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Parchi e Giardini

Parco Sila

Approfondimento dedicato al Parco Nazionale della Sila, dove è custodito un patrimonio naturale di inestimabile valore. Scopri i suoi paesaggi, la flora e la fauna

di Redazione

08 novembre 2013

Parco Sila

E’ un luogo a tratti incantato e meraviglioso. I suoi paesaggi si affacciano sui mari e sulle isole più belle del Sud Italia. Monti, laghi, fiumi, prati e vallate costituiscono il paesaggio del Parco Nazionale della Sila, area protetta che custodisce uno dei più imponenti patrimoni naturali della biodiversità. Il Parco ospita infatti una vasta flora e fauna. In questa terra di trova di tutto: fauna stanziale e migratoria, flora tipica delle Alpi, dell’Appennino e non solo. Visitare il Parco della Sila significa ammirare una delle zone più belle del Sud Italia, zona che merita di essere opportunamente valorizzata e protetta. Fanno da cornice ai centri del Parco, luoghi ricchi di storia, cultura e tradizione. L’ospitalità ai turisti viene garantita tramite adeguate strutture ricettive dove si possono gustare i piatti tipici silani.

Caratteristiche

Il Parco Nazionale della Sila si estende su una superficie di 73 mila ettari. Ricade nel territorio della Calabria ed è il terzo parco nazionale istituito in questa regione dopo quello del Pollino e dell’Aspromonte. Non è facile descrivere le caratteristiche geomorfologiche del Parco della Sila, tanto sono diverse e accomunate da un corso di eventi che traggono origine dalle più lontane ere geologiche. Il Parco comprende l’omonimo massiccio montuoso che si divide in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. Le aree comprese nel Parco sono quelle della Sila Piccola e della Sila Grande, mentre quelle della Sila Greca sono in parte comprese nel Parco e in parte no. L’istituzione dell’area protetta è stata infatti finalizzata a tutelare solo le zone di particolare interesse paesaggistico, storico e culturale. I monti della Sila sono costruiti come se fossero uno sopra l’altro. Sono costituiti principalmente da rocce sedimentarie e metamorfiche inglobate in grandi blocchi granitici. Il paesaggio si affaccia sul Mar Ionio, sul Tirreno e sulle Isole Eolie. La zona è particolarmente piovosa è ciò ha favorito la comparsa di diversi bacini idrografici. Le vallate ospitano infatti fiumi, laghi e zone paludose. La combinazione dei vari elementi naturalistici, compresi anche i prati e le foreste di montagna, ha generato un paesaggio incontaminato e di rara bellezza. Si dice anche che l’area della Sila, per il suo ambiente e per la sua altitudine, sia la più pulita d’Italia.

Storia

Il Parco Nazionale della Sila venne istituito ufficialmente nel 1997. La sua storia però è molto più lontana e risale al 1923, quando un politico e letterato italiano, Antonino Anile, ne propose l’istituzione con un disegno di legge. Ci sono voluti dunque più di 70 anni per istituire l’area protetta come la conosciamo oggi. La sua definitiva costituzione venne impedita da contrasti di natura politica e dalle opposizioni dei sindaci del luogo. Durante gli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, i territori boschivi furono saccheggiati e depredati dalla deforestazione messa in atto da chi intendeva possedere il territorio per fini privati. Non andò meglio dopo la guerra, quando l’ingresso degli alleati americani causò un’ennesima deforestazione che mise a dura prova anche l’habitat di un mammifero tipico di quei boschi, il lupo. Gli esemplari di lupo, depredati non solo per decenni, ma anche nei secoli precedenti, riuscirono a sopravvivere e a riprodursi grazie a una legge del 1970 che ne tutelava la salvaguardia. Gli anni recenti non furono comunque favorevoli all’istituzione del Parco, poiché ancora forti erano i contrasti tra gli amministratori dei paesi che gravitavano attorno all’area protetta. Alcune leggi, come quella del 1991 per l’istituzione delle aree protette diedero nuovo impulso alla creazione del Parco nazionale, Parco che venne ufficialmente istituito nel 1997. L’insediamento degli organi amministrativi e di gestione avvenne solo nel 2002.

