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Acero rosso

L'acero rosso con la sua folta chioma, si colora e si rivela mostrandosi in un abito rosso vermiglio, donando un tocco unico al paesaggio d'autunno.

di Redazione

22 dicembre 2016

La giusta quantità d'acqua

L'acero generalmente si adatta bene a quasi tutte le situazioni in cui viene impiantato. Nei primi periodi, soprattutto in caso di pianta giovane, le innaffiature devono essere frequenti o meglio ancora se quotidiane, specialmente nel periodo che va da aprile a settembre, quando il terreno si presenta asciutto. E' necessario che il suo substrato dreni bene le acque piovane, escludendo ristagni per allontanare una o più possibili malattie; inoltre ci si deve assicurare che il suolo sia sempre tendenzialmente umido per evitare che divenga secco e si disidrati completamente. Gli esemplari di acero adulto, invece richiedono scarse irrigazioni in quanto utilizzano le acque delle piogge, ma in casi di siccità sarebbe meglio inumidire la terra, abbastanza da evitare il disseccamento delle radici.

Come "prendersi cura" dell'acero rosso

L'acero rosso è un albero che non richiede eccessive attenzioni; è importante considerare che la riproduzione può avvenire per talea e il periodo consigliato per l'impianto sia nel mese di ottobre. Questa pianta è particolarmente tollerante nei periodi estivi, pertanto si può collocare in luoghi soleggiati per gran parte del tempo; ma se si superano temperature oltre i 28/30°, è consigliabile, sistemarla in una posizione soleggiata la mattina, e con scarsa illuminazione, o meglio ancora all'ombra, nella seconda metà della giornata. Inoltre gli aceri temono i venti provenienti da nord, pertanto sarebbe meglio una sistemazione che ripari completamente l'albero dai venti più freddi. La pianta non richiede potature, perché la chioma s'infoltisce in modo compatto, ad esclusione di quelle annue per eliminare i rami rovinati.

Il giusto concime per l'acero rosso

Generalmente l'albero di acero si presta a tutti i tipi di terreno, è importante però che il suolo non sia troppo acido o estremamente alcalino; quindi una terra mediamente concimata con composta di foglie o con letame maturo va più che bene. Le tempistiche migliori per la concimazione, rientrano nei periodi autunnali fino all'ingresso dell'inverno e in piena primavera. La pacciamatura può inoltre essere intensificata con cortecce e lapillo (pietruzza di materiale vulcanico), per assicurarsi che il suolo non si disidrati velocemente, ma che resti con una buona percentuale d'umidità garantendo la giusta freschezza del sottosuolo. Infine è importante scegliere il giusto concime, tenendo conto del quantitativo d'azoto, che in dosi eccessive, porterebbe l'albero ad una crescita vegetativa tardiva, con conseguente congelamento dei germogli.

Come intervenire in caso di malattie

Come ogni pianta, anche l'acero purtroppo è soggetto ad attacchi fungini o di insetti e acari antagonisti. Tra le principali malattie abbiamo l'oidio, comunemente detto anche "mal bianco", o anche la ruggine; questi tipi di funghi aggrediscono il fogliame della pianta in situazioni di forte umidità e con scarsa esposizione ai raggi solari. L'esposizione al sole aiuterebbe la pianta, asciugandone le foglie ed eliminando lo sviluppo di tali organismi, che se non fermati in tempo, possono portare alla morte dell'albero, soprattutto nel caso di esemplari più giovani. Il giusto trattamento in queste situazioni, sarebbe la potatura con conseguente eliminazione delle parti colpite dai parassiti; ma se la malattia dovesse essere ormai estesa per più della metà della pianta, allora è necessario un intervento urgente con trattamento a base di zolfo e rame.

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Domande frequenti

  • Quante volte devo innaffiare un acero rosso?
    La frequenza dipende dall'età della pianta. Per gli esemplari giovani, specialmente durante il periodo primaverile ed estivo (da aprile a settembre), sono necessarie innaffiature frequenti, idealmente quotidiane, mantenendo il substrato umido ma mai zuppo. Al contrario, gli alberi adulti richiedono irrigazioni molto scarse, affidandosi principalmente alle piogge, intervenendo solo in caso di prolungata siccità per evitare il disseccamento radicale. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio per prevenire i ristagni idrici, che potrebbero causare malattie radicali.
  • Qual è il miglior periodo per piantare un acero rosso?
    Il momento ideale per l'impianto dell'acero rosso è il mese di ottobre. Questo periodo autunnale permette alla pianta di stabilirsi nell'ambiente prima dell'arrivo del freddo intenso. La riproduzione può avvenire anche tramite talea, sempre suggerendo il mese di ottobre come finestra temporale ottimale. Posizionare la pianta in un luogo riparato dai venti freddi del nord aiuterà l'attecchimento iniziale, proteggendola dagli shock termici precoci.
  • Come proteggere l'acero rosso dal caldo estivo?
    L'acero rosso tollera bene l'estate, ma soffre se le temperature superano costantemente i 28-30°C. In queste condizioni, è consigliabile esporlo al sole solo nelle ore mattutine, spostandolo o posizionandolo in modo da ricevere luce ridotta o ombra completa nel pomeriggio. Questa strategia previene lo stress termico e la disidratazione rapida del suolo. Inoltre, l'uso di pacciamatura con corteccia o lapillo aiuta a mantenere la frescura del sottosuolo e a conservare l'umidità necessaria durante i picchi caldi.
  • Cosa fare se l'acero sviluppa oidio o ruggine?
    L'oidio e la ruggine sono funghi favoriti da alta umidità e scarsa insolazione. Il primo passo è migliorare l'igiene della pianta rimuovendo e distruggendo le parti colpite attraverso la potatura. Aumentare l'esposizione ai raggi solari aiuta ad asciugare il fogliame, creando un ambiente ostile per i funghi. Se l'infezione interessa meno della metà della pianta, la potatura potrebbe bastare. Se la malattia è estesa, è necessario un trattamento chimico urgente a base di zolfo e rame per contenere il danno e salvare l'albero.
  • È necessaria la potatura dell'acero rosso?
    In generale, l'acero rosso non richiede potature strutturali o frequenti poiché la sua chioma tende a formarsi in modo compatto e naturale. L'unica operazione consigliata è una potatura leggera e annuale finalizzata esclusivamente all'eliminazione dei rami secchi, rovinati o malati. Evitare tagli eccessivi è importante per non stressare la pianta. Una corretta gestione della concimazione e dell'irrigazione contribuisce a mantenere la salute della chioma senza bisogno di interventi drastici.

Scheda Tecnica

FamigliaAceraceae
Tipo di piantaAlbero
OrigineNord America
EsposizioneSoleggiata (mattina) o ombra parziale (pomeriggio); riparata dai venti freddi del nord.
TerrenoMediamente fertile, ben drenato, né troppo acido né estremamente alcalino.
IrrigazioneFrequenti/diarie per le piante giovani (apr-sett); scarse per gli adulti, evitando ristagni e siccità totale.
ConcimazioneAutunnale e primaverile con composta di foglie o letame maturo; attenzione all'eccesso di azoto.
PotaturaNon richiesta tranne quella annuale per eliminare i rami rovinati.
MoltiplicazionePer talea, preferibilmente nel mese di ottobre.
Malattie e parassitiOidio (mal bianco), ruggine, attacchi fungini, insetti e acari. Favoriti da forte umidità e scarsa esposizione solare.
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, tollerante all'estate se gestita correttamente.

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