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Parchi e Giardini

Parco Gran Paradiso

E' uno dei parchi di montagna più antichi e più belli d'Italia. Stiamo parlando del Gran Paradiso. Vieni a scoprirlo visitando la nostra pagina web

di Redazione

31 ottobre 2013

Parco Gran Paradiso

E’ uno dei più bei parchi alpini e di montagna. Tra valli, pendii e monti si possono ancora oggi ammirare le testimonianze di un passato che ancora vive tra i ghiacciai e una natura incontaminata. Non esistono parole per descrivere il Parco nazionale del Gran Paradiso, area protetta che comprende i ghiacciai e i monti dell’arco alpino che abbracciano la Valle d’Aosta e il Piemonte. L’ente gestore del Parco si trova a Torino. Nelle vallate di montagna delle due splendide regioni, si trova invece un’area protetta ricca di flora e fauna da proteggere e da valorizzare. Visitare questo Parco non significa solo ammirare i paesaggi di montagna, ma anche apprezzare tutte le bellezze florofaunistiche che la natura è ancora in grado di offrire.

Caratteristiche

Il Parco nazionale del Gran Paradiso si estende su un’area di circa 71 mila ettari suddivisi tra gli 800 metri dei fondovalle e gli oltre quattromila metri della cima del Gran Paradiso. Il Parco comprende, come già detto, la Valle d’Aosta e il Piemonte e confina con un Parco nazionale francese, il Vanoise. Il territorio è prevalentemente montuoso e ricco di ghiacciai. Il paesaggio è quindi quello tipico di alta montagna, con le case in pietra nella parte piemontese e in legno in quella di Aosta. La vegetazione dei boschi è colorata dalla presenza di abeti, larici, praterie alpine e ghiacciai che completano e arricchiscono questo fantastico scenario di alta montagna. Zone montane, rocciose, e ghiacciate si alternano anche a suggestive “ zone umide” ricche di laghi, cascate e torrenti. Alcune di queste sono molto note. Citiamo a titolo di esempio, la suggestiva cascata di Lillaz, nella piccola frazione di Cogne e i Laghi Dres e Doasin. Le cascate si formano per effetto dell’altezza elevata e del pendio scosceso. Queste conformazione geologica, unita alla struttura dei ghiacciai, genere la discesa violenta dell’acqua, generando quei magnifici “giochi d’acqua” conosciuti come cascate. Il territorio del Parco è anche composto da vaste praterie montane, brughiere, cioè margini erbosi posti ai confini dei boschi, e zone boscose propriamente dette. Qui si trovano alcune delle più interessanti specie florofaunistiche che esamineremo meglio nei paragrafi successivi.

Storia

Il Parco nazionale del Gran Paradiso è, insieme a quello d’Abruzzo, uno dei Parchi più antichi d’Italia. Venne, infatti, istituito nel 1922, in piena epoca fascista. L’importanza del Parco era nota già da tempo, visto che i membri della casa reale dei Savoia andavano a caccia proprio tra i boschi del Parco. Nel 1850, l’allora giovane re Vittorio Emanuele II andò a caccia nella zona del Parco: riuscì ad abbattere uno stambecco e ben sei camosci. Il sovrano rimase molto colpito dalla ricchezza faunistica della zona e decise di istituire la Riserva reale di caccia, ufficializzata nel 1856. In quel periodo, contadini e allevatori dovettero stipulare dei contratti per cedere i diritti venatori ai sovrani. Per evitare la caccia indiscriminata a camosci e stambecchi, il re istituì anche un corpo speciale composto da soldati e guardiacaccia. I sentieri vennero anche protetti da ampie mulattiere che ancora oggi costituiscono la protezione per la fauna del Parco. I sentieri protetti sono anche usati per interessanti esperienze di escursionismo. Nel 1920, Vittorio Emanuele III donò allo Stato una porzione della Riserva reale affinché si creasse un Parco nazionale. Il governo Mussolini collaborò all’istituzione del Parco nel 1922, anno di emissione del regio decreto che ufficializzava la creazione del Parco nazionale del Gran Paradiso. La gestione del Parco venne affidata, fino al 1934, a una commissione autonoma. Durante la guerra, anche l’area protetta subì gravi danni, come il resto d’Italia, e la cura del Parco venne trasferita a un altro ente. Nel 1991, grazie a una legge quadro, il Parco nazionale del Gran Paradiso, come gli altri parchi italiani, è stato sottoposto alla tutela da parte dello Stato.

