controindicazioni aloe

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Controindicazioni aloe

L'aloe come sappiamo ha numerose proprietà benefiche, ma ha anche delle controindicazioni, scopriamo quali e come affrontarle.

di Redazione

21 giugno 2016

Principali caratteristiche aloe

L’aloe vera è una pianta che vive molto bene anche all’interno degli appartamenti ma può vantare una lunghissima storia come pianta “miracolosa” e panacea di tutti i mali: nell’antichità, infatti, veniva utilizzata per diverse cure e, per via delle sue potenti proprietà cicatrizzanti e lenitiva, veniva considerata una pianta magica. Ad ogni modo, dalla pianta si estraggono ben due prodotti: il primo è il gel di aloe, che corrisponde alla mucillagine trasparente che corrisponda alla polpa interna che si trova nelle foglie: il contenuto è formato principalmente da glucomannani e da altri polisaccaridi, così come altri elementi organici e inorganici. Il succo di aloe è, invece, rappresentato dall’essudato giallo, che presenta un caratteristico sapore amaro, che si trova proprio sotto la pellicola superficiale che caratterizza la foglia. I principali elementi che sono contenuti all’interno del succo di aloe sono i glicosidi, ma anche gli antrachinoni e l’aloina svolgono una funzione molto importante, soprattutto dal punto di vista lassativo. Il gel di aloe viene utilizzato, in modo particolare, come trattamento locale per le ferite, ma anche per piccole ustioni o anche irritazioni della pelle: nella maggior parte dei casi, l’applicazione più diffusa è quella come ingrediente di alcuni prodotti cosmetici piuttosto apprezzati. Il succo di aloe, invece, viene assunto per via orale ed è stato diffuso come rimedio contro la stitichezza, la tosse, il diabete, le cefalee, le artriti, le ulcere e le piaghe e ferite. Ad ogni modo il principale effetto che viene svolto dal succo di aloe è sicuramente a livello lassativo, dato che gli antrachinoni e altri principi attivi che si trovano al suo interno permettono di incrementare la peristalsi intestinale , provocando un contemporaneo aumento del contenuto d’acqua nell’intestino e anche la riduzione del riassorbimento idrico.

Effetti collaterali

Nonostante possa vantare delle proprietà altamente utili ed importanti, l’aloe, come ogni altra pianta d’altronde, non può garantire l’immunità contro dei possibili effetti collaterail. Studiando accuratamente l’etimologia del termine, possiamo notare come la parola aloe derivi dal greco àls-alòs, ovvero “sale”, molto probabilmente per via del sapore amaro che esprime, che potrebbe assomigliare a quello dell’acqua marina. Si tratta di una definizione molto importante, però, per capire come l’aloe possa essere certamente ricompresa nel gruppo di droghe ad amari. Le antiche donne che appartenevano al popolo Maya, infatti, strofinavano le foglie di aloe nei loro seni prima di poter allattare i propri bambini: il forte sapore amore poteva garantire uno svezzamento alquanto precoce, dal momento che il seno della mamma era reso poco appetibile. Gli effetti secondari per cui si ricorda l’aloe, però, sono in realtà tanti altri. Il succo di aloe corrisponde ad un purgante antrachinonico: tra la grande quantità di droghe ad antrachinoni che sono in grado di esercitare la stessa azione lassativa (come ad esempio il rabarbaro e la senna) l’aloe è senza ombra di dubbio quella più potente, visto che può vantare un’azione altamente irritante. Gli antrachinoni contenuti nell’aloe sono talmente irritanti che possono anche produrre delle vere e proprie ulcere della mucosa intestinale: ecco spiegato il motivo per cui l’estratto di antrachinoni non deve assolutamente essere assunto puro, ma sempre diluito. L’effetto lassativo che caratterizza il succo di aloe, inoltre, non ha un effetto immediato. In seguito all’assunzione del succo di aloe è necessario aspettare un periodo di tempo pari ad almeno sei- sette ore, in maniera tale che la droga possa esercitare la sua azione a livello dell’intestino crasso. Nel corso di questo arco di tempo, l’eventuale assunzione di altre tipologie di lassativi o di un’altra dose di aloe, con l’obiettivo o la speranza di aumentarne gli effetti purganti, è del tutto sconsigliata, per il semplice motivo che andrebbe ad ampliare tutta una serie di effetti collaterali. L’aloe viene inoltre sconsigliata in periodi come la gravidanza e anche nel corso della fase di allattamento: l’aloe, infatti, può passare nel latte materno, con l’effetto di renderlo assolutamente amaro e c’è la possibilità che si verifichino degli effetti collaterali anche nei confronti del bambino stesso.

Quando non usare l'aloe

Inoltre, si sconsiglia l’uso del succo di aloe nel corso del ciclo mestruale, per il semplice fatto che potrebbe avere un effetto di potenziamento eccessivo del flusso di sangue. Sarebbe sempre meglio evitare di dare l’aloe ai bambini, così come in tutti quei casi in cui si riscontra la presenza di varici, emorroidi, problemi renali e anche nei casi di patologia infiammatoria a carico dell’intestino, appendicite e morbo di Crohn. E’ assolutamente sconsigliato anche l’utilizzo prolungato del succo di aloe, semplicemente perché, come ogni altra droga ad antrachinoni, potrebbe provocare delle melanosi ed atonie del colon. Il succo di aloe non deve mai essere assunto insieme a dei farmaci diuretici tiazidici, cortisonici, liquirizia e glicosidi cardioattivi: si tratta di farmaci, infatti, che nel caso in cui seguissero una cura integrata con l’aloe, potrebbe aumentare eccessivamente la perdita di potassio, provocando la ipokaliemia. E’ altrettanto importante ricordare come l’assunzione di aloe integrata ad altre tipologie di farmaci, nel caso in cui vengano somministrati per os, può avere l’effetto di ridurre notevolmente l’assorbimento degli stessi. Nel corso degli anni si sono verificati diversi casi, seppur rari, di dermatite ed allergia in soggetti che presentavano una certa predisposizione allergica nei confronti del genere delle Liliacee. Per fare in modo di ridurre ai minimi termini i rischi e gli effetti collaterali connessi al succo di aloe, è sempre meglio utilizzarlo ed assumerlo rispettando in ogni caso le dosi che vengono consigliate e per un periodo piuttosto breve di tempo.

Studi Aloe

L’international Aloe Science Council è un’importante associazione scientifica , ovvero la più autorevole al mondo in materia di aloe e sui prodotti che la sfruttano. Se un qualsiasi prodotto in tutto il mondo che si basa sull’aloe presenta il logo della IASC e appare all’interno della apposita lista della IASC significato che è stato testato su base scientifica per un periodo di almeno dieci anni e non presenta alcun effetto collaterale al 100%. Nel caso in cui, al contrario, il prodotto a base di aloe non presenti il marchio e non rientri all’interno dell’apposita lista stilata dalla IASC, allora non ha superato i rigorosi test ed è meglio evitarne l’utilizzo. In pratica, il logo e l’iscrizione in una speciale lista della IASC sono la garanzia di avere a che fare con un prodotto a base di aloe di alta qualità, lavorato nel modo corretto e soprattutto sicuro, ovvero che non presenta alcun tipo di effetto collaterale. Di recente, la FDA ha provveduto a togliere dal mercato statunitense alcuni prodotti lassativi in cui era contenuta l’aloe, oltre a tanti altri ingredienti: la notizia ha fatto un gran scalpore, ovviamente, per la presenza dell’aloe e , da quel momento, si è diffusa la voce che l’aloe potesse essere tossica. Per avere una risposta piuttosto autorevole, in maniera tale da chiarire i dubbi sulla tossicità o meno dell’aloe, è meglio fare riferimento a quanto dichiarato dalla IASC che, come dicevamo in precedenza, è l’associazione scientifica più affidabile in materia di aloe, senza dimenticare il parere della famosa Food and Drug Administration. La IASC, all’interno del sito ufficiale, sottolinea come l’aloe, in sé, non è affatto tossica, altrimenti non potrebbero esistere più di 319 prodotti che sono stati approvati tramite la certificazione di qualità dalla stessa associazione no-profit. Sempre sul medesimo sito, abbiamo la possibilità di trovare decine e decine di ricerche in cui si sottolinea la non tossicità dell’aloe. Inoltre anche la FDA ha precisato che non è l’aloe presente nei prodotti ritirati dal mercato ad essere risultata tossica, ma tutto l’insieme di ingredienti che componevano tale sostanza.

Corretta produzione succo aloe

Di solito un succo di aloe vera che è stato prodotto secondo il tradizionale processo biologico non presenta effetti collaterali. Per la produzione del succo di aloe, ad ogni modo, è necessario rispettare dei rigorosi ed inderogabili parametri e regole di estrazione, che permettono di evitare degli effetti indesiderati, che potrebbero essere presenti, al contrario, nel momento in cui sia stata effettuata una scarsa o non igienica lavorazione e produzione, ma anche l’aggiunta di conservanti può essere pericolosa, visto che potrebbe essere la causa del manifestarsi di stati allergici ed irritazioni. E’ molto importante che il succo di aloe vera subisca un processo di lavorazione che viene svolto seguendo determinati criteri, che sono rappresentati dalla coltivazione all’origine e dalla lavorazione del prodotto certificata biologicamente (ovvero in base alla normativa europea CE 2092/91).

