Ornithogalum umbellatum fotografato in natura

Bulbi

Stella di betlemme

Conosciuta anche con il nome di "latte di gallina", la stella di Betlemme è una bulbosa strettamente imparentata con i gigli, appartenenti alla medesima famiglia. Si coltiva a scopo ornamentale, e le sue piccole dimensioni si prestano alle bordure di piccoli prati o ai balconi fioriti in primavera.

di Redazione

23 febbraio 2015

Informazioni e cenni botanici

Il nome "stella di Betlemme" si riferisce alle piante bulbose appartenenti al genere Ornithogalum (conosciute come "latte di gallina" in molte località italiane), incluse nella famiglia Liliaceae. Il genere comprende oltre duecento specie tutte simili tra di loro, originarie dell’Asia, dell’Europa e di alcune zone dell’Africa Orientale. La più comune e facilmente reperibile è la Ornithogalum umbellatum, dalla quale negli anni sono stati generati ibridi e varietà di diversi colori. Il portamento è di dimensioni contenute, infatti la pianta raramente arriva ai novanta centimetri, sebbene alcune varietà possono superare anche il metro d’altezza. Il bulbo è tunicato, tipico delle Liliaceae, e di piccole dimensioni. Le foglie sono lanceolate e sottili, ed avvolgono un singolo fusto che reca all’apice un’infiorescenza a pannocchia. I fiori sono stellati, composti da sei petali bianchi, che assumono colorazioni diverse (verde, giallo, arancione e rosso) nelle cultivar ottenute artificialmente. Fioriscono dalla primavera alla prima metà dell’estate, affrontando poi lo stato dormiente sotto forma di bulbo.

Riprodurre la stella di Betlemme

Come la maggior parte delle Liliaceae, la stella di Betlemme si riproduce e si propaga tramite il bulbo. La crescita tramite seme, infatti, risulta estremamente lenta e spesso ci vogliono anni affinché la pianta produca fiori. In estate, dopo aver acquistato i bulbi o diviso i bulbilli dalle piante madri, si prepara una cassetta tappezzata di carta da pacchi o paglia, adagiandovi i bulbi per il riposo in luogo asciutto e ombreggiato. In autunno, quando le temperature iniziano a sfiorare i quindici gradi, bisogna energicamente vangare ed arieggiare il terreno di coltivazione, esposto in una zona assolata, addizionando un concime specifico a base di azoto e potassio. È bene mescolare anche una modesta quantità di ghiaia fine o sabbia di fiume, per assicurare un buon drenaggio. Dopo aver piantato i bulbi ad una profondità di 10-15 centimetri, si attenderanno i primi freddi per coprire il substrato con del pacciame protettivo, onde evitare morie dovute al freddo intenso. Alla fine dell’inverno, si provvederà ad innaffiare regolarmente i bulbi fino alla germinazione, che avviene agli inizi di marzo.

Cure ed accorgimenti

Agli inizi di aprile la stella di Betlemme inizia a fiorire, con caratteristiche infiorescenze ricche di fiori bianchi e profumati, spesso abbinati a varietà vivacemente colorate come la "sun month", una cultivar arancione con petali piccoli e sovrapposti tra loro. La pianta non ha bisogno di alcun tipo di potatura, se non una minuziosa pulizia di foglie e fiori secchi, che potrebbero richiamare facilmente i parassiti. Se non è stato applicato alcun concime in granuli prima della semina, si può rimediare adoperando un prodotto liquido diluito in acqua, versandolo alla base dei fusti ogni 15 giorni. Se si recidono i fiori per portarli in casa, è bene usare una piccola cesoia ben sterilizzata e, se necessario, applicare sul fusto reciso un prodotto cicatrizzante (per evitare batteriosi che porterebbero alla morte la pianta ed il bulbo). Dopo la fioritura, quando il fusto e le foglie si saranno completamente essiccati, bisogna togliere i bulbi dal terreno, ripulirli e dividerli dai bulbilli appena formati; la stella di Betlemme, infatti, se lasciata troppi anni nello stesso luogo, rischia di indebolirsi e non germinare più.

