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ippocastano

In questo articolo si parla dell'ippocastano, delle sue caratteristiche fisiche, la bellezza del suo portamento, foglie, fiori e frutti. Si danno consigli sulle tecniche di coltivazione, concimazione, annaffiatura ed esposizione al sole. Si informa infine sui parassiti più pericolosi e sull'utilizzo dell'albero

di Redazione

03 agosto 2010

L'ippocastano

L'ippocastano, nome comune per Aesculus hippocastanum è un albero di estrema bellezza, appartenente alla famiglia delle Ippocastanacee E'originario dell'Europa orientale balcanica e nel nostro paese è particolarmente diffuso nelle regioni continentali, specialmente in ambiente pedemontano o collinare. Si può trovare fino a mille metri di quota. Particolarmente apprezzata a livello estetico è la sua ricca e spettacolare fioritura. L'ippocastano, infatti, è uno dei pochi alberi alti e rustici diffusi in luoghi a clima nordico, che presenta fiori grandi e vigorosi, capaci di armonizzarsi con estrema eleganza alla propria statura. Data la sua grandezza, è facilmente comprensibile il fatto che l'ippocastano abbia bisogno di un ampio spazio che gli consenta di espandere al meglio la propria chioma. Consigliabile, quindi, piantarlo a distanza per poterne ammirare la grandiosità. L'ippocastano cresce con rapidità e in breve raggiunge grandi misure arrivando anche a trenta metri circa di altezza: è un albero dalla lunga vita. Presenta radici molto grosse con una sezione che ricordano la forma del cuore e che sono capaci di espandersi in profondità. La sua corteccia è di colore grigio-bruna ed è al punto corrugata da apparire squamosa.

Foglie, fiori, frutti

Le foglie dell'ippocastano hanno cinque foglioline di colore verde scuro, che durante la stagione autunnale volgono su tonalità giallo dorate. Foglie e fiori, si è detto, sono una delle caratteristiche più apprezzate di questo albero. All'apertura di un baldacchino di foglie di forte e intenso verde, dove ciascuna foglia ha la suddetta divisione in eleganti foglioline, corrisponde una quantità di fiori bianchi riuniti in pannocchie di colore rosa. Il frutto, invece, si presenta come una capsula spinosa contenente grossi semi. E' assai aimile alla castagna.

Coltivazione

L'ippocastano è un albero di poche necessità: cresce facilmente con portamento eretto e fiorisce di anno in anno. La sua coltivazione avviene per seme. Seminati nella stagione autunnale o messi in magazzino in condizioni di leggera umidità durante l'inverno, i semi germoglieranno in primavera. Per semina in un vivaio all'aperto, trascorsi due o anche tre anni di coltura, devono essere trapiantati e messi a dimora in modo definitivo.

Esposizione

L'albero predilige posizioni soleggiate, ma anche leggere ombreggiature. Raggiunta l'età adulta l'ippocastano sopporta con facilità il freddo, ambientandosi senza problemi anche in zone di pianura che presentano temperature variabili.

Terreno

Predilige terreni fertili, profondi e ben drenati ma accetta anche quelli calcarei. Maggiore intolleranza è invece rivolta a terreni compatti che presentino ristagni di acqua.

Concimazione

L'ippocastano non richiede una concimazione molto frequente: è consigliabile arricchire il trerreno sin dal momento dell'impianto e poi tornare a intervenire una volta passati due o tre anni o in autunno o in inverno, arricchendo il terreno con del concime organico.

Annaffiatura

E' consigliabile lasciare spesso il terreno aciutto, intervenendo soltanto ogni mese o anche 5 settimane. Nel caso in cui ci siano piogge diffuse o clima freddo si possono ridurre ancora le innaffiature.La quantità di acqua da utillizzare è di uno o due secchi di acqua. Più attenzione verso gli esemplari di giovane età, messi a dimora da poco tempo, perchè lo sviluppo delle radici nella pianta in età più adulta permette all'ippocastano di soddisfare la sua sete d'acqua solo grazie alle piogge.

