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Trapianto alberi da frutta

Domanda di una lettrice del lago di Come che deve trapiantare delle piante da frutto di quindici anni ma nonsa quali tecniche utilizzare e quale periodo dell'anno scegliere per effettuare questa operazione

di Redazione

16 maggio 2011

Domanda : Trapianto alberi da frutta

A settembre inizieranno i lavori di edificazione della nostra casa su uno stupendo terreno terrazzato nella regione del lago di Como, e in cui crescono diversi alberi da frutta che hanno ca 15 anni(pesche, prugno, fico,....) che se non spostati saranno da abattere. Questo mi dispiace molto dato che sono piante sane che producono stupendi frutti. Anche sul terreno vi sono diversi vitigni di uva merlot e bondola di ca 8-14 anni. Ora vorrei sapere se è possibile trapiantare questi alberi da frutta e questi vitigni, come fare e qual è il periodo migliore. Grazie mille per la disponibilità! Patrizia

Risposta : Trapianto alberi da frutta

Gentile Patrizia, benvenuta nella sezione di giardinaggio.net nella quale i visitatori possono proporre le proprie domande e ricevere un parere dagli esperti della redazione. Per quanto riguarda il trapianto delle sue piante da frutta iniziamo la risposta rassicurandola: il trapianto è possibile. Le sue piante sono ancora abbastanza giovani e dovrebbero reagire bene al trapianto anche se in quest'operazione sarà opportuno utilizzare degli accorgimenti. Il trapianto è un'operazione delicata, le cui probabilità di successo diminuiscono linearmente con l'aumentare degli anni della pianta. Tuttavia quindici anni per una pianta da frutto sono un'età accettabile e quindi non ci dovrebbero essere dei problemi in questa operazione. Il primo accorgimento da tenere durante gli scavi è ridurre al minimo la possibilità di rottura delle radici cercando di scavare lontani dal tronco ed andare in profondità prima di chiudere lo scavo verso il tronco. La parte attiva delle radici, quella che contribuisce all'assorbimento degli elementi nutritivi, si trova infatti nei piccolissimi apici radicali ed evitandone la rottura aumentiamo la probabilità di successo del trapianto e riduciamo gli stress per la pianta. Un'altro accorgimento da tenere nel posizionamento e nell'interramento delle piante è posizionare il colletto (la parte dove inizia il fusto) alla giusta altezza, cioè ne troppo basso ne troppo alto rispetto al livello del terreno circostante. Il periodo migliore per effettuare il trapianto è l'autunno perché è il periodo dell'anno che assicura maggiore stabilità per quanto riguarda temperatura e disponibilità idrica. In autunno infatti le temperature sono stabili e le piogge frequenti ma soprattutto gli sbalzi termici ed i fenomeni improvvisi (gelate, temporali, grandinate) sono meno probabili. Le consigliamo vivamente la seconda metà di settembre come periodo ideale per effettuare il trapianto, in modo tale che la pianta abbia un po' di tempo per insediasri nel nuovo terreno e prepararsi al successivo inverno.

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Domande frequenti

  • È possibile trapiantare alberi da frutta di 15 anni?
    Sì, il trapianto è assolutamente possibile anche per piante di circa quindici anni, purché siano sane. L'articolo specifica che, sebbene le probabilità di successo diminuiscano con l'età della pianta, i 15 anni rappresentano un'età ancora accettabile. Le piante indicate, come peschi, pruni e fichi, dovrebbero reagire bene all'operazione se vengono seguiti accuratamente gli accorgimenti tecnici necessari per minimizzare lo stress radicale e garantire un corretto attecchimento nel nuovo ambiente.
  • Qual è il periodo migliore per effettuare il trapianto?
    Il periodo ideale indicato è l'autunno, specificamente la seconda metà di settembre. Questa finestra temporale offre la massima stabilità grazie a temperature miti e frequenti piogge, riducendo il rischio di sbalzi termici improvvisi come gelate o grandinate. Trapiantare in questo momento permette alle radici di iniziare a insediarsi nel nuovo terreno prima dell'inverno, favorendo una ripresa vegetativa più rapida e sana nella stagione successiva.
  • Come bisogna scavare per non danneggiare le radici?
    Per massimizzare il successo del trapianto, è fondamentale ridurre al minimo la rottura delle radici. Durante lo scavo, si consiglia di lavorare lontano dal tronco principale e di procedere in profondità prima di avvicinarsi al centro. Questo metodo preserva gli apici radicali, ovvero le piccole radici attive responsabili dell'assorbimento di acqua e nutrienti. Mantenere intatta questa zona vitale riduce drasticamente lo stress fisiologico per la pianta e aumenta le sue chances di sopravvivenza.
  • A che profondità va interrata la pianta nel nuovo sito?
    Al momento del posizionamento e dell'interramento, è cruciale rispettare l'altezza corretta del colletto, che è la zona di transizione tra radice e fusto. Il colletto non deve essere né troppo basso né troppo alto rispetto al livello del suolo circostante. Posizionarlo correttamente evita problemi di marciume o secchezza del collo, garantendo che la pianta sia stabilizzata adeguatamente e possa sviluppare un apparato radicale sano nel nuovo substrato.