Pomodoro cuore di bue

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Pomodoro cuore di bue

Il pomodoro cuore di bue è tra le varietà più diffuse e amate, di origine americane si mangia soprattutto crudo nelle insalate, ecco alcuni consigli sulla coltivazione.

di Redazione

05 agosto 2016

Cuore di bue

Il pomodoro cuore di bue è originario degli Stati Uniti e fu importato in Europa verso il 1500; presenta frutti di forma piuttosto irregolare che possono, anche se raramente, arrivare ad un peso di mezzo chilo. La buccia di questo tipo di pomodoro è liscia e molto sottile, mentre la polpa è saporita, non molto ricca di acqua e con pochissimi semi. Un tempo veniva coltivato esclusivamente in piena terra mentre, oggi, lo vediamo spesso negli orti e nei giardini delle nostre case. La caratteristica principale di questa pianta è di avere una crescita continua in altezza. I pomodori di maggiori dimensioni presentano costole più accentuate.

Ambiente ed esposizione

Il clima preferito dal pomodoro cuore di bue è di tipo temperato-caldo, mentre climi freddi e temperature invernali limitano la produzione e coltivazione di questo ortaggio. La temperatura ideale per far giungere a maturazione i frutti è di circa ventitre gradi, mentre temperature al di sopra dei trenta gradi possono causare danni e decolorazioni. Esiste anche un tipo di coltivazione forzata della pianta del pomodoro, in questo caso può essere fatta in zona con diversi tipi di clima.

Terreno

Il terreno ottimale per la coltivazione del pomodoro cuore di bue è di tipo fresco, lavorato bene in profondità e di medio impasto, meglio se poco salino.

Semina ed impianto

I semi del pomodoro cuore di bue li possiamo trovare nei negozi specializzati. Le nuove piantine saranno pronte per il trapianto quando avranno sviluppato cinque o sei foglioline. Prima di procedere con l’operazione d’impianto, il terreno andrà arato e preparato. L’impianto si effettuerà a seconda del tipo di clima: nel caso di una coltura nella stagione primaverile, andrà fatto tra novembre ed aprile; per quella autunnale, tra i mesi di luglio ed agosto; per quella in pieno campo, tra aprile e giugno. Nella fase d’impianto, la distanza ottimale da rispettare sarà di circa un metro tra una fila e l’altra.

Annaffiatura

Il pomodoro cuore di bue necessita di annaffiature regolari e costanti, soprattutto nella fase di sviluppo e ingrossamento dei frutti, ma non eccessive, in quando un apporto esagerato di acqua potrebbe causare marciumi ed altri gravi problemi. Durante il periodo invernale, subito dopo l’operazione d’impianto, il pomodoro non dovrebbe essere annaffiato perché potrebbe andare incontro ad un rallentamento dello sviluppo e della crescita.

Concimazione

Concimare il pomodoro cuore di bue è fondamentale ma non bisogna esagerare, basteranno cinque chili di letame maturo ogni metro quadrato di terreno. Se si volesse integrare la concimazione, il periodo migliore sarebbe quello durante la fase di preparazione del terreno, cioè prima dell’operazione d’impianto, si dovrebbe impiegare del solfato di potassio e del perfosfato minerale.

Potatura

Più che potatura, per i pomodori si parla di sfemminellatura, cioè l’eliminazione dei getti laterali che si formano ai piedi delle foglie; questa operazione è molto utile per limitare il numero di infiorescenze e permettere alla pianta di produrre pomodori di buona qualità. Va effettuata durante il mese di luglio.

Raccolta

La raccolta del pomodoro cuore di bue si esegue in base alla coltura: per quella del periodo primaverile si effettua dal mese di marzo al mese di luglio; per quella autunnale, da settembre a dicembre; per quella in piena terra da giugno a settembre. Questa operazione viene eseguita a mano tagliando il peduncolo.

Malattie e parassiti

Esistono molti parassiti, batteri e virus che possono provocare danni anche molto seri alla pianta del pomodoro cuore di bue. Alcune malattie provocare dall’attacco di funghi possono essere: l’oidio, la cladosporiosi, il marciume azotato, la muffa grigia ecc. I batteri possono provocare la picchiettatura che si manifesta con la comparsa, su fogli e frutti, di macchie più o meno grandi; la maculatura, il cui sintomo è la comparsa di macchie di vari colori, su parti come frutti e foglie. Ci sono poi i virus che possono causare il mosaico del pomodoro ed altre gravi malattie. La comparsa di questi virus può essere favorita da parassiti come: l’afidone della patata, l’afide nero della fava, i tripidi ecc. Danni all’apparato radicale possono essere provocati dagli elateridi oppure dai nematodi; ai frutti dalle cimici; alle foglie dal ragnetto rosso ecc.

