Fiore Crocus con pistilli visibili

aromatiche

Fiore zafferano

Il fiore zafferano è una cultivar di Crocus selezionata artificialmente, precisamente il Crocus savitus. Esso è dotato di stimmi rossi da cui si ricava la famosa spezia che colora i cibi di giallo. La coltivazione sia annuale che poliennale è praticata nell'Asia minore e nel bacino del Mediterraneo.

di Redazione

10 dicembre 2014

Il Crocus sativus, fiore zafferano

La parola di origine araba za'fār significa giallo. In effetti, questo è il colore assunto dalle pietanze dopo aver aggiunto la famosa spezia. Lo zafferano si ottiene dal Crocus savitus un fiore particolare molto diffuso in Asia minore e nel bacino del Mediterraneo. Il fiore zafferano è composto da un lungo stelo dalla cui cima si dipartono tre stimmi di color rosso intenso. I petali di colore viola sono 6. Le foglie sono lineari e strette. Alla base del fiore, nel bulbo, si trova l'ovario. La specie è frutto di una selezione artificiale condotta ad opera di coltivatori che cercavano di migliorare la resa degli stimmi, essenziali per produrre lo zafferano. Solo grazie all'azione dell'uomo si può realizzare la riproduzione. La genetica del fiore non fornisce semi fertili, per cui deve essere clonato il bulbo madre.

Coltivazione del fiore zafferano

Da giugno a settembre la pianta del fiore zafferano entra in una fase di riposo vegetativo. In autunno, verso i primi di Ottobre, il bulbo produce delle spate che fuoriescono dal terreno. Essi contengono delle foglie che man man si libereranno dall'involucro. Si formeranno gruppetti di foglie dalle quali spunteranno i fiori. Durante l'inverno la pianta rallenterà l'attività vegetativa che riprenderà in primavera. Le foglie cominceranno ad essiccarsi. I bulbi di nuova formazione accumuleranno sostanze nutritive. Quindi, si passerà alla fase di stasi vegetativa durante l'estate. Il Crocus savitus predilige climi mediamente piovosi. Il clima mediterraneo è piuttosto adatto a questo tipo di coltivazione. Il fiore zafferano mal si adatta in terreni con scarso drenaggio ovvero quelli in cui si possano creare ristagni d'acqua.

Crocus: tecniche di coltivazione, annuale e poliennale

Per la coltivazione del fiore zafferano possono essere eseguite due tecniche: annuale e poliennale. La tecnica annuale prevede il prelievo dei bulbi dal terreno alla fine del ciclo vegetativo, verso giugno. Questa tecnica necessita di manodopera manuale in quanto i bulbi devono essere prelevati con zappette per evitare di rovinarli. Si elimina lo stato esterno del bulbo insieme ai bulbi più piccoli. Dopo alcuni giorni vengono reimpiantati in altro terreno. La qualità ottenuta è sicuramente più elevata rispetto a quella poliennale, in quanto si può controllare la salute dei bulbi. La coltura poliennale, invece, prevede di lasciare i bulbi interrati per più anni. In tal caso bisogna posizionarli a distanza maggiore, in modo da dare alla pianta la possibilità di espandersi. Lo stato di salute dei bulbi non può essere controllato. Il fiore zafferano avrà sempre meno risorse per svilupparsi man mano che passano gli anni.

Usi dello zafferano

Le molteplici proprietà dello zafferano lo rendono adatto ad uso medicinale e culinario. La dose da utilizzare deve essere sempre modesta, in quanto quantità superiori alla norma producono effetti collaterali gravi tra cui tossicità. Per uso topico è un valido rimedio per problemi della pelle, come ad esempio l'antiestetica acne. Sotto forma di decotti contribuisce a sedare tosse, febbre, dolori mestruali e migliora la circolazione sanguigna. In campo culinario la famosa spezia ottenuta dal fiore zafferano trova largo uso per completare brillantemente i piatti. Determinante in questo caso è anche la tecnica di lavorazione cui è stato sottoposto. Essiccato al naturale è il più indicato in quanto esprimerà appieno i suoi aromi senza l'influenza di resine. Il consiglio è di unirlo a fine cottura poiché il calore degenera i suoi tipici sentori.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si moltiplica il Crocus sativus?
    Il Crocus sativus è triploide e sterile, quindi non produce semi fertili. La sola modalità di riproduzione è la divisione vegetativa dei bulbi. Ogni anno il bulbo madre genera bulbilli laterali che vanno separati e trapiantati per ottenere nuove piante. Questo processo richiede intervento umano e non avviene spontaneamente in natura.
  • Qual è il periodo migliore per piantare i bulbi di zafferano?
    La messa a dimora dei bulbi avviene generalmente tra giugno e luglio, subito dopo il raccolto dei bulbi dell'anno precedente. In alternativa, si possono acquistare bulbi già trattati e piantare in agosto-settembre. È fondamentale piantare prima dell'inizio delle piogge autunnali per permettere l'attecchimento radicale prima della fioritura.
  • Quanto spesso devo annaffiare lo zafferano?
    Lo zafferano ha esigenze idriche specifiche legate al suo ciclo. Richiede irrigazioni regolari solo durante il periodo di crescita autunnale e primaverile. Durante l'estate, quando la pianta va in riposo vegetativo (foglie secche), le irrigazioni devono cessare completamente per evitare il marciume dei bulbi. Un terreno ben drenato è essenziale.
  • Si può coltivare lo zafferano in vaso?
    Sì, lo zafferano si adatta bene alla coltivazione in vaso, purché il contenitore abbia fori di drenaggio efficaci e il substrato sia molto sciolto (es. terriccio universale misto a sabbia). I vasi permettono un controllo maggiore sull'umidità, riducendo il rischio di ristagni. È consigliabile usare vasi profondi almeno 15-20 cm.
  • Quali sono i rischi principali nella coltivazione dello zafferano?
    Il nemico numero uno è il marciume radicale causato da troppa acqua o terreni argillosi. Altri rischi includono attacchi di roditori (topi, ratti) che mangiano i bulbi e funghi come la muffa grigia. Una corretta rotazione delle colture e un buon drenaggio sono le migliori prevenzione contro queste problematiche.

Scheda Tecnica

Crocus sativus

Nome scientificoCrocus sativus
FamigliaIridaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineSelezione artificiale antica (probabilmente da C. cartwrightianus)
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, sabbioso, ben drenato (evitare ristagni)
IrrigazioneModerata in autunno/inverno; nulla in estate (riposo)
FiorituraAutunnale (ottobre-novembre)
Altezza15-25 cm
ConcimazioneLeggera, ricca di potassio e fosforo prima della messa a dimora
PotaturaNon necessaria; rimuovere foglie secche a fine ciclo
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli (clonazione); sterilità dei semi
Malattie e parassitiMarciumi radicali da eccesso umidità, afidi, roditori
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione al drenaggio e al riposo estivo)

Potrebbe interessarti anche