione molto diversa d quelle idroalcoliche, cioè in cui il principio attivo è diluito in acqua e alcol. La tintura vinosa di erba benedetta si prepara usando come solventi, vini bianchi o rossi con una buona gradazione alcolica. Il rapporto tra la quantità di erba deve essere di uno a venti, quindi 5 grammi di erba e 100 ml di vino. La tintura così ottenuta va conservata in bottiglie di vetro scuro in luogo fresco e buio. La tintura vinosa di erba benedetta si consuma a cucchiaini o a bicchierini di liquore da assumere una o due volte al giorno, prima o dopo i pasti principali e in base alla posologia indicata dal medico.

Costi dei prodotti

L’erba benedetta già essiccata si trova nei negozi di prodotti biologici e nelle comuni farmacie, parafarmacie e erboristerie. Stranamente non si trovano siti di e-commerce che vendano questo prodotto direttamente online, ma solo siti di erboristerie che indicano le caratteristiche di questa pianta officinale, senza fare alcun cenno al prezzo. Per cui l’unica alternativa per conoscerlo è recarsi presso il negozio di prodotti biologici ed erboristici più vicino.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali dell'erba benedetta?
    L'erba benedetta (Geum urbanum) è nota per le sue spiccate proprietà digestive, astringenti ed emmenagoge. Grazie alla presenza di tannini e glucosidi, aiuta a regolarizzare la digestione, contrasta l'inappetenza e riduce i sintomi della diarrea cronica grazie all'effetto astringente. Inoltre, viene tradizionalmente impiegata per regolare il ciclo mestruale e in caso di emorragie uterine leggere. Le sue componenti antinfiammatorie risultano utili anche per alleviare catarri intestinali, infiammazioni della bocca, alitosi e mal di denti.
  • Come si prepara e si assume la tisana di erba benedetta?
    La tisana si prepara utilizzando la radice essiccata, tagliata a pezzetti. Versare acqua bollente sulle radici e lasciare in infusione per alcuni minuti, successivamente filtrare il liquido. È fondamentale rispettare dosaggi equilibrati, preferibilmente stabiliti da un medico erborista, poiché un sovradosaggio può causare nausea, diarrea, svenimento e tachicardia. La tisana può essere assunta internamente per i suoi effetti digestivi e astringenti, oppure utilizzata esternamente sotto forma di collutorio per gargarismi contro infiammazioni orali e nevralgie.
  • In che modo si utilizza l'erba benedetta in cucina?
    Nella gastronomia, le foglie tenere dell'erba benedetta si raccolgono in primavera e possono essere consumate crude in insalate miste con altre erbe aromatiche, oppure lessate come contorno. La radice essiccata, dal profumo intenso simile ai chiodi di garofano, viene impiegata principalmente come aromatizzante naturale per diverse pietanze, nonché per profumare vini, liquori e infusi. Questo utilizzo culinario sfrutta il suo contenuto di oli essenziali, che ricordano l'eugenolo presente nell'olio di garofano.
  • Cos'è la tintura vinosa di erba benedetta e come si prepara?
    La tintura vinosa è una preparazione medicamentosa in cui i principi attivi dell'erba benedetta vengono estratti mediante alcool contenuto nel vino, a differenza delle tinture idroalcoliche standard. Per prepararla, si mescolano 5 grammi di erba secca con 100 ml di vino bianco o rosso ad alta gradazione alcolica. Il composto va conservato in bottiglie di vetro scuro, al riparo da luce e calore. Si assume a piccoli cucchiai o bicchierini da liquore, una o due volte al giorno, solitamente prima o dopo i pasti, seguendo sempre le indicazioni professionali.
  • Dove cresce naturalmente l'erba benedetta e come coltivarla?
    L'erba benedetta è una pianta perenne diffusa in Europa e Asia, che cresce spontaneamente in zone fresche e ombreggiate, lungo muri, boschi e strade, fino a 1600 metri di altitudine. In giardino, resiste bene al freddo ma richiede esposizione solare diretta e terreni freschi, evitando assolutamente climi secchi e aridi. Per la coltivazione, è sufficiente garantire un terreno umifero e ben drenato. La pianta è piuttosto delicata: maneggiarla con cura per evitare che i fiori perdano rapidamente i petali o che il fusto si spezzi.

Scheda Tecnica

Geum urbanum

Nome scientificoGeum urbanum
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineEuropa e Asia
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
TerrenoFresco, umifero, ben drenato
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni e siccità
FiorituraMaggio - Luglio
Altezza45-60 cm
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaAsportare fiori appassiti e foglie secche
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o semina
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a funghi in ambienti troppo umidi
Difficoltà di coltivazioneMedia/Bassa (resistente al freddo)