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Potare ortensie

Come potare le ortensie: passo dopo passo tutto quello che occorre sapere per la potatura delle piante a fiore più belle del mondo.

di Redazione

15 marzo 2016

Potare ortensie

La potatura delle ortensie è al tempo stesso una procedura versatile e delicata perché varia in base alla specie coltivata e agli obiettivi che si intendono raggiungere. Quando si parla di potare le ortensie, non si tratta di tagliare dei rami di un albero, ma di asportare delicatamente solo le parti della pianta che non sono necessarie al suo sviluppo e che possono comprometterne la crescita. Le ortensie, inoltre, sono considerate tra le specie più affascinanti del nostro giardino e dei nostri appartamenti e anche il luogo e il clima della zona in cui vengono coltivate condiziona le tecniche di potatura. Essenzialmente, per potare le ortensie, bisogna tenere conto di due regole generali: la varietà e l’epoca della fioritura. Per quanto riguarda la prima, bisogna ricordare che le ortensie si dividono in specie arbustive e rampicanti, mentre per la seconda bisogna sottolineare che esistono ortensie che fioriscono sui rami dell’anno e quelle che fioriscono sui rami dell’anno precedente.

Obiettivi potatura

In ogni caso, anche se cambia la varietà coltivata, nella potatura delle ortensie si possono distinguere degli obiettivi fondamentali: regolare la crescita della pianta, condizionare la forma e lo sviluppo dei fiori, rendere l’ortensia più resistente all’attacco delle malattie funghine ed impedire uno sviluppo troppo vigoroso o disordinato dell’intera struttura vegetale. Tutti questi obiettivi si possono raggiungere solo con delle corrette operazioni di potatura che mirano a preservare le parti “giovani” e produttive della pianta e ad eliminare quelle secche o danneggiate. Per conoscere le zone dove “tagliare” bisogna anche conoscere bene le ortensie, perché basta anche un minimo errore per compromettere non solo la sana crescita della varietà coltivata, ma anche la qualità dei fiori. Molto spesso, delle cattive potature hanno l’effetto di bloccare la crescita dell’ortensia, farla ammalare e condurla a una morte precoce, per questo riteniamo opportuno unirci al coro dei giardinieri del web, i quali suggeriscono che “non potare è meglio che potare male”. Per cui, se avete dubbi sulla potatura delle ortensie, cercate prima di conoscere bene le caratteristiche e le qualità di queste piante meravigliose, in modo da non commettere errori fatali nel momento in cui deciderete di potarle.

Caratteristiche

Come detto al paragrafo precedente, per una corretta potatura delle ortensie bisogna conoscere esattamente le principali caratteristiche della varietà che andremo a tagliare. Queste magnifiche piante a fiore appartengono, infatti, a circa 80 varietà diverse, sia arbustive che rampicanti, ed ognuna con caratteristiche di fioritura diverse l’una dall’altra. Intanto, lo abbiamo già accennato, le ortensie, in base alla specie a cui appartengono, possono fiorire sul ramo dell’anno o su quello dell’anno precedente. Fioriscono sul ramo dell’anno, le varietà hydrangea paniculata e hydragea arborescens, fioriscono sul ramo dell’anno precedente, hyndrangea quercifolia, aspera, involucrata e le varietà rampicanti. Bisogna anche ricordare che le ortensie fioriscono sulle gemme apicali, cioè quelle della parte alta e del legno più giovane.

Come potare

Appurate le differenti caratteristiche delle ortensie, si può procedere alla potatura, che avverrà nei modi e nei tempi richiesti dalla specie coltivata. Le varietà che fioriscono sui rami dell’anno consentono di intervenire in maniera meno condizionata e più versatile. Se si vogliono sviluppare dei fiori numerosi, ma piccoli, non si procederà a una potatura eccessiva, lasciando la pianta il più possibile della sua altezza naturale. Se si vogliono fiori più grandi, si interverrà in maniera più decisa, potando a circa mezzo metro da terra. In questo caso si assisterà alla formazione di un cespuglio basso, con fiori di notevoli dimensioni. Nelle ortensie che fioriscono sui rami dell’anno precedente non bisogna intervenire con potature eccessive, ma solo con l’eliminazione dei rami e dei fiori secchi. Attenzione a non tagliare i rami più giovani, che sono quelli da cui si svilupperà la nuova fioritura. Questi rami si possono riconoscere facilmente perché nella parte apicale presentano già una gemma. La potatura dovrà riguardare, dunque, solo i rami improduttivi e i fiori secchi. Il taglio deve avvenire sopra la prima coppia di gemme. Nelle ortensie rampicanti, invece, non si dovrebbe quasi mai ricorrere alla potatura, gli interventi dovranno essere mirati solo a contenere l’espansione eccessiva della pianta, eliminando i fiori troppo eccessivi o le gemme omonime.