Flora e fauna

La flora del Parco della Sila è tipica delle Alpi e dell’Appennino. Nel Parco primeggiano alberi, foreste e arbusti monumentali. La specie tipica è il pino laricio, seguito dal faggio e da arbusti tipici della macchia mediterranea. Ad altitudini superiori ai 1400 metri si trovano le torbiere, generate dalla sedimentazione organica di resti vegetali risalenti alle glaciazioni. Nelle aree circostanti crescono specie come carex stellulata e potentilla erecta. Nelle aree pianeggianti si trovano vaste aree adibite alla coltivazione di cereali e di prodotti ortofrutticoli. Le zone umide presentano una vegetazione composta da frassini e ontani neri. Nei prati vivono graminacee, viole, ginestre, leguminose e una ginestra tipica della Sila, la Genista silana. Altre specie endemiche sono la rosa, l’ euphorbia e l’iperico. Ricchissima anche la fauna, impossibile da elencare tutta. Citiamo gli ungulati, tra cui il capriolo, il cervo, il daino e il cinghiale,ma anche i mammiferi, tra cui la volpe, il lupo, la lince, la lepre, il riccio, la talpa e il gatto selvatico. Altri animali presenti, la lontra, il tasso, la faina, la puzzola e la donnola. Sul Parco dalla Sila si trovano anche numerosi esemplari di roditori, uccelli migratori e stanziali, anfibi, rettili e pesci.

Domande frequenti

  • Qual è la superficie e la posizione geografica del Parco Nazionale della Sila?
    Il Parco Nazionale della Sila si estende per circa 73.000 ettari e ricade interamente nel territorio della Calabria, nell'Italia meridionale. È la terza area protetta istituita nella regione, dopo il Parco del Pollino e quello dell'Aspromonte. Geograficamente, il parco comprende il massiccio montuoso della Sila, suddiviso nelle tre sub-zone principali: Sila Grande, Sila Piccola e Sila Greca. Le aree protette includono principalmente la Sila Grande e la Sila Piccola, mentre la Sila Greca è parzialmente inclusa. Il paesaggio offre viste spettacolari verso il Mar Ionio, il Mar Tirreno e le Isole Eolie.
  • Quando è stato istituito ufficialmente il Parco Nazionale della Sila?
    L'istituzione ufficiale del Parco Nazionale della Sila è avvenuta nel 1997. Tuttavia, le origini del progetto risalgono al 1923, quando il politico e letterato Antonino Anile propose per primo l'istituzione dell'area protetta attraverso un disegno di legge. Ci vollero oltre settant'anni per concretizzare l'iniziativa, ostacolati da contrasti politici e opposizioni locali. Dopo la seconda guerra mondiale, la deforestazione aveva gravemente danneggiato l'ecosistema. Un ulteriore impulso giunse con le leggi del 1991 sulle aree protette, portando alla definitiva costituzione del parco e all'insediamento degli organi amministrativi solo nel 2002.
  • Quali sono le specie vegetali predominanti nel Parco della Sila?
    La flora del Parco combina elementi alpini e appenninici. La specie arborea dominante è il pino laricio, seguito dal faggio. A quote superiori ai 1400 metri si trovano le torbiere, formate da sedimentazioni organiche risalenti alle glaciazioni, dove crescono specie come *Carex stellulata* e *Potentilla erecta*. Nelle zone umide prosperano frassini e ontani neri, mentre nei prati abbondano graminacee, viole, ginestre e la specifica *Genista silana*. Sono inoltre presenti specie endemiche come alcune rose, *Euphorbia* e iperico. Nelle aree pianeggianti si praticano colture di cereali e ortofrutta.
  • Che fauna è presente nel Parco Nazionale della Sila?
    Il Parco ospita una fauna ricca e variegata, tra cui mammiferi, ungulati, uccelli, rettili e anfibi. Tra gli ungulati spiccano capriolo, cervo, daino e cinghiale. I mammiferi includono volpe, lupo, lince, lepre, riccio, talpa, gatto selvatico, lontra, tasso, faina, puzzola e donnola. Il lupo, un tempo decimato dalla caccia e dalla deforestazione, è sopravvissuto grazie alla tutela legislativa del 1970. Numerosi sono anche i roditori, gli uccelli migratori e stanziali, nonché pesci e rettili, rendendo il parco un habitat cruciale per la biodiversità del sud Italia.
  • Come è composto il paesaggio geomorfologico del Parco della Sila?
    Il paesaggio del Parco è caratterizzato da una grande diversità geomorfologica, nata da processi geologici antichi. Il massiccio montuoso è costituito principalmente da rocce sedimentarie e metamorfiche, inglobate in grandi blocchi granitici. La conformazione ricorda montagne sovrapposte. Grazie all'elevata piovosità della zona, si sono sviluppati numerosi bacini idrografici che alimentano fiumi, laghi e zone paludose. Questa combinazione di foreste di montagna, prati e corsi d'acqua crea un ambiente incontaminato, spesso definito come uno dei più puliti d'Italia per qualità ambientale e altitudine.