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potatura kaki

In questo articolo, informazioni, consigli e suggerimenti su tutti i metodi di potatura del kaki e sulle loro finalità, sia estetiche che produttive

di Redazione

16 aprile 2013

Potatura kaki

Il kaki è l’albero che ogni anno, tra novembre e dicembre, ci regala gli omonimi frutti. Di origine asiatica, questo albero era diffuso in Europa già ai tempi degli antichi Romani. La vera diffusione di questa pianta e dei suoi frutti si ha però solo nel XIX secolo. Nel secolo successivo, però, a causa di attacchi parassitari, i frutti del kaki perdono il loro valore commerciale a vantaggio di altre produzioni. Oggi, il kaki è coltivato nelle regioni meridionali, specie in Sicilia e Calabria, con la produzione e la vendita dei frutti limitata proprio al periodo autunnale. Con le temperature elevate di queste regioni, la maturazione dei frutti è ormai anticipata ed avviene generalmente tra ottobre e novembre. I kaki o cachi, sono frutti dal colore arancione, molto dolci e gustosi. Sono anche molto deperibili e vanno consumati entro pochi giorni dalla raccolta o dall’acquisto. Il loro albero è anche presente nei giardini per essere coltivato a fini ornamentali, dove fiorisce nel mese di maggio. La resa estetica e produttiva del kaki dipende delle cure e dalle attenzioni colturali che vanno riservate a questo albero. La pianta, generalmente, resiste molto bene alle avversità o alle basse temperature e non ha eccessive esigenze di nutrizione. Tuttavia, presenta rami molto deboli che sono soggetti a spezzarsi e che vanno eliminati o sistemati con adeguati interventi di potatura.

Caratteristiche

Il kaki, come già detto al paragrafo precedente, è un albero abbastanza semplice da coltivare, poiché le sue esigenze nutritive sono strettamente collegate alla qualità del terreno. Tutto ciò facilita enormemente le concimazioni e le irrigazioni, anche se bisogna evitare gli eccessi di umidità e le temperature eccessive. L’unica debolezza del kaki risiede nei suoi rami e nella pesantezza dei frutti. I primi, molto esili e sottili, tendono a spezzarsi sotto il peso dei frutti maturi e tondeggianti. La sproporzione tra questi due componenti vegetativi causa anche la prematura cascola ( caduta) dei frutticini e ciò determina anche l’aumento degli insetti e dei moscerini attratti dagli zuccheri rilasciati dai cachi caduti sul suolo. Se l’albero soggetto alla cascola è coltivato in giardino, non sarà un bello spettacolo guardare l’invasione degli insetti. A questo disagio si può porre fine proprio con la potatura. Bisogna però premettere che il kaki non necessita di potature drastiche, ma solo della rimozione dei rami in eccesso ( che deturpano la forma della chioma) o di quelli rotti, secchi o spezzati. I rami che si incrociano tra loro si possono anche spostare o incurvare manualmente senza tagliarli.

Come procedere

Il kaki è forse l’albero da frutto con le minori esigenze di potatura. In genere, se la pianta si presenta sana e con una chioma normale, non c’è molto da tagliare: basta eliminare solo i rami rovinati. Alcuni alberi di kaki però possono presentare dei problemi nell’estetica della chioma o nella produzione, dove si assiste alla cascola del frutti per effetto del loro peso sui rami. In tal caso bisogna procedere alla sfoltitura dei rami in eccesso. Questo intervento di potatura viene essenzialmente definito di produzione, perché si procede a intervenire anche nei rami produttivi in soprannumero. La potatura del kaki consiste, infatti, di alcuni tagli di eliminazione dei rami produttivi e di quelli improduttivi, secchi, malati, rotti e spezzati. I tagli di eliminazione ( completa asportazione del ramo) possono riguardare anche i polloni , rami dritti che si originano dalla base del tronco e che sottraggono energia alla pianta. Durante la potatura bisogna anche ricordare che il kaki fruttifica sui rami di un anno, questi, quindi, sono rami produttivi e bisogna asportarne pochissimi. La potatura consente comunque di alleggerire e arieggiare la chioma. Per quanto riguarda l’asportazione dei rami produttivi, bisogna limitarsi solo a quelli esili e sottili che non sarebbero in grado di sopportare il peso dei frutti. Bisogna fare attenzione a non essere troppo drastici o a togliere troppi rami: questa azione potrebbe bloccare la totale produzione dei frutti.