Quando potare

L’epoca di potatura delle ortensie dipende dalla varietà coltivata. Le specie che fioriscono sui rami dell’anno vanno potate a primavera, preferibilmente appena dopo la fine dell’inverno. L’operazione di taglio lascerà al massimo tre gemme basali, che daranno vita a una nuova pianta alta non più di un metro. L’esatta epoca della potatura è fondamentale per consentire il corretto sviluppo dei rami produttivi. Le ortensie che fioriscono sui rami dell’anno possono anche non essere potate, in modo da crescere liberamente. L’invecchiamento della pianta darà vita, però, ad arbusti dalle forme irregolari, ecco perché è consigliabile intervenire almeno dopo 5 anni dal primo impianto, rimuovendo i rami più vecchi dalla base del suolo. Questa tecnica permette di arieggiare la pianta e di evitare la comparsa di malattie funghine. La potatura delle ortensie, infatti, deve riguardare solo le piante adulte o quelle che hanno superato i primi tre anni di vita. Le specie che fioriscono sui rami dell’anno precedente vanno potate in estate, cioè nel periodo successivo alla fioritura. Le ortensie rampicanti vanno, invece, potate a inizio estate ( giugno) per contenere l’eccessivo sviluppo dei fiori e delle gemme. Le varietà da appartamento si possono potare anche a settembre, avendo cura di lasciare almeno due gemme per ogni ramo.

Domande frequenti

  • Qual è la regola d'oro per capire quando e come potare le ortensie?
    La regola fondamentale distingue le ortensie in base al periodo di fioritura. Quelle che fioriscono sui rami nuovi dell'anno corrente (come H. paniculata e H. arborescens) si potano a fine inverno/inizio primavera, tagliando forte per favorire fiori grandi o lasciando crescere per fiori piccoli. Quelle che fioriscono sui rami vecchi dell'anno precedente (come H. macrophylla, H. quercifolia e le rampicanti) si potano subito dopo la fioritura, in estate, eliminando solo i fiori secchi e i rami morti, senza tagliare i rami giovani che porteranno fiori l'anno successivo.
  • Posso potare le ortensie in qualsiasi stagione dell'anno?
    No, il timing è cruciale per non compromettere la fioritura. Le ortensie che rifioriscono sui rami nuovi si potano in primavera, appena terminato il freddo intenso. Al contrario, le ortensie che fioriscono sui rami dell'anno scorso devono essere potate in estate, immediatamente dopo la caduta dei fiori. Una potatura sbagliata, come tagliare le ortensie estive in primavera, rimuoverebbe le gemme già formate, impedendo la fioritura annuale. Esiste un'eccezione per le varietà da interno, che talvolta si potano a settembre.
  • Come posso ottenere fiori più grandi o più numerosi sulle ortensie?
    Per le ortensie che fioriscono sui rami nuovi (es. Paniculata), la potatura influenza direttamente la dimensione dei fiori. Se desideri fiori più grandi, effettua una potatura drastica a circa 50 cm da terra in primavera, ottenendo un cespuglio basso con pochi ma enormi fiori. Se preferisci una massa floreale abbondante ma con fiori più piccoli, limita la potatura, lasciando la pianta alla sua altezza naturale e intervenendo solo per rimuovere il secco. Questo approccio sfrutta la capacità della pianta di produrre molti getti fioriferi.
  • Le ortensie rampicanti richiedono potature frequenti?
    Generalmente no. Le ortensie rampicanti (come H. petiolaris) necessitano di pochissima potatura, poiché crescono aderendo ai supporti tramite radici avventizie. Gli interventi devono essere minimi e mirati esclusivamente a contenere l'espansione eccessiva della pianta o per eliminare fiori troppo pesanti che potrebbero appesantire la struttura. Si consiglia di operare a inizio estate (giugno). Tagli inutili possono indebolire la pianta o rovinarne l'estetica naturale, quindi è meglio limitarsi a una pulizia leggera dei rami improduttivi.
  • Quando è necessario rinnovare completamente un'ortensia vecchia?
    Con il tempo, le ortensie possono diventare legnose, irregolari e meno produttive. È consigliato intervenire con un ringiovimento radicale almeno dopo 5 anni dall'impianto, oppure quando la pianta mostra segni di invecchiamento marcio. In questo caso, taglia i rami più vecchi e spessi direttamente alla base del suolo, vicino al livello del terreno. Questa operazione favorisce la nascita di nuovi getti vigorosi alla base, rinnova la forma dell'arbusto, migliora la circolazione dell'aria e previene l'insorgenza di malattie fungine legate al ristagno o al legno morto.

Scheda Tecnica

Hydrangea

Nome scientificoHydrangea
FamigliaIdrangacee (Hydrangeaceae)
Tipo di piantaArbusto deciduo o rampicante
OrigineAsia orientale e America settentrionale
EsposizioneSemiombreggiata, protegge dal sole diretto e dai venti forti
TerrenoFresco, ricco di humus, ben drenato e acido o sub-acido
IrrigazioneAbbondante e regolare, mantenere il terreno sempre leggermente umido
FiorituraPrimavera-Estate (da maggio a settembre a seconda della varietà)
AltezzaDa 1 m a oltre 3 m (rampicanti)
ConcimazionePrima della fioritura con concime specifico per acidofile
PotaturaDipende dalla specie: rami anno corrente (primavera) o anno precedente (estate post-fioritura)
MoltiplicazionePropaggini, talee semilegnose o legnose
Malattie e parassitiCocciniglia, afidi, oidio, macchie fogliari, clorosi ferrica
Difficoltà di coltivazioneMedia