Cosa deve contenere il succo di aloe vera

E' fondamentale che solamente il gel interno venga utilizzato per la formazione del succo, in maniera tale da evitare, in ogni caso, la presenza di aloina (che svolge una funzione eccessivamente lassativa), oltre al fatto di evitare anche l’aggiunta di conservanti come sodio benzoato e potassio sorbato) e che, soprattutto, nel corso delle varie fasi di lavorazione del prodotto, vengano rispettate le norme igieniche, in maniera tale da poter escludere in modo assoluto una contaminazione microbiologica del prodotto. Ad ogni modo, come per ogni altro prodotto in cui sono contenute piante medicinali, è importante non abusare dell’aloe vera. Infatti, soprattutto per via di una sostanziale mancanza di dati scientifici e test clinici, il consiglio è quello (più per cautela che per effettivi pericoli ed effetti indesiderati) di non somministrare il succo di aloe come se fosse un integratore alimentare a tutti quei bambini che hanno un età che non supera i dodici anni e, al contempo, evitarne l’uso anche alle donne in stato di gravidanza.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali controindicazioni all'assunzione orale di succo di aloe?
    Il succo di aloe contiene antrachinoni e aloina, sostanze fortemente lassative e irritanti per la mucosa intestinale. Non va assunto durante la gravidanza e l'allattamento poiché può causare effetti collaterali nel bambino e rendere il latte amaro. È sconsigliato anche durante le mestruazioni per il rischio di potenziare il flusso sanguigno. Inoltre, l'uso prolungato può portare a melanosi e atonia del colon. Non deve essere dato ai bambini sotto i 12 anni e va evitato in caso di patologie intestinali infiammatorie, appendicite, morbo di Crohn, emorroidi o problemi renali.
  • Come interagisce l'aloe con i farmaci?
    L'assunzione di succo di aloe può interferire negativamente con diversi farmaci. In particolare, non deve essere combinata con diuretici tiazidici, cortisonici, liquirizia e glicosidi cardioattivi, poiché aumenta il rischio di ipokaliemia (perdita eccessiva di potassio). Inoltre, l'aloe può ridurre significativamente l'assorbimento di altri farmaci assunti per via orale. Chi segue terapie farmacologiche continue deve consultare il medico prima di assumere integratori a base di aloe per evitare interazioni pericolose.
  • Quando si manifesta l'effetto lassativo del succo di aloe?
    L'effetto purgante del succo di aloe non è immediato. Dopo l'assunzione, è necessario attendere almeno sei-sette ore affinché i principi attivi agiscano a livello dell'intestino crasso. Durante questo periodo, non bisogna assumere ulteriori dosi di aloe o altri lassativi sperando di accelerare il risultato, poiché ciò amplificherebbe gli effetti collaterali e l'irritazione intestinale. Rispettare questi tempi è fondamentale per evitare sovradosaggi accidentali e complicanze gastrointestinali.
  • Come riconoscere un prodotto di aloe vera di qualità sicura?
    La sicurezza e la qualità del prodotto si verificano cercando il logo della International Aloe Science Council (IASC) sull'etichetta. Questo marchio certifica che il prodotto è stato testato scientificamente per almeno dieci anni e risulta privo di effetti collaterali nocivi. Prodotti privi di questo logo o non inseriti nelle liste ufficiali della IASC potrebbero non aver superato i rigorosi controlli. Inoltre, un buon succo dovrebbe contenere solo il gel interno, essere privo di aloina in eccesso e di conservanti potenzialmente allergizzanti come sodio benzoato e potassio sorbato.
  • Esiste il rischio di dermatite o allergia da contatto?
    Sì, sebbene raro, esistono casi documentati di dermatite e reazioni allergiche dovute al contatto con l'aloe. Queste reazioni colpiscono prevalentemente soggetti già predisposti ad allergie, specialmente verso il genere delle Liliacee. Per minimizzare i rischi, è fondamentale utilizzare prodotti lavorati secondo criteri igienici rigorosi e certificati biologicamente, evitando contaminazioni microbiologiche. In caso di sensibilità nota, si consiglia un test preliminare su piccola area cutanea prima dell'uso estensivo.

Scheda Tecnica

Aloe barbadensis miller

Nome scientificoAloe barbadensis miller
FamigliaAsphodelacee
Tipo di piantaSucculenta perenne
OriginePenisola arabica / Nord Africa
EsposizioneLuce intensa, proteggersi dal gelo
Temperatura minima5°C - 10°C
TerrenoSciolto, sabbioso, ottimo drenaggio
IrrigazioneModerata, solo quando il substrato è asciutto
FiorituraEstiva, infiorescenze tubolari
AltezzaFino a 60-80 cm
ConcimazioneLeggera, in primavera-estate, specifica per succulente
PotaturaEliminare foglie secche o danneggiate alla base
MoltiplicazionePer divisione dei polloni basali
Malattie e parassitiCocciniglia farinosa, marciume radicale da eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneFacile

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