Varietà

Di pomodoro cuore di bue ne esistono principalmente due varietà: Arawak e di Albenga. Pomodoro cuore di bue Arawak: è il cuore di bue che troviamo in Italia, soprattutto nelle regioni della Liguria e del Piemonte, ma attualmente diffuso un po’ in tutto il paese. Ha una forma che ricorda molto quella della pera, con delle parti costolute non molto accentuate; può avere un colore rosa, verde oppure rosso. La pompa è molto abbondante e quasi non presenta parti acquose. In cucina è molto usato per preparare insalate oppure sunghi. In commercio lo si può trovare quasi per l’intero periodo dell’anno. Pomodoro cuore di bue di Albenga: questo pomodoro è frutto dell’unione di varie specie; presenta una polpa dal sapore dolce- poco acidulo, una forma di cuore molto costoluta e di grandi dimensioni. Può avere un colore rosso o arancio.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del pomodoro cuore di bue?
    Il pomodoro cuore di bue è una varietà di origine americana nota per i suoi frutti di grandi dimensioni, talvolta fino a mezzo chilo, dalla forma irregolare e costolata. Si distingue per la buccia liscia e sottile, una polpa saporita, soda e con pochi semi. È particolarmente apprezzato in cucina per il suo consumo crudo, ideale per insalate e sughi, grazie alla consistenza carnosa e alla minima presenza di acqua.
  • Come si effettua la potatura o sfemminellatura di questa pianta?
    Per il cuore di bue si pratica principalmente la sfemminellatura, ovvero l'eliminazione dei getti laterali (rametti) che crescono all'ascella delle foglie. Questo intervento serve a limitare il numero di infiorescenze, concentrando l'energia della pianta sulla produzione di frutti di alta qualità. L'operazione va eseguita preferibilmente nel mese di luglio, rimuovendo manualmente i germogli ascellari per favorire la ventilazione e la maturazione.
  • Quando e come si effettua il trapianto?
    Le piantine sono pronte per il trapianto quando sviluppano cinque o sei foglioline. I tempi variano in base alla coltura: per quella primaverile si interviene tra novembre e aprile, per quella autunnale tra luglio e agosto, mentre in pieno campo tra aprile e giugno. È fondamentale preparare il terreno arandolo e mantenere una distanza di circa un metro tra le file per consentire una corretta crescita.
  • Quali accorgimenti seguire per l'irrigazione?
    L'annaffiatura deve essere regolare e costante, specialmente durante la fase di sviluppo e ingrossamento dei frutti. Attenzione però agli eccessi: un apporto idrico troppo elevato può causare marciumi e problemi sanitari. Nel periodo invernale, subito dopo l'impianto, è meglio non annaffiare per evitare un rallentamento della crescita. Mantenere il terreno umido ma mai zuppo garantisce frutti sani e sapidi.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti da monitorare?
    Questa varietà è soggetta a diverse minacce fungine come oidio, cladosporiosi e muffa grigia. Batteri come quelli della picchiettatura e della maculatura possono causare fastidiose macchie su foglie e frutti. Virus come il mosaico sono spesso veicolati da insetti quali afidi, tripidi e l'afidone della patata. Inoltre, nematodi ed elateridi attaccano le radici, mentre cimici e ragni rossi danneggiano rispettivamente frutti e foglie.

Scheda Tecnica

FamigliaSolanaceae
Tipo di piantaOrtaggio annuale
OrigineStati Uniti
EsposizioneSole, clima temperato-caldo
TerrenoFresco, lavorato, medio impasto, poco salino
IrrigazioneRegolare e costante, evitare eccessi
AltezzaCrescita continua in altezza
ConcimazioneLetame maturo (5 kg/m²), solfato di potassio, perfosfato minerale
PotaturaSfemminellatura (eliminazione getti laterali)
MoltiplicazioneSemina/trapianto
Malattie e parassitiOidio, cladosporiosi, afidi, tripidi, nematodi, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneMedia