rododendropotatura

potatura

rododendro potatura

Come, perchè e quando potare il rododendro, splendida pianta ornamentale molto simile all'azalea. Cosa sapere e come procedere

di Redazione

30 maggio 2013

Rododendro potatura

La potatura è una tecnica colturale che viene praticata su alberi e piante ornamentali e su alberi da frutto. La sua finalità è quella di rinvigorire la pianta sia sotto il profilo estetico che sotto quello produttivo. Potature corrette possono migliorare il portamento delle piante e la loro resistenza alle avversità, mentre potature scorrette o aggressive possono danneggiare irreparabilmente l’intera struttura vegetale. Tra le piante che vengono periodicamente potate, troviamo il rododendro, pianta a fiore originaria delle zone boscose e di montagna. Il rododendro è strettamente somigliante all’azalea, tanto che ormai non esiste più alcuna distinzione tra l’uno e l’altra, anche se prestigiosi istituti botanici affermano che il rododendro è una pianta più grande dell’azalea e con fiori a dieci stami, mentre la seconda ha dimensioni più piccole e porta fiori con 5 stami. Entrambi appartengono alla famiglia della Ericaceae e al genere Rhododendron e possiedono dei notevoli effetti ornamentali. Il rododendro propriamente detto non necessita di eccessive potature, anche se la questione del potarlo o meno è ancora diffusamente dibattuta tra gli appassionati di giardinaggio. La pianta può attraversare periodi di crescita vigorosa e altri di crescita lenta e, in questi casi, una lieve potatura potrebbe favorire la ripresa del suo regolare sviluppo vegetativo.

Come procedere

La potatura del rododendro è sempre lieve e va effettuata preferibilmente in primavera praticando dei tagli di ritorno ( accorciamento) sui rami che sono diventati troppo lunghi. Il taglio deve essere netto, preciso e obliquo, all’altezza della prima gemma che si presenta più grande e sana. Per evitare di trasmettere malattie alla pianta, gli attrezzi per il taglio vanno disinfettati sia prima che dopo l’uso. Ulteriori interventi di potatura sono possibili anche in altre stagioni, qualora dovessero verificarsi dei mutamenti nello sviluppo della pianta. Se il rododendro appare spoglio, la potatura si può effettuare anche in inverno, a gennaio, purché non sia una giornata con presenza di gelo. Se la crescita è troppo vigorosa, si può potare anche a giugno. Gli interventi consisteranno sempre in tagli di ritorno, cioè di accorciamento dei rami. Questa tecnica favorirà sia la nascita di nuovi rami in caso di scarsa crescita, che il mantenimento della forma ordinata della pianta in caso di crescita eccessiva. A giugno si può praticare anche una potatura di formazione, specie se la pianta è cresciuta troppo disordinatamente in larghezza o in altezza. I tagli devono sagomare le parti cresciute in eccesso, cioè quelle che sporgono troppo in alto o troppo ai lati. Da ricordare anche, che la potatura di giugno va effettuata solo dopo la fioritura della pianta.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare il rododendro?
    La potatura principale va eseguita in primavera, effettuando tagli di ritorno sui rami troppo lunghi. È fondamentale intervenire subito dopo la fioritura, quindi a giugno, specialmente se la pianta ha mostrato una crescita disordinata in larghezza o altezza. In alternativa, se la pianta appare spoglia, è possibile operare a gennaio, ma esclusivamente in giornate prive di gelo per evitare danni tissutali. Evita assolutamente di potare durante il periodo di fioritura attiva.
  • Come si effettua correttamente il taglio sul rododendro?
    Il taglio deve essere sempre netto, preciso e obliquo. Posiziona la forbice all'altezza della prima gemma visibile che risulti più grande e sana rispetto alle altre. Questa tecnica, detta 'taglio di ritorno', stimola la nascita di nuovi rami e mantiene la forma ordinata della pianta. Assicurati che il taglio non schiacci il tessuto vegetale ma lo segui pulito per favorire la guarigione rapida.
  • È necessario disinfettare gli attrezzi da potatura?
    Assolutamente sì. Per prevenire la trasmissione di malattie fungine o batteriche alla pianta, gli attrezzi (cesoie o forbici) devono essere disinfettati rigorosamente sia prima che dopo ogni uso. Questo passaggio è cruciale perché il rododendro, pur essendo robusto, può subire infezioni attraverso le ferite aperte create dai tagli. Utilizza alcol denaturato o soluzioni disinfettanti specifiche per giardinaggio.
  • Qual è la differenza tra rododendro e azalea nella potatura?
    Anche se botanicamente distinti (il rododendro ha fiori con 10 stami ed è generalmente più grande, l'azalea con 5 stami ed è più piccola), entrambi appartengono alla stessa famiglia e richiedono cure simili. La potatura rimane comunque lieve per entrambe le specie. L'intervento mira principalmente a rinvigorire la pianta esteticamente e vitalmente, rimuovendo solo i rami eccessivamente lunghi o malformati senza aggressività.
  • Cosa succede se si effettua una potatura troppo aggressiva?
    Potature scorrette o eccessivamente aggressive possono danneggiare irreparabilmente l'intera struttura vegetale del rododendro. A differenza di altre piante, il rododendro non sopporta bene i tagli drastici che asportano grandi porzioni di legno vecchio. Una gestione errata può compromettere la resistenza della pianta alle avversità ambientali e ridurre drasticamente la fioritura futura. Meglio optare sempre per interventi leggeri e mirati.

Scheda Tecnica

Rhododendron spp.

Nome scientificoRhododendron spp.
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaArbusto ornamentale perenne
OrigineZone boscose e montane
TerrenoAcido, ben drenato
IrrigazioneRegolare, evitando ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVariabile (diversa dall'Azalea)
PotaturaLieve, tagli di ritorno, post-fioritura o inverno mite
Malattie e parassitiSensibile a infezioni se attrezzi sporchi
Difficoltà di coltivazioneMedia