Quando potare

Il kaki va potato a fine inverno, dopo aver superato i rigori invernali. Gli interventi devono essere effettuati lontano dal periodo vegetativo e da quello della fruttificazione. Per la potatura si usano appositi attrezzi per tagli agricoli, come forbici e cesoie. Per i rami più grandi si può usare il segaccio, mentre per i rami troppo alti, lo svettatoio. Gli attrezzi devono per ben affilati per praticare tagli netti, precisi e senza sfilacciature nella corteccia. Gli stessi utensili devono anche essere puliti e disinfettati prima e dopo l’uso, per impedire la trasmissione di malattie alla pianta. La guarigione delle ferite di taglio si può velocizzare usando del mastice agricolo. La potatura del kaki,come si sarà potuto notare, è molto semplice da eseguire e non richiede quasi mai il ricorso a potatori esperti. Basta soltanto evitare i tagli drastici, imprecisi o eccessivi e ricordare la regola numero uno della potatura degli alberi da frutto: meglio potare poco che potare troppo.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per effettuare la potatura del kaki?
    La potatura del kaki deve essere eseguita a fine inverno, una volta superati i rigori stagionali. È fondamentale intervenire lontano dal periodo vegetativo attivo e dalla fase di fruttificazione per non stressare la pianta. Questo tempismo permette alla pianta di recuperare rapidamente le ferite di taglio e di indirizzare tutte le energie verso la nuova crescita primaverile e la successiva produzione di fiori e frutti.
  • Quali sono gli obiettivi principali della potatura del kaki?
    Gli obiettivi principali sono estetici e produttivi. Esteticamente, si rimuovono i rami in eccesso che deturpano la forma della chioma. Produttivamente, si previene la rottura dei rami, che sono naturalmente esili e fragili, sotto il peso dei frutti maturi. Inoltre, la potatura serve a sfoltire la chioma per migliorarne l'areazione e a rimuovere i polloni basali che sottraggono energie inutilmente alla pianta.
  • Come si gestiscono i rami produttivi durante la potatura?
    Il kaki fruttifica sui rami di un anno, quindi questi sono considerati produttivi e non vanno eliminati indiscriminatamente. Si devono asportare solo i rami produttivi particolarmente esili e sottili che non avrebbero la forza strutturale per sostenere il peso dei frutti, evitando così la cascola precoce. Bisogna fare molta attenzione a non essere drastici: togliere troppi rami potrebbe compromettere completamente la produzione annuale.
  • È necessaria una potatura drastica per il kaki?
    No, il kaki è uno degli alberi da frutto che richiede meno interventi di potatura. Non necessita di tagli drastici. L'intervento principale consiste nella rimozione mirata di rami secchi, malati, rotti, spezzati o incrociati. I rami sani ma eccessivi possono spesso essere semplicemente incurvati manualmente invece di essere tagliati. La regola d'oro è 'meglio potare poco che troppo', poiché interventi aggressivi potrebbero bloccare la fruttificazione.
  • Che attrezzi e precauzioni usare per la potatura del kaki?
    Per i tagli piccoli si usano forbici e cesoie ben affilate; per i rami più grossi è indicato il segaccio, mentre per i rami alti si può impiegare lo svettatoio. È cruciale che tutti gli strumenti siano perfettamente affilati per garantire tagli netti e prevenire sfilacciature della corteccia. Prima e dopo l'uso, gli attrezzi devono essere puliti e disinfettati per evitare la trasmissione di patogeni. Applicare mastice cicatrizzante sulle ferite grandi accelera la guarigione.

Scheda Tecnica

Diospyros kaki

Nome scientificoDiospyros kaki
FamigliaEbenaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo da frutto
OrigineAsia orientale
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, drenante, profondo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraMese di maggio
Altezza5-8 metri
ConcimazioneLeggere, legate alla qualità del suolo
PotaturaLeggera, fine inverno, eliminazione rami secchi/rotti e sfoltura
MoltiplicazioneInnesto
Malattie e parassitiInsetti attratti da frutti caduti, possibili attacchi parassitari storici
Difficoltà di coltivazioneFacile