Curiosità

Il nome scientifico Ornithogalum deriva dal greco: "ornithos" vuol dire uccello, mentre "galum" significa gallo, in riferimento al fatto che fiori, poco prima di sbocciare, rassomigliano alla testa di questo uccello, con tanto di cresta e becco in evidenza. Molte specie appartenenti a questo genere sono velenose, e non di rado gli animali da pascolo o da compagnia ne hanno subito le conseguenze dopo averne ingerito le foglie; esse contengono carotenoidi ed alcaloidi che interferiscono con la regolare funzionalità dell’apparato gastro-intestinale, provocando vomito, dissenteria e dolori addominali. Altre specie invece sono innocue, alcune addirittura commestibili. I bulbi sono utilizzati in molti paesi asiatici come ingredienti principali per insalate e fritture varie, nonché nella medicina alternativa che adopera i Fiori di Bach (una terapia ideata dal medico inglese Edward Bach, che prevede l’uso dei fiori per la cura e la prevenzione di numerose patologie).

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Domande frequenti

  • La Stella di Betlemme è velenosa per cani e gatti?
    Sì, molte specie del genere Ornithogalum sono tossiche. Contengono alcaloidi e carotenoidi che interferiscono con il sistema gastrointestinale, causando vomito, diarrea e dolori addominali negli animali che ingeriscono le foglie. Se hai animali domestici o bestiame al pascolo, evita di coltivare questa pianta o tienila fuori dalla loro portata. Alcune specie asiatiche sono commestibili, ma per sicurezza generale trattala come pericolosa.
  • Quando e come devo dividere i bulbi della Stella di Betlemme?
    È consigliabile dividere i bulbi ogni pochi anni per evitare che la pianta si indebolisca e smetta di germogliare. L'operazione va fatta in estate, dopo che la pianta è entrata in dormienza. Scava i bulbi, puliscili e separa delicatamente i nuovi bulbilli formatisi attorno alla pianta madre. Conserva i bulbi in un luogo asciutto e ombreggiato su carta da pacchi o paglia fino all'autunno, quando potrai reimpiantarli.
  • Qual è la profondità corretta per piantare i bulbi?
    I bulbi di Stella di Betlemme devono essere interrati ad una profondità compresa tra 10 e 15 centimetri. Prima della messa a dimora, assicurati di lavorare bene il terreno in autunno, quando le temperature scendono intorno ai 15°C. Aggiungi sabbia o ghiaia fine per migliorare il drenaggio e incorpora un concime ricco di azoto e potassio. Copri con pacciame in inverno per proteggere dal gelo intenso.
  • Posso recidere i fiori per usarli in vaso?
    Sì, puoi portare i fiori in casa, ma devi prendere precauzioni per non danneggiare il bulbo. Utilizza sempre cesoie ben sterilizzate per effettuare il taglio. È fondamentale applicare un prodotto cicatrizzante sulla ferita del fusto reciso: questo previene infezioni batteriose che potrebbero compromettere la salute della pianta e uccidere il bulbo sottostante. Senza questa protezione, il rischio di malattie aumenta significativamente.

Scheda Tecnica

Ornithogalum umbellatum

Nome scientificoOrnithogalum umbellatum
FamigliaLiliaceae
Tipo di piantaBulbosa perenne
OrigineAsia, Europa, Africa Orientale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, misto a sabbia/ghiaia fine
IrrigazioneRegolare durante la vegetazione, ridotta dopo la fioritura
FiorituraPrimavera - inizio estate (marzo-aprile-maggio)
AltezzaFino a 90 cm (alcune varietà >1m)
ConcimazioneAzoto e potassio in autunno; fertilizzante liquido ogni 15 giorni in primavera se necessario
PotaturaNessuna, solo rimozione foglie/fiori secchi per prevenire parassiti
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli in estate; la crescita da seme è molto lenta
Malattie e parassitiSensibile a batteriosi se i tagli non sono disinfettati; velenosa per animali domestici e bestiame
Difficoltà di coltivazioneMedia

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