Flora e fauna

La flora e la fauna del Parco nazionale del Gran Paradiso sono quelle tipiche di alta montagna. Tra le specie vegetali primeggiano gli alberi dei boschi, tra cui larici, pini, abeti, pioppi, frassini, castagni, querce, aceri montani, ciliegi, faggi e betulle. Il sottobosco è invece ricco di fragole, mirtilli, lamponi, rododendri e gerani di bosco. Le praterie, invece, si colorano di fiori durante la stagione che va da marzo ad agosto. Le specie fiorite sono tantissime e non è semplice citarle tutte. Tra le più suggestive ricordiamo il giglio martagone e il giglio di San Giovanni, entrambi specie tipiche montane. Oltre i 2500 metri di altitudine si trovano, anche se raramente, il genepì e la stella alpina. Anche la fauna è molto ricca. Tra questa spiccano i mammiferi, o meglio gli ungulati, come camoscio e stambecco. Il Parco inizialmente nacque per tutelare dall’estinzione proprio lo stambecco. Negli anni il Parco è stato ripopolato con alcune specie di predatori, tra cui il lupo. Nella praterie è invece diffusa la marmotta, roditore che predilige il letargo invernale. Presenti anche i volatili, tra cui lo sparviero, la poiana, la pernice bianca, l’allocco e la civetta. Nei laghi si trovano le trote e il salmerino di fontana.

Domande frequenti

  • Qual è la storia e l'origine del Parco Nazionale del Gran Paradiso?
    Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è uno dei più antichi d'Italia, istituito ufficialmente nel 1922 tramite regio decreto. Tuttavia, la sua origine risale al 1856 quando Re Vittorio Emanuele II istituì la Riserva Reale di Caccia per proteggere la fauna locale, in particolare stambecchi e camosci, dopo esserne rimasto colpito durante una battuta di caccia. Nel 1920, Vittorio Emanuele III donò parte della riserva allo Stato, dando il via alla creazione del parco nazionale sotto il governo Mussolini.
  • Dove si trova geograficamente il Parco e quanto è vasto?
    Il Parco si estende per circa 71.000 ettari, comprendendo territori sia in Valle d'Aosta che in Piemonte. Confina a nord con il Parco Nazionale della Vanoise in Francia. Il territorio varia dagli 800 metri dei fondovalle agli oltre 4.000 metri della vetta del Gran Paradiso. L'ente gestore ha sede a Torino, mentre il parco racchiude valli, pendii, ghiacciai e zone umide caratterizzate da laghi, cascate e torrenti.
  • Quali sono le principali specie animali protette nel Parco?
    La fauna è ricca e diversificata. Spiccano gli ungulati come lo stambecco e il camoscio, specie per cui il parco fu originariamente creato per evitarne l'estinzione. Sono presenti anche predatori reintrodotti come il lupo e piccoli mammiferi come la marmotta nelle praterie. Tra gli uccelli si possono osservare sparviero, poiana, pernice bianca, allocco e civetta. Nelle acque dei laghi vivono trote e salmoni di fontana.
  • Che tipo di vegetazione si trova nel Parco Nazionale del Gran Paradiso?
    La flora riflette l'ambiente alpino: dai fondovalle alle alte quote troviamo larici, pini, abeti, pioppi, faggi e betulle. Il sottobosco ospita frutti di bosco come fragole, mirtilli e lamponi, oltre a rododendri e gerani. Nelle praterie fioriscono specie come il giglio martagone e il giglio di San Giovanni. Oltre i 2.500 metri, sebbene rare, si possono trovare il genepì e la stella alpina.
  • Cosa rende unico il paesaggio idrografico del Parco?
    Il paesaggio è segnato dalla presenza di ghiacciai e numerose formazioni idriche create dal forte dislivello e dalla pendenza scoscesa. Esempi famosi includono la cascata di Lillaz a Cogne e i Laghi Dres e Doasin. L'acqua scorre violentemente generando spettacolari giochi d'acqua. Inoltre, il territorio alterna zone rocciose e boscose a suggestive aree umide, arricchendo l'ecosistema e offrendo scenari naturali mozzafiato.