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Parchi e Giardini

Parco Cilento

Parliamo del Parco Nazionale del Cilento, splendida area protetta sita nell'Appennino campano-lucano. Come visitarla e come scoprire i suoi suggestivi paesaggi

di Redazione

13 settembre 2013

Parco cilento

E’ un’area ricca di fascino e di tradizioni. Si snoda in un paesaggio fatto di monti, colline e mare, dove sono custoditi centri di notevole interesse storico e culturale. La descrizione calza a pennello per uno dei parchi nazionali più interessanti d’Italia: il Cilento. Il Parco comprende un’area di oltre 180 mila ettari che attraversa tutto l’Appennino campano-lucano abbracciando le cime dei monti Alburni e del Monte Cervati e quelle costiere del Monte Stella e Monte Bulgheria. Nel Cilento c’è tutta la storia del Sud Italia, le sue tradizioni, la sua cultura, i suoi monumenti. Per la presenza di aree di pregio, il Parco è stato anche riconosciuto dall’Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”. Visitare il Cilento significa immergersi in un’area tipicamente mediterranea, dove ancora si respira l’atmosfera del passato. Monumenti, musei, aree archeologiche, sentieri e un ricchissimo patrimonio florofaunustico fanno da sfondo a un turismo che vale la pena vivere sempre e comunque.

Caratteristiche

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo Diano e Alburni si estende, come già detto, su un’area di oltre 180 mila metri quadri. L’area ricade nella regione Campania e nella provincia di Salerno, comprendendo circa ottanta comuni e otto comunità montane. Il territorio del Parco è caratterizzato da montagne, colline e aree costiere. Scarse, invece, le aree pianeggianti. La zona a nord si caratterizza per la presenza di rocce stratificare e variamente colorate chiamate Flysch del Cilento, mentre quella a sud e più interna presenta una roccia prevalentemente calcarea. La struttura delle zone montane è prevalentemente rocciosa. Le zone pianeggianti si trovano in prossimità dei fiumi, situati nella Valle di Diano e sulla costa. Tra i corsi d’acqua più importanti ricordiamo l’Alento, che si riversa nella zona costiera e il Tanagro, nella Valle di Diano. Tra i monti più noti citiamo il Cervati, gli Alburni e il Gelbison, conosciuto anche come Monte Sacro. Altre cime di interesse sono il Monte Centaurino, il Cocuzzo, Motola e Bulgheria. La costa del Parco del Cilento si presenta piuttosto bassa e sabbiosa. Il litorale, inoltre, è caratterizzato da suggestive grotte e insenature.

Storia

Il Parco del Cilento è stato riconosciuto nel 1991 grazie all’applicazione di una legge quadro istituita nello stesso anno. Della creazione del Parco si parlava già dal 1973, per proteggere l’area da una selvaggia speculazione edilizia. In quegli anni, il Ministero dell’Ambiente istituì due riserve naturali: quella del Monte Cervati e quella del Fiume Calore, per un totale di 36 mila ettari. Queste aree rappresentarono un primo importante passo verso l’istituzione del futuro Parco Nazionale del Cilento, che oggi conta oltre 180 mila ettari. L’Ente gestore del Parco è stato istituito nel 1995, mentre nel 1997 è la zona è diventata Riserva della biosfera. L’anno successivo, nel 1998, è arrivato il riconoscimento dell’Unesco che ha dichiarato l’area “Patrimonio dell’Umanità”. Nel 2010, inoltre, il Parco del Cilento è stato la prima area protetta nazionale a diventare Geoparco. Nel 2011 il Parco si è dotato anche di una moderna biblioteca multimediale che raccoglie circa 20 mila volumi appositamente digitalizzati.

Flora e fauna

Il Parco del Cilento ospita un ricchissimo patrimonio di flora e fauna. La prima è rappresentata da quasi duemila specie, di cui il 10% endemico, cioè tipico della zona. La specie più rinomata e forse la più importanre è la Primula di Palinuro, scelta anche come simbolo del Parco. Altre specie da ricordare sono il giglio marino, il garofano delle rupi e la campanula napoletana. La fascia costiera ospita anche il ginepro, la ginestra e il lentisco, mentre l’area rupestre si caratterizza per la presenza della Finocchiella della Lucania. Nell’area protetta si trovano anche diverse specie di orchidee selvatiche. Variegata anche la fauna, che appare molto diversificata a causa delle differenti caratteristiche del territorio. Sui monti si ritrovano l’aquila reale, il lupo, la lepre appenninica e la coturnice. Queste ultime due specie sono le prede preferire dell’aquila reale. L’avifauna del parco non comprende sono l’aquila, ma anche il corvo imperiale, il falco pellegrino e il gracchio corallino.

