Leccio

Alberi

Il leccio

Il leccio o quercus ilex appartiene alle Fagaceae ed è un grande albero longevo molto apprezzato e originario della zona del Mediterraneo.

di Redazione

03 gennaio 2017

Annaffiature

Le innaffiature del leccio sono piuttosto limitate, anche se caratterizzate da abbondanti annaffiature ogni 20 giorni. L'irrigazione però va ripetuta solo se il terreno diventerà completamente asciutto. Questa bella quercia non sopporta i ristagni idrici e quando le sue radici sono molto estese sarà necessario innaffiare solo nei momenti di estrema aridità. Il leccio può arrivare anche ad un'altezza considerevole, quasi 20 metri, e presenta una chioma fitta su di una corteccia quasi nera. Possiede radici forti e profonde che scavando nel terreno lo rendono resistente alla siccità. Infatti, in questo modo ottiene l'umidità di cui ha bisogno. La pianta inoltre fiorisce in maggio e produce le ghiande in ottobre. I suoi frutti in effetti sono dolci e vengono impiegati per la preparazione di farine.

Coltivazione

La coltivazione del leccio avviene utilizzando il seme. Dopo aver raccolto le ghiande in autunno, le stesse vanno seminate quasi subito in vaso, da tenere all'aperto. Quando le piantine saranno cresciute andranno piantate nel terreno entro tre anni. Il leccio non viene coltivato solo come ornamento, ma anche per produrre del legno che si presenta duro e piuttosto difficile da sottoporre alle lavorazioni, quindi si usa come combustibile. In passato era utilizzato per costruire attrezzi agricoli resistenti all’usura, ma tendeva a spaccarsi. Un altro modo per coltivare questo tipo di quercia è la propagazione, con i polloni delle radici. Nei primi anni di vita il leccio gradisce una zona piuttosto ombreggiata; se si posiziona in giardino viene impiegato anche per formare delle siepi in quanto resiste alle potature e all’inquinamento dell'aria.

Concimazione

Il leccio non richiede delle concimazioni particolari se non nel momento dell'impianto. Dopo, sarà sufficiente una fertilizzazione ogni circa tre anni con del concime più che altro organico da mescolare al terreno e da posizionare alla base del tronco. Il leccio preferisce il terreno alcalino, ma vive bene pure nella terra acida. Questa pianta riesce a superare gli ambienti molto aridi e cresce in modo assai lento, tanto da raggiungere anche diverse centinaia d'anni, oltre ad adattarsi a varie tipologie di terreno purché non esageratamente argillose. Un'accortezza da non trascurare per le piante giovani è quella di effettuare delle pacciamature ricche di sostanze organiche per farle crescere meglio. Le radici del leccio essendo profonde ancorano l’albero anche tra le rocce, ed è considerata una pianta da usare in tartuficoltura oltre che per la produzione di un buon carbone.

Esposizione e malattie

La posizione che il leccio preferisce è quella in pieno sole, anche se sopporta pure luoghi ombreggiati, ma per una crescita ottimale occorrono come minimo due ore di sole ogni giorno. Il fogliame si sviluppa rigoglioso e rimane tale per tre anni circa, tuttavia si possono presentare dei problemi legati alla possibile presenza di bruchi o altri parassiti. Fra questi ultimi esiste il coroebus florentinus che è un coleottero che mangia le ghiande e danneggia la pianta molto seriamente se i suoi attacchi si ripetono spesso o in caso di piantine giovani che vengono colpite più facilmente. Per quanto riguarda gli alberi adulti, che sono più resistenti e vigorosi, la presenza di parassiti è meno frequente e pericolosa e viene debellata con trattamenti non invasivi. Generalmente il leccio resiste bene alle malattie, anche se con le temperature più alte si consiglia un insetticida e anche un fungicida da somministrare quando nell'ambiente circostante non ci siano delle fioriture in corso.

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Domande frequenti

  • Come si moltiplica correttamente il leccio?
    Il leccio si moltiplica principalmente per seme o tramite polloni radicali. Per la semina, raccogli le ghiande in autunno e seminale immediatamente in vasi tenuti all'aperto. Le piantine dovranno essere trapiantate in piena terra entro tre anni dalla nascita. In alternativa, puoi prelevare i polloni che emergono dalle radici della pianta madre per ottenere nuove piante, una tecnica efficace che sfrutta la naturale capacità propulsiva della specie.
  • Quali sono le esigenze idriche del leccio adulto?
    Il leccio adulto è molto resistente alla siccità grazie alle sue radici profonde. Le irrigazioni devono essere limitate: bagna il terreno solo quando diventa completamente asciutto, evitando assolutamente i ristagni idrici che potrebbero danneggiare l'apparato radicale. Una volta stabilita, la pianta attinge umidità dal profondo, rendendo necessarie annaffiature solo durante periodi di extrema aridità prolungata.
  • Il leccio teme il freddo intenso?
    Il testo non specifica valori termici minimi precisi, ma indica che il leccio è originario del Mediterraneo e molto robusto. Tende a crescere lentamente e può vivere per secoli. Sebbene sia adattabile, le temperature più elevate richiedono attenzione verso funghi e insetti. Per le piante giovani, è consigliabile proteggerle nelle prime fasi e garantire una buona pacciamatura organica per favorire la crescita e la resistenza ambientale.
  • Come prevenire e curare i parassiti del leccio?
    Il principale nemico è il coleottero Coroebus florentinus, che attacca le ghiande e danneggia gravemente le piantine giovani. Gli alberi adulti sono più vigorosi e resistono meglio. In caso di infestazioni o temperature elevate, si consiglia l'uso di insetticidi e fungicidi specifici. È fondamentale applicare i trattamenti quando non ci sono fioriture in corso per proteggere gli impollinatori e mantenere l'equilibrio ecologico del giardino.
  • Si può usare il leccio per formare siepi?
    Sì, il leccio è eccellente per creare siepi folte e durevoli. Resiste bene alle potature, permettendo di modellare la forma desiderata, ed è particolarmente indicato perché sopporta anche l'inquinamento atmosferico. Richiede inizialmente una zona leggermente ombreggiata per stabilizzarsi, ma una volta affermato tollera pienamente il sole. La sua chioma fitta garantisce ottima privacy e bellezza ornamentale nel tempo.

Scheda Tecnica

Quercus ilex

Nome scientificoQuercus ilex
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole (minimo 2 ore/dì)
TerrenoPreferisce alcalino, tollera acido, ben drenato
IrrigazioneLimitata, solo se terreno asciutto, no ristagni
FiorituraMaggio
AltezzaFino a 20 metri
ConcimazioneOrganica ogni 3 anni, solo all'impianto necessaria
PotaturaResistente, adatta per siepi
MoltiplicazioneSeme (ghiande) o polloni radicali
Malattie e parassitiCoroebus florentinus, bruchi, funghi (con caldo)
Difficoltà di coltivazioneCrescita lenta, ma pianta robusta e longeva

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