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Ginkgo

Il Ginkgo è una pianta antica, le cui origini risalgono a circa 250 milioni di anni fa. Viene chiamato fossile vivente e raggiunge anche i 40 metri.

di Redazione

04 gennaio 2017

Caratteristiche principali

Il Gingko è una pianta antichissima, la cui altezza può essere anche di 30–40 metri; inoltre ha una folta chioma, la cui larghezza può raggiungere i 9 metri. Le giovani piante hanno una forma piramidale e una corteccia argentea, mentre con l'età la chioma diventa ovale e il rivestimento più scuro. Il Gingko è un albero che sopporta bene anche i climi secchi e asciutti, accontentandosi dell’apporto idrico delle piogge. Soltanto in caso di prolungati periodi di siccità, è necessario innaffiare ripetutamente le piante giovani, soprattutto se messe a dimora da poco tempo oppure se coltivate in vaso. Il clima ideale per la coltivazione in giardino è comunque quello temperato-umido (tipo mediterraneo), in zone aperte ed orientate al sole. La pianta è resistente al freddo e a fonti di inquinamento atmosferico; di conseguenza è utilizzabile in aree urbane come albero ornamentale.

Come coltivare

Il Ginkgo Biloba, detto anche albero dei ventagli, fu introdotto in Europa verso la metà del Settecento e destò enorme interesse come pianta ornamentale per la singolarità del suo portamento e l'eleganza delle sue foglie. Ora è diffuso ovunque a popolare parchi e giardini ed è usato persino per abbellire i viali delle città. In genere gli esemplari si attestano sui 20-25 metri di altezza; i suoi apparati riproduttori raggiungono la maturità sessuale dopo parecchi anni e quindi è possibile determinare il sesso delle piante solo a 30-40 anni di età. In Europa sono comunque molto più frequenti gli individui maschili. Il Gingko è una specie eliofila, di conseguenza si sviluppa meglio se esposta al sole. Predilige un clima fresco e un terreno acido, anche s si sviluppa con qualunque tipologia di pH. Ha una notevole resistenza alle basse temperature, tanto da poter vivere anche a -35°C.

Come concimare e potare

Il Gingko attecchisce bene su qualunque terreno, tuttavia i risultati migliori si hanno con un suolo fertile, costituito in prevalenza da torba, ricco di humus e materia organica. Soprattutto per le piante messe a dimora da poco tempo è consigliabile una concimazione a base di stallatico maturo, che deve essere interrato alla base dell’albero. Quando si coltiva il Gingko bisogna tenere a mente che l'albero non richiede potature; al contrario, effettuare questa operazione comporta il serio rischio di avvizzimento apicale. Infatti si è visto che gli esemplari reagiscono in maniera drasticamente negativa alla potatura, tanto che i rami oggetto dell'intervento seccano e non danno più fiori o foglie. Per questo motivo in genere la propagazione avviene per seme oppure prelevando le apposite talee legnose che si sviluppano in estate.

Curare e destinazioni d'uso

Il Gingko è una specie chiamata il fossile vivente per essere presente sulla Terra da circa 250 milioni di anni: proprio per questo motivo viene considerato una pianta estremamente robusta e rustica. Di conseguenza è difficile che gli esemplari siano colpiti da malattie oppure da parassiti. La coltivazione del Gingko è diffusa anche le proprietà terapeutiche della pianta: infatti le sue foglie vengono impiegate in medicina per il loro grande contenuto di principi attivi. Ad esempio l’estratto stimola la circolazione sanguigna e quindi viene utilizzato per prevenire le flebiti venose e le trombosi. Inoltre è impiegato nel trattamento di bronchiti e patologie respiratorie, oltre che come antiossidante: infatti combatte i radicali liberi ed è diffuso come stimolante in caso di carenza di attenzione e stress fisico e mentale. In cosmetica l'estratto è impiegato per riequilibrare le pelli secche e screpolate.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze tra esemplari maschi e femmine di Ginkgo?
    Il Ginkgo è una specie dioica, il che significa che esistono piante maschili e femminili separate. Le piante femminili producono semi che possono emanare odori sgradevoli durante la maturazione, motivo per cui nei contesti urbani e nei giardini privati si preferiscono quasi esclusivamente gli esemplari maschili. È importante notare che il sesso della pianta non è distinguibile visivamente nelle fasi giovanili; la determinazione del sesso avviene solo quando l'albero raggiunge la maturità sessuale, generalmente dopo 30-40 anni di vita.
  • È sicuro potare il Ginkgo per contenere la sua crescita?
    No, la potatura del Ginkgo è fortemente sconsigliata. Questa specie reagisce in modo drasticamente negativo ai tagli: i rami soggetti a potatura tendono ad asciugarsi completamente e smettono di produrre foglie o fiori, portando spesso all'avvizzimento apicale della branca interessata. Poiché il Ginkgo cresce lentamente e mantiene una forma naturale elegante, non necessita di interventi di contenimento. Se la dimensione è un problema, è meglio scegliere fin dall'inizio una varietà nana o posizionare la pianta in uno spazio adeguato.
  • Quali sono le proprietà medicinali delle foglie di Ginkgo?
    Le foglie di Ginkgo biloba sono ricche di flavonoidi e terpeni, potenti antiossidanti. Estratti standardizzati sono utilizzati in fitoterapia principalmente per migliorare la circolazione sanguigna periferica e cerebrale, aiutando nella prevenzione di flebiti venose e problemi di microcircolazione. Inoltre, sono impiegate nel supporto al trattamento di bronchiti, patologie respiratorie lievi e per contrastare lo stress ossidativo. Alcuni studi ne suggeriscono l'efficacia come stimolante cognitivo per carenze di attenzione, sebbene sia sempre necessario consultare un medico prima dell'uso.
  • Come si moltiplica correttamente il Ginkgo?
    La propagazione del Ginkgo avviene principalmente attraverso due metodi: semina o talee legnose. La semina richiede pazienza poiché le piantine impiegano molti anni per crescere e non garantiscono la conservazione delle caratteristiche genetiche della pianta madre. L'alternativa più rapida e sicura è il prelievo di talee legnose, da eseguire durante l'estate. Le talee vanno radicate in substrati appropriati per ottenere esemplari identici alla pianta originale, garantendo così la selezione del sesso desiderato (solitamente maschile) già dalla fase iniziale.
  • Il Ginkgo teme il freddo o l'inquinamento urbano?
    Il Ginkgo è eccezionalmente resistente sia al freddo che all'inquinamento, il che lo rende ideale per le aree urbane. Può sopravvivere a temperature inferiori ai -35°C senza subire danni significativi. Inoltre, la sua corteccia spessa e la fisiologia robusta gli permettono di tollerare bene l'inquinamento atmosferico tipico delle città, mantenendo una buona salute fogliare. Non richiede cure speciali per proteggersi dal gelo una volta stabilito, purché il terreno sia ben drenato.

Scheda Tecnica

Ginkgo biloba

Nome scientificoGinkgo biloba
FamigliaGinkgoaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo dioico
OrigineAsia orientale (Cina)
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, ricco di humus, drenante, tollera vari pH
IrrigazioneModerata; necessaria per giovani piante in siccità
FiorituraImpollinazione anemofila (maschile/femminile distinta)
Altezza30-40 metri
ConcimazioneStallatico maturo interrato alla base
PotaturaSconsigliata (rischio avvizzimento apicale)
MoltiplicazioneSeme o talee legnose estive
Malattie e parassitiGeneralmente immune, specie molto rustica
Difficoltà di coltivazioneFacile

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