Capperi freschi

aromatiche

Cappero pianta

La pianta di cappero, Capparis Spinosa, è una piccola pianta perenne, cespugliosa e spontanea, della famiglia delle capparidacee. E' conosciuta, oltre che per il suo valore decorativo (aspetto prostrato, ricadente, con fiori bianchi), anche per i suoi frutti, usati in cucina ed in erboristeria.

di Redazione

23 dicembre 2014

Descrizione botanica

La pianta di cappero è una suffrutice, formata da fusti inizialmente legnosi, semplici, ramificati e con una lunghezza che può arrivare a circa tre metri. I fiori sono formati da quattro petali arrotondati e quattro sepali rotondi, sono grandi (diametro di circa 5 cm), profumati, vistosi ed hanno un colore bianco o rosato con al centro diversi stami color porpora. Fiorisce da maggio a settembre ed i suoi boccioli (capperi), che vengono raccolti quando sono chiusi, sono molto apprezzati in cucina. La raccolta dei capperi deve essere fatta a scalare, in modo da seguire l' ingrossamento progressivo dei boccioli. Non va fatta una raccolta totale, ma va lasciato che una parte dei boccioli diventino frutti. Le foglie, sempreverdi, sono di colore verde intenso, lucide e di bell' aspetto (infatti la Capparis Spinosa, viene utilizzata anche come pianta ornamentale, non solo in vaso, ma anche per bordure e giardini rocciosi). In autunno, è possibile raccogliere anche le radici, che hanno proprietà diuretiche e depurative. C'è anche un' altra specie, la Capparis ovata, noto come cappero peloso, presenti al sud d' Italia, ma meno comune.

Habitat, coltivazione e riproduzione

Il cappero cresce spontaneo in tutta l' area mediterranea, tropicale e subtropicale, ama il caldo ed il sole. E' molto diffusa al sud, è frequente al centro, meno frequente al nord. Predilige terreni poveri, sabbiosi, aridi e rocciosi. E' facile trovarla su scogliere e muri a secco (rivolti in particolar modo a sud) dove le sue radici si incuneano tra una pietra e l' altra. Il cappero è una pianta esigente e difficile da coltivare perchè bisogna ricreare esattamente le condizioni naturali affinchè attecchisca e germogli. Nei vivai, si acquista in vasetto ad Aprile. Si riproduce preferibilmente per talea, ma anche per seme. Nel primo caso, la talea va divisa in estate, prendendo un pezzo di ramo di 2/3 anni che poi viene messo in una cassetta con torba e sabbia. Per favorire la radicazione, si usano polveri radicanti. Una volta che si sono formate le radici, le piantine vanno invasate in piccoli vasi. La propagazione per seme è difficoltosa, perchè i semi vanno seminati subito dopo la raccolta dei frutti. La semina può avvenire direttamente nelle fessure dei muri, esposti al sole. Riposa in inverno e riprende in primavera (fiorisce da maggio a giugno).

Concimazione, potatura e conservazione

La pianta di capperi, va concimata a fine inverno con un concime a base di azoto, fosforo e potassio. Va potata a fine inverno, nei mesi di gennaio e febbraio. Vanno tagliati i rami secchi, ed i rami che se pur vigorosi, non producono fiori, ma anzi sottraggono linfa alla pianta. Vanno lasciati numerosi piccoli rametti perchè il cappero fiorisce sempre e solo sui rami generati nell' anno.I boccioli di capperi vengono raccolti e puliti con un panno umido, poi vengono stesi e lasciati asciugare all' aria aperta (non alla luce diretta del sole), per l' intera giornata. La sera vengono messi in una salamoia di aceto di vino bianco, con aggiunta di sale. Possono essere conservati anche sotto sale. In questo caso, vanno messi a bagno in acqua per un giorno intero, avendo cura di cambiare spesso la soluzione acquosa, poi vanno messi a bagno per due giorni in un vaso contenente per metà aceto bianco, con l' accortezza di agitarli spesso. Infine, vanno scolati e lasciati asciugare per una notte, ed interamente coperti di sale. L' indomani, vanno riposti in un vasetto chiuso ermeticamente.