Parassiti

Particolarmente pericolosa per la salute dell'ippocastano può essere la presenza di cocciniglie, responsabili di lasciare sul tronco e sui rami dell'albero assai fastidiose colonie. Nella stagione primaverile spesso fanno la loro comparsa delle macchie fogliari, piccole in partenza e di colore non pronunciato che però in poco tempo divengono assai più ampie e scure, causando l'essiccamento della foglia.

Utilizzo

Se in natura è diffusa la sua presenza in boschi misti, assieme ad aceri e ontani, il suo utilizzo trova grande apprezzamento come albero ornamentale, nei viali alberati delle strade ma anche nei parchi. Grazie all'ampiezza della sua chioma che garantisce una provvidenziale ombreggiamento, l'ippocastano è anche particolarmente adatto per i giardini. Oltre a ciò, è apprezzato in parchi e giardini anche per la sua rilevante bellezza estetica: l'abbondanza dei fiori, il bel colore giallo dorato delle foglie nel periodo autunnale, così come l'abbondanza dei tipici frutti, vicini alle castagne, producono un effetto visivo molto suggestivo. Per quanto riguarda l'utilizzo del legname, invece, questo non è affatto adatto per le piantagioni e non è di uso commerciale.

Altra specie

Particolarmente diffusa tra le specie di ippocastani è la tipologia rossa Aesculus Carnea. Questo albero non ha la grandezza del precedente, ma ha un colore molto avvolgente che fa risaltare ancora di più lo splendido fogliame. A causa della sostanziale differenze sia di forma che di vigore che esiste tra l'ippocastano bianco e il rosso è consiliabile non unire i due tipi i una combinazione formale, dal momento che entrambi non crescerebbero mai di pari passo.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali dell'ippocastano?
    L'ippocastano (Aesculus hippocastanum) è un albero deciduo originario dei Balcani, capace di raggiungere i 30 metri di altezza. Si distingue per la corteccia grigio-bruna e squamosa, le radici profonde a forma di cuore e le foglie composte da cinque foglioline verdi scuro che diventano gialle in autunno. La sua fioritura primaverile è spettacolare, con pannocchie di fiori bianchi sfumati di rosa. È un albero longevo, a crescita rapida, ideale per spazi ampi grazie alla sua chioma espansa.
  • Come si coltiva e quali cure richiede l'ippocastano?
    È un albero rustico e di facile coltivazione. Predilige esposizioni soleggiate ma tollera anche la mezz'ombra. Il terreno deve essere fertile, profondo e ben drenato; evita i ristagni idrici. Non necessita di irrigazioni frequenti: basterà annaffiare ogni 4-5 settimane, aumentando la frequenza solo per i giovani esemplari. La concimazione è minima, sufficiente apportare concime organico ogni due-tre anni in autunno o inverno.
  • Quando e come si seminano i semi di ippocastano?
    La moltiplicazione avviene per seme. I semi vanno seminati direttamente in autunno oppure conservati in condizioni di leggera umidità durante l'inverno per poi germinare in primavera. Se si inizia in vivaio, dopo due o tre anni di coltura le piantine dovranno essere trapiantate a dimora definitiva. Questa tecnica permette di ottenere piante robuste pronte per l'ambiente esterno.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono l'ippocastano?
    Il nemico principale è la cocciniglia, che forma fastidiose colonie su tronchi e rami. In primavera possono comparire macchie fogliari inizialmente piccole e chiare, che ingrandendosi diventano scure e causano l'essiccamento delle foglie. Nonostante questi attacchi, l'albero adulto mostra generalmente buona resistenza. Un corretto drenaggio del terreno aiuta a prevenire problemi radicali legati ai ristagni.
  • L'ippocastano è adatto per piccoli giardini privati?
    Generalmente no, a meno che non si disponga di ampi spazi. Essendo un albero che può superare i 30 metri e sviluppare un apparato radicale massiccio, richiede molta libertà di espansione. È ideale per viali alberati, parchi pubblici o giardini molto grandi dove possa fornire ombra