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Potatura ficus benjamin

Qual è il periodo migliore per la potatura ficus benjamin? Quali sono le tecniche che danno risultati apprezzabili? Come fare per non rovinare la pianta? Ecco le risposte.

di Redazione

05 luglio 2016

Potatura ficus benjamin

Il Ficus benjamin è una pianta molto presente nelle nostre case. Dal valore ornamentale innegabile, questa pianta è in realtà un albero perenne sempreverde originario dell’Asia. Amante dei climi tropicali, il Ficus benjamin può raggiungere anche i trenta metri di altezza. In appartamento, però, coltivato in vaso, si “limita” a raggiungere al massimo i due metri. La pianta può ottenere dei benefici da adeguati interventi di potatura. Bisogna dire che questi interventi non sono sempre necessari, perché tutte le piante generalmente sanno come orientare il loro portamento e la loro produzione. Nel Ficus benjamin, la potatura ha un valore puramente estetico e decorativo, ma anche pratico, qualora si debba procedere ad operazioni di rinvaso. Gli interventi di potatura di questa pianta comprendono tagli e cimature.

Caratteristiche

Come detto al paragrafo precedente, il Ficus benjamin, necessita solo di potature al bisogno. Non si tratta, come si potrebbe erroneamente credere, di un albero con esigenze periodiche di potatura, come può accadere per le specie da frutto. Questa specie, appartenente alla famiglia delle Moraceae, comprende diverse varietà di Ficus, anche nane o bonsai. Il Ficus benjamin è la specie dal portamento più classico, con un tronco grigiastro che si innalza dal vaso e foglie di un colore verde intenso e lucido, a volte con riflessi grigi in alcune varietà. La chioma del Ficus benjamin è elegante, ordinata e ben disposta. A volte, la crescita disordinata di alcuni rami può portare a uno sfasamento dell’originaria simmetria della pianta. E’ in questo momento che bisogna procedere alla potatura, ovvero alla rimozione dei rami che rischiano di danneggiare la resa estetica del Ficus benjamin.

Come procedere

Il Ficus benjamin va potato nei primi due, tre anni di vita, con la cosiddetta potatura di formazione. In questi anni si cerca di impostare la forma ideale della pianta, togliendo quei rami che rischiano di alterarla o che sembrano disordinati. Questa potatura non va effettuata in maniera drastica, perché la pianta deve crescere secondo la sua direzione naturale. In tal senso si può affermare che la potatura di formazione ha solo lo scopo di guidare e di accompagnare la crescita naturale della chioma. Dalla stessa vanno eliminati i rami rotti, secchi e spezzati o quelli troppo lunghi che sporgono troppo in alto, in basso o ai lati, rovinando l’originaria simmetria dell’albero. La potatura di formazione si effettua eliminando prima i rami secchi, spezzati, rotti o malati e poi quelli con crescita disordinata o asimmetrica. L’eliminazione dei rami disordinati consiste in una vera e propria sfoltitura della chioma, dove vanno tolti anche dei rami molto sottili e secchi che crescono all’ombra e che non ricevono abbastanza luce. Durante la potatura di formazione o di allevamento si può praticare la cimatura, ovvero l’asportazione dei germogli apicali. Questa operazione favorisce l’emissione di nuovi getti laterali che donano alla pianta una classica forma a cespuglio. Nella pianta adulta non è sempre necessario potare. Gli interventi vanno fatti, come già accennato, solo al bisogno, per eliminare rami malati, vecchi, rotti o spezzati. Un’altra potatura si può eseguire durante il rinvaso della pianta. In questo caso si procede ad eliminare la massa radicale in eccesso. Ci si accorge di dover rinvasare quando le radici del Ficus sporgono all’esterno del vaso, sollevando lo strato di terreno, o al di sotto dei fori di drenaggio. La potatura da rinvaso consiste nell’eliminare le radici secche, spezzate o malate e poi quelle in eccesso. La potatura delle radici può asportare anche la metà delle stesse. Quelle sane si possono anche usare per la propagazione di nuove piante di Ficus.

Quando potare

La potatura del Ficus benjamin, essendo praticabile al bisogno, si può effettuare in qualsiasi momento. In genere, il periodo migliore per potare la pianta è a fine inverno, cioè all’inizio della primavera, quando il Ficus riduce l’emissione di latice e resiste meglio ai tagli. La rimozione delle parti malate, secche o spezzate può comunque avvenire in qualsiasi stagione. Anche il rinvaso e la rimozione delle radici in eccesso vanno effettuati in primavera. I tagli si effettuano con forbici o cesoie ben affilate e disinfettate. Per i rami più robusti si può usare anche il seghetto. Gli attrezzi devono essere puliti e disinfettati sia prima che dopo l’uso. Nei rami più grandi, le ferite di taglio vanno coperte con mastice per evitare la trasmissione di funghi, virus e batteri. Nel caso in cui il Ficus benjamin adulto dovesse apparire sano e senza particolari problemi, la potatura si può tranquillamente rinviare. In genere, gli interventi nella pianta adulta vanno effettuati al bisogno o a cadenza pluriennale. I tagli di potatura vanno effettuati in maniera netta e decisa, ma non violenta. Si deve tagliare delicatamente, in maniera soft per intenderci, ma senza lasciare sfilacciature nel legno. Queste, infatti, rendono più difficile la cicatrizzazione delle ferire e favoriscono la trasmissione di malattie vegetali.

