Funghi porcini trifolati

coltivare orto

Coltivazione funghi porcini

Coltivare funghi porcini è il sogno di molti: i funghi porcini sono infatti difficili da trovare in natura, e proprio per questo il loro prezzo è salatissimo. Ma è davvero possibile una coltivazione di funghi porcini? Leggete quest'articolo per trovare le risposte a tutte le vostre domande.

di Redazione

23 dicembre 2014

Coltivazione funghi porcini - Caratteristiche del fungo porcino

Prima di risolvere la questione della possibilità o meno di una coltivazione del porcino è necessario parlare di alcune sue caratteristiche. Il fungo porcino appartiene alla specie di funghi del genere Boletus. Per prima cosa bisogna dire che i porcini sono funghi simbionti, i con il termine simbionte si intendono degli organismi che hanno bisogno di vivere in simbiosi con altri. I porcini sono poi funghi gregari, nel senso che generalmente li si trova in gran numero nello stesso posto. I porcini hanno aspetto massiccio e tozzo tanto da meritarsi il nome di Suillus presso i romani. Il cappello del porcino da giovane è di forma emisferica, poi spianata e infine dai lombi rialzati. Il gambo è robusto e carnoso generalmente rigonfio alla base. Le spore sono di colore brunastro.

Coltivazione del fungo porcino: perché è così difficile coltivarlo?

Tra le caratteristiche del porcino abbiamo visto che si tratta di un fungo simbionte, che entra in relazione con alberi di quercia, abeti, castagni e faggi. Non si può pensare di coltivare dei funghi porcini con successo senza ricreare prima la relazione con queste piante. Proprio questa è la principale difficoltà in cui incorre chiunque voglia dedicarsi alla coltivazione dei funghi porcini. La simbiosi tra alberi e porcini avviene secondo queste modalità: i porcini si alimentano della linfa degli alberi, mentre gli alberi ricevano benefici dai miceti che fertilizzano il terreno. L'habitat privilegiato dei porcini è tendenzialmente il sottobosco di conifere. Il periodo in cui si trovano più facilmente è quello autunnale e primaverile. Per quel che riguarda invece la coltivazione i tempi sono variabili.

Come coltivare i funghi porcini

Per creare allora una coltivazione di funghi porcini, bisogna dunque tener presente le difficoltà intrinseche in questo tipo di coltivazione e soprattutto essere sicuri di potere e di voler sostenerne i costi, che sono in genere piuttosto elevati. La prima cosa da fare in assoluto è quella di ricreare le condizioni ambientali ideali per la crescita del fungo. Si tratta di un'operazione molto difficile in quanto, a differenza che per altre specie di funghi come gli champignons, non esiste a livello industriale un sostrato di terriccio opportunamente trattato e fertilizzato. Si deve allora prima scegliere il posto in cui cominciare la nostra coltivazione di porcini, che dovrà essere selezionato in base a parametri di umidità e temperatura idonei. Bisogna poi piantare alberi trattati con miceti e attendere che crescano.

Coltivazione funghi porcini: ne vale la pena?

Avendo visto con quanta cura va predisposto l'ambiente e quanto siano necessari molta pazienza, denaro e una buona dose di manualità, una domanda sorge spontanea: vale la pena tentare una coltivazione di porcini fai da te? Sicuramente non si tratta di un percorso facile: una volta piantati gli alberi infatti ci vuole del tempo affinché cominci a vedersi qualche risultato e non è detto che vada tutto per il verso giusto. In media l'attesa per avviare una coltivazione di porcini è all'incirca di due anni. Al fattore temporale si aggiunge poi quello economico di gran lunga più importante. Infatti questo tipo di attività è molto dispendiosa e non sempre, nel caso in cui abbiamo avviato una coltivazione a scopo di lucro, si riesce a rientrare dei costi. La risposta allora è : sì, ne vale la pena, ma solo per gli appassionati!

Domande frequenti

  • È possibile coltivare i funghi porcini in casa o in vaso?
    No, la coltivazione domestica tradizionale in vaso o in ambienti chiusi non è praticabile per il fungo porcino. A differenza di altre specie come gli champignon, il porcino è un fungo simbionte obbligato: ha bisogno di stabilire una relazione stretta con le radici di specifici alberi (come querce, faggi, castagni o abeti). Senza la presenza di questi alberi ospiti e il relativo sottobosco, il fungo non può completare il suo ciclo vitale. Pertanto, richiede uno spazio esterno adeguato, come un giardino o un bosco, dove sia possibile piantare alberelli inoculati.
  • Quanto tempo ci vuole per ottenere i primi frutti dalla coltivazione?
    La coltivazione dei funghi porcini è un processo lungo che richiede molta pazienza. Una volta piantati gli alberi trattati con il micelio, è necessario attendere mediamente almeno due anni prima di iniziare a vedere i primi risultati concreti. Questo periodo è necessario affinché il micelio colonizzi le radici degli alberi e stabilisca la simbiosi necessaria. Inoltre, i primi anni potrebbero non produrre alcun raccolto, rendendo questa attività un investimento a lungo termine piuttosto che una soluzione rapida per l'autoproduzione.
  • Quali alberi sono migliori per ospitare i funghi porcini?
    Il fungo porcino cresce in simbiosi con diverse specie arboree. Gli alberi più indicati includono querce, faggi, castagni e abeti. È fondamentale scegliere specie autoctone o adatte al clima locale, poiché la simbiosi funziona meglio quando l'albero ospite è ben adattato all'ambiente circostante. L'habitat ideale tende a essere il sottobosco di conifere, ma anche le latifoglie possono supportare la crescita se le condizioni di umidità e suolo sono ottimali. La scelta dell'albero influenza direttamente la probabilità di successo della coltivazione.
  • Conviene economicamente coltivare i porcini per venderli?
    Generalmente no, a meno che non si tratti di una passione personale. La coltivazione dei porcini è estremamente dispendiosa in termini di costi iniziali (acquisto di alberelli inoculati, preparazione del terreno) e manodopera. Inoltre, non c'è garanzia di successo produttivo nei primi anni. Spesso i costi sostenuti superano il valore commerciale del raccolto ottenuto, specialmente se si cerca di rientrare delle spese in tempi brevi. Questa attività è consigliata principalmente agli appassionati disposti ad affrontare il rischio economico e tecnico per hobby, non come impresa redditizia sicura.

Scheda Tecnica

Boletus edulis

Nome scientificoBoletus edulis
FamigliaBoletaceae
Tipo di piantaFungo simbionte gregarico
OrigineEurasia e Nord America
EsposizioneSottobosco, preferibilmente conifere
TerrenoSuolo fertilizzato dai miceli, associato a radici arboree
IrrigazioneUmidità ambientale elevata necessaria
FiorituraAutunno e primavera
AltezzaN/A (fungo ipogeo/epigeo)
ConcimazioneSimbiosi con alberi (quercia, abete, castagno, faggio)
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneInoculazione di micelio su alberelli ospiti
Malattie e parassitiDifficile da controllare senza habitat naturale specifico
Difficoltà di coltivazioneMolto alta (richiede simbiosi arborea e lunghi tempi)