Utilizzi

In cucina i capperi sono usati per aromatizzare le pietanze, dalla carne, al pesce, alla pasta. Può essere utilizzato anche il fiore con un sapore più delicato del cappero, ed è detto "cocuncio" o "capperone". E' usato in genere nella cucina tradizionale siciliana, in particolare nelle isole Eoliche, come condimento dei piatti a base di pesce. Qui vengono consumati anche come insalata, dopo essere stati tolti dal sale. In alcune zone, vengono mangiate anche le foglie ad insalata, dopo essere state bollite per alcuni minuti. Famoso è il "Cappero di Pantelleria", che è un prodotto I.G.P.. Conosciuto fin dai tempi antichi, come un potente afrodisiaco. In campo erboristico, si usa la radice, specie la corteccia, che ha proprietà diuretiche e di protezione dei vasi sanguigni. Viene altresì usata per curare la gotta, le varici e le emorroidi. Nella medicina cinese, si utilizzava un infuso a base di giovani germogli e radici di capperi, per curare i reumatismi. Gli estratti secchi del frutto, hanno un' azione cutanea antiossidante, antistaminica e come cura per le dermatiti allergiche. Contengono quercitina, sostanza colorante, usata in passato per tingere i tessuti.

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Domande frequenti

  • Come si moltiplica correttamente il cappero?
    La moltiplicazione avviene principalmente per talea o per seme, sebbene quest'ultima sia più complessa. Per la talea, in estate prelevare un frammento di ramo di 2-3 anni e interrarlo in un mix di torba e sabbia, utilizzando ormoni radicanti per favorire l'emissione delle radici. Una volta radicate, le piantine vanno trapiantate in vasi singoli. La semina è fattibile solo con semi freschi, immediatamente dopo la raccolta dei frutti, e può essere effettuata direttamente nelle fessure di muri soleggiati, simulando l'habitat naturale della pianta.
  • Qual è il periodo migliore per raccogliere i capperi?
    I capperi, ovvero i boccioli floreali, devono essere raccolti quando sono ancora chiusi e prima che sbocciano. La raccolta si effettua a scalare da maggio a settembre, monitorando quotidianamente la pianta poiché i boccioli crescono rapidamente. È fondamentale non effettuare una raccolta totale: bisogna lasciare che una parte dei fiori si apra e produca frutti (capperoni), garantendo così la sopravvivenza e la produttività futura della pianta per la stagione successiva.
  • Come si conservano i capperi dopo la raccolta?
    Dopo la raccolta, pulire delicatamente i boccioli con un panno umido e lasciarli asciugare all'aria aperta per tutta la giornata, al riparo dal sole diretto. Due metodi comuni di conservazione sono: 1) sott'aceto: immergerli in una salamoia di aceto di vino bianco e sale; 2) sotto sale: dopo un bagno in acqua per rimuovere l'eccesso di salinità, metterli in vasi con metà aceto bianco e coprirli interamente di sale grosso, chiudendo ermeticamente il contenitore dopo l'asciugatura notturna.
  • Che tipo di terreno e esposizione necessita il cappero?
    Il cappero è una pianta rustica che predilige esposizioni a pieno sole e climi caldi, tipici delle aree mediterranee. Cresce ottimamente in terreni poveri, sabbiosi, aridi e rocciosi, dove le radici possono penetrare facilmente tra le pietre. Teme i terreni pesanti e umidi. È ideale per giardini rocciosi, bordure o muri a secco rivolti a sud, dove riesce a riprodurre le condizioni ambientali selvatiche a cui è adattata naturalmente.
  • Quando e come si pota il cappero?
    La potatura si esegue a fine inverno, idealmente tra gennaio e febbraio. Bisogna eliminare i rami secchi e quelli vigorosi che non producono fiori, poiché sottraggono energie alla pianta. L'obiettivo principale è mantenere numerosi piccoli rametti, dato che il cappero produce fiori esclusivamente sui rami nati durante l'anno corrente. Una corretta potatura favorisce una fioritura abbondante e una produzione costante di boccioli commestibili.

Scheda Tecnica

Capparis spinosa

Nome scientificoCapparis spinosa
FamigliaCapparidacee
Tipo di piantaSuffrutice perenne, cespugliosa
OrigineArea mediterranea, tropicale e subtropicale
EsposizionePieno sole, caldo
TerrenoPovero, sabbioso, arido, roccioso, ben drenato
IrrigazioneScarsa, moderata; teme i ristagni idrici
FiorituraMaggio - Settembre
AltezzaFino a 3 metri
ConcimazioneFine inverno (azoto, fosforo, potassio)
PotaturaFine inverno (gennaio-febbraio); eliminare rami secchi e sterili
MoltiplicazioneTalea (estate), semina (difficile)
Difficoltà di coltivazioneDifficile da coltivare, richiede condizioni naturali specifiche

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