Malattie e parassiti

Il ficus benjamin, come la maggior parte delle piante, può essere colpito da insetti parassiti che rendono la pianta più debole. Tra questi troviamo i tripidi, piccoli insetti dall’apparato boccale pungente-succhiante che provocano sulle foglie piccole bolle e nei casi più avanzati, macchioline marroni; le cocciniglie, insetti che si nutrono della linfa del ficus e lasciano sulle foglie una secrezione biancastra e appiccicosa; infine, gli acari, simili a piccoli ragnetti, causano una decolorazione delle foglie e il rallentamento della crescita della pianta. Il ficus può essere colpito anche da altri tipi di malattie ma a differenza di quanto accade con i parassiti, la cui conseguenza è un repentino indebolimento della pianta, il ficus ha una resistenza maggiore alle malattie rispetto ad altri tipi di piante.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per potare il Ficus benjamin?
    Il periodo ideale per la potatura del Ficus benjamin è la fine dell'inverno, all'inizio della primavera. In questo momento la pianta riduce l'emissione di lattice e mostra una maggiore resistenza ai tagli, facilitando la guarigione delle ferite. Tuttavia, poiché si tratta di interventi prevalentemente estetici o di manutenzione, è possibile intervenire in qualsiasi stagione per rimuovere rami secchi, spezzati o malati. Anche il rinvaso, che comporta la potatura delle radici, dovrebbe essere effettuato in primavera per favorire la ripresa vegetativa.
  • È necessaria una potatura annuale per il Ficus benjamin?
    No, il Ficus benjamin non richiede potature periodiche obbligatorie come le piante da frutto. Gli interventi sono dettati principalmente da esigenze estetiche e pratiche. Una potatura di formazione è consigliata nei primi due-tre anni di vita per guidare la crescita e mantenere la simmetria della chioma. Successivamente, la pianta adulta va potata solo al bisogno, rimuovendo rami disordinati, secchi o che compromettono l'equilibrio estetico. Interventi drastici sono sconsigliati; è preferibile agire con leggerezza per non stressare la pianta.
  • Come si esegue correttamente la potatura di formazione?
    La potatura di formazione si effettua nei primi anni di vita per impostare la struttura della pianta. Si inizia eliminando i rami secchi, rotti, spezzati o malati. Successivamente si procede con una sfoltitura, rimuovendo i rami sottili che crescono all'ombra e quelli con sviluppo disordinato o asimmetrico. È possibile applicare la cimatura, asportando i germogli apicali, per stimolare la nascita di nuovi getti laterali e conferire alla pianta una forma compatta a cespuglio. I tagli devono essere netti e decisi, evitando sfilacciature che ostacolerebbero la cicatrizzazione.
  • Cosa fare durante il rinvaso del Ficus benjamin?
    Durante il rinvaso, che si effettua quando le radici fuoriescono dai fori di drenaggio o sollevano il terreno, è fondamentale operare anche sulla massa radicale. Si devono rimuovere le radici secche, spezzate o danneggiate. Successivamente, si può asportare fino alla metà delle radici sane in eccesso per contenere la crescita e rinnovare il substrato. Le radici sane rimosse possono essere utilizzate per propagare nuove piante. Dopo aver ripiantato, la pianta va annaffiata e tenuta in condizioni ottimali per favorire il recupero.
  • Come prevenire infezioni fungine dopo la potatura?
    Per prevenire infezioni, è essenziale utilizzare attrezzi da potatura (cesoie, forbici, seghetto) perfettamente puliti e disinfettati prima e dopo ogni intervento. I tagli devono essere eseguiti in modo netto, senza lasciare fibre sfilacciate nel legno, per accelerare la cicatrizzazione. Su rami di grosso calibro, è raccomandato applicare un mastice specifico sulle ferite di taglio. Questo trattamento crea una barriera protettiva contro l'ingresso di funghi, virus e batteri, proteggendo la salute del Ficus benjamin.

Scheda Tecnica

Ficus benjamina

Nome scientificoFicus benjamina
FamigliaMoraceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineAsia (climi tropicali)
EsposizioneLuminosa, protetta dal freddo
IrrigazioneRegolare, mantenendo umidità moderata
FiorituraNon significativa in vaso
AltezzaFino a 30m in natura, max 2m in vaso
PotaturaLeggera, estetica e di formazione
MoltiplicazionePropagazione tramite radici o talee
Malattie e parassitiTripidi, cocciniglie, acari
Difficoltà di coltivazioneMedia