Pomodoro chilo

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Pomodoro chilo

Il pomodoro chilo è una varietà antica apprezzata tutt'oggi per via delle sue dimensioni di un certo tipo...scopri tutti i segreti sulla sua coltivazione leggendo il nostro approfondimento

di Redazione

16 maggio 2017

Pomodoro chilo

Il pomodoro chilo è considerato una varietà “antica”. Era coltivato in maniera massiccia soprattutto in Garfagnana, un’area dell’Appennino Tosco - emiliano compreso tra le provincie di Lucca, Massa Carrara, Modena e Reggio Emilia. Qui ancora oggi è molto apprezzato anche se è stato in gran parte soppiantato da cultivar e ibridi di nuova generazione, più produttivi, ma non sempre altrettanto saporiti.

Descrizione della varietà

Si tratta di un tipico pomodoro costoluto con bacche di grandi dimensioni, di peso medio di 500-700 grammi, ma non è raro che (soprattutto gli esemplari dei palchi più bassi) superino il chilogrammo (da cui la denominazione). Viene comunemente descritto anche come pomodoro bistecca per l’ottima compattezza della polpa: ciò è di grande aiuto al momento del taglio che viene di solito effettuato parallelamente al picciolo. Ne risulteranno fette molto grandi e sode (simili a bistecche), ottime per essere consumate da sole a crudo, in insalata o in una caprese. L’insolita scarsità di semi nella polpa rende ancora più appetibili i frutti. La “carne” è di un bel rosso chiaro tendente quasi al rosato. La pianta , in condizioni ottimali di coltivazione, è molto vigorosa.

Vantaggi

Il pomodoro chilo della Garfagnana ha caratteristiche peculiari che possono portare a preferirlo a cultivar di più recente introduzione. Innanzitutto si rivela molto tollerante nei confronti di vari tipi di terreno: cresce bene nei substrati ricchi di sostanza organica (dando un prodotto di grandi dimensioni ed estremamente saporito), ma prospera discretamente anche in aree più argillose e compatte. In queste condizioni, inoltre, è meno soggetto di altri ad attacchi di peronospora e marciume apicale. La particolare compattezza dei frutti li rende meno soggetti alle spaccature durante la crescita e maturazione anche in caso di piogge abbondanti o distribuzioni idriche non costanti. Le scottature delle bacche sono eventi eccezionali, anche nelle annate con forte calore e insolazione. L’allegagione e la maturazione non sono né troppo precoci né esageratamente tardive: la pianta può quindi essere coltivata ovunque sul territorio italiano, ma è particolarmente indicata nelle aree di media montagna. Scongiureremo le gelate tardive ottenendo un buon raccolto prima dell’arrivo dell’autunno. Rispetto ai pomodori di nuova generazione ha un sapore più spiccato.

Svantaggi

Le nuove cultivar e ibridi gli vengono preferiti soprattutto per l’abbondanza della produzione. Non bisogna sottovalutare che il “chilo” fino a qualche anno fa era assai difficilmente reperibile in commercio (ovunque, ma soprattutto al di fuori dei suoi confini tradizionali di diffusione). Ultimamente però, grazie ad internet e ad alcuni venditori specializzati, i piantini di questa particolare varietà vengono prodotti anche da operatori su tutto il territori nazionale e sono disponibili sementi anche ad uso hobbistico. Un importante ostacolo alla sua diffusione deriva però dalla scarsità di semi all’interno dei singoli frutti: è senz’altro necessario sacrificarne parecchi per ottenere la quantità sufficiente anche solo per un piccolo orto.

Consigli

Per ottenere il massimo delle piante di pomodoro chilo è importante lavorare in profondità il terreno con largo anticipo. Massimizzeremo la produzione, sia qualitativamente sia quantitativamente, inglobando circa 5 kg al metro quadrato di stallatico maturo (o 250 gr di letame in pellets). Per favorire uno spiccato sapore è importante che nel substrato non manchino mai il fosforo e il potassio: si consiglia quindi di aggiungere circa 90 gr/m2 di perfosfato di minerale e 30 di solfato di potassio. Altra pratica importante è la costante eliminazione dei getti ascellari: manterremo le piante più ordinate e permetteremo un ottimale sviluppo e maturazione dei pomodori. Per ridurre gli apporti e idrici e scoraggiare le infestanti è utile pacciamare il piede con materiale organico o con appositi teli.

Uso in cucina

Il pomodoro chilo dà il suo massimo nelle preparazioni a crudo. Viene comunemente utilizzato in insalate, in purezza o miste, cui dona un sapore intenso e dolce. Si accompagna bene però anche a formaggi freschi: possiamo spalmarci direttamente sopra della robiola o creare un’ottima caprese con della mozzarella di bufala e del basilico. Affettato in diagonale è perfetto, insieme ad altre verdure, nel pinzimonio. Tagliato a cubetti, e insaporito con olio, aglio e origano, è ottimo per delle bruschette estive. Può però essere usato anche da cotto. La sua buccia è piuttosto compatta e coriacea: è facile quindi svuotarlo e farcirlo in vari modi, cuocendolo poi in forno e gratinando leggermente la superficie. Il suo sapore deciso, ma fresco lo rende un buon soggetto da sugo estivo. Va prima scottato in acqua calda per eliminare la buccia; in seguito potremo ottenere una cubettata non troppo fine. Si abbinerà ad un leggero soffritto di cipolla ed aglio e ad una cottura piuttosto veloce.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del pomodoro Chilo?
    Il pomodoro Chilo è una varietà antica costoluta, originaria della Garfagnana, nota per le sue bacche di grandi dimensioni che spesso superano il chilogrammo. Ha una polpa compatta, simile a quella di una bistecca, di colore rosso chiaro tendente al rosato e con scarsità di semi. È apprezzato per il sapore intenso e dolce, ideale per il consumo crudo, e per la sua resistenza alle spaccature dei frutti e alle scottature solari.
  • Come si coltiva correttamente il pomodoro Chilo?
    Per una coltivazione ottimale, preparare il terreno lavorandolo in profondità e aggiungendo stallatico maturo (circa 5 kg/m²) e concimi specifici come perfosfato minerale e solfato di potassio per esaltare il sapore. È fondamentale eliminare regolarmente i getti ascellari per mantenere la pianta ordinata e favorire la maturazione. Applicare una pacciamatura al piede aiuta a conservare l'umidità e contrastare le infestanti. La varietà tollera diversi terreni, inclusi quelli argillosi.
  • Quali sono i vantaggi rispetto ad altre cultivar moderne?
    Rispetto agli ibridi moderni, il Chilo offre un sapore più marcato e una maggiore tolleranza verso terreni poveri o argillosi. Presenta una notevole resistenza alle malattie comuni come peronospora e marciume apicale, oltre a subire meno spaccature durante le piogge intense. La sua maturazione non è eccessivamente tardiva, permettendo la coltivazione in molte zone d'Italia, specialmente in media montagna dove evita le gelate tardive garantendo un buon raccolto autunnale.
  • In quali piatti si utilizza meglio il pomodoro Chilo?
    Il suo utilizzo principale è a crudo: è eccellente in insalate semplici, capresi con mozzarella di bufala e basilico, oppure affettato per il pinzimonio. Grazie alla sua polpa soda, si presta bene a bruschette condite con olio, aglio e origano. In cottura, la buccia compatta permette di svuotare il frutto e farlo ripieno, gratinandolo in forno. Per sughi estivi veloci, va sbollentato per rimuovere la buccia e tagliato a cubetti piccoli.
  • È difficile riprodurre il pomodoro Chilo dai propri semi?
    La riproduzione dal seme presenta una sfida principale: la varietà ha una scarsità di semi all'interno dei frutti. Questo significa che è necessario sacrificare molti pomodori interi per estrarre una quantità sufficiente di semi destinata alla semina successiva. Sebbene ultimamente siano diventati più reperibili i piantini e i semi commerciali, chi desidera salvare i semi deve essere preparato a un processo laborioso e dispendioso in termini di frutti.

Scheda Tecnica

FamigliaSolanaceae
Tipo di piantaErba annuale
OrigineGarfagnana (Appennino Tosco-Emiliano)
EsposizioneSolesole
TerrenoRicco di sostanza organica, tollerante anche argilloso
IrrigazioneCostante, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVigorosa (indeterminata)
ConcimazioneStallatico maturo, fosforo e potassio
PotaturaEliminare i getti ascellari (polloni)
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiTollerante a peronospora e marciume apicale
Difficoltà di coltivazioneMedia