Come visitarlo

Sono tante le “bellezze” paesaggistiche da visitare al Parco del Cilento. L’area, infatti, è ricchissima di musei, siti archelogici e sentieri da percorrere in bici o praticando il trekking, cioè a piedi. Tra i luoghi d’arte più interessanti ricordiamo Velia, Paestum e La Certosa di Padula. Le prime due sono siti archeologici dove hanno soggiornato antichi filosofi e dove si trovano resti della Magna Grecia. L’ultima, la Certosa di San Lorenzo di Padula, è uno dei monumenti più grandi d’Italia. Per la presenza dei siti archeologici e dei monumenti, l’Unesco ha conferito al Parco il prestigioso riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità. Il soggiorno nei dintorni del Parco viene garantito dalla presenza di numerosi bed and breakfast ed agriturismi, dove si può gustare anche la prelibata cucina campana. Ulteriori informazioni per la visita al Parco si possono reperire consultando il sito dell’Ente gestore.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali siti archeologici e culturali da visitare nel Parco del Cilento?
    Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo Diano e Alburni custodisce tesori storici di enorme valore, riconosciuti dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità. I siti archeologici più celebri includono Velia e Paestum, entrambi legati alla Magna Grecia e all'antica filosofia. Un altro monumento imprescindibile è la Certosa di San Lorenzo di Padula, una delle strutture monastiche più grandi d'Italia. Oltre alle rovine antiche, il territorio offre musei, aree archeologiche sparse e un ricco patrimonio culturale che racconta la storia del Sud Italia, rendendo ogni visita un viaggio nel tempo.
  • Come posso esplorare il territorio del Parco: quali attività sono consigliate?
    Il Parco offre numerose opportunità per apprezzarne le bellezze paesaggistiche attraverso diverse modalità. È possibile percorrere i molti sentieri disponibili praticando il trekking a piedi, godendosi il contatto diretto con la natura e i panorami mozzafiato. Inoltre, la rete di percorsi è adatta anche per chi ama la bicicletta, permettendo di coprire distanze maggiori mantenendo un ritmo rilassato. L'area è strutturata per accogliere turisti che desiderano immergersi in un ambiente tipicamente mediterraneo, combinando sport all'aria aperta con la scoperta di monumenti e tradizioni locali.
  • Quali sono le specie vegetali più significative presenti nel Parco?
    La flora del Parco è straordinariamente ricca, contando quasi duemila specie, di cui il dieci percento è endemico. La specie simbolo è la Primula di Palinuro, considerata la più importante e rinomata. Altre piante degne di nota includono il giglio marino, il garofano delle rupi, la campanula napoletana e varie specie di orchidee selvatiche. Lungo la fascia costitiva crescono ginepro, ginestra e lentisco, mentre nelle zone rupestri si trova la Finocchiella della Lucania, testimoniando la biodiversità unica di quest'area protetta dell'Appennino campano-lucano.
  • Che tipo di fauna selvatica si può incontrare nel Parco del Cilento?
    L'avifauna e la fauna mammifera del Parco sono molto diversificate grazie alla varietà degli habitat, dalle montagne alle coste. Tra i predatori più iconici figurano l'aquila reale, il corvo imperiale, il falco pellegrino e il gracchio corallino. L'aquila reale caccia principalmente la coturnice e la lepre appenninica, entrambe presenti sui monti. Non mancano il lupo e altre specie adattate ai diversi ambienti, creando un ecosistema complesso e affascinante che rende il Parco un luogo ideale per l'osservazione naturalistica e lo studio della biodiversità mediterranea.
  • Quando è stato istituito il Parco Nazionale del Cilento e quali riconoscimenti ha ottenuto?
    Le origini del Parco risalgono al 1973, quando si iniziò a parlare della sua creazione per tutelare il territorio dalla speculazione edilizia. Nel 1991 fu istituito ufficialmente grazie a una legge quadro, con l'Ente gestore attivo dal 1995. Il percorso di valorizzazione ha portato a importanti traguardi: nel 1997 divenne Riserva della Biosfera, nel 1998 fu dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO e nel 2010 è diventato il primo Geoparco nazionale d'Italia. Questi riconoscimenti sottolineano il suo eccezionale valore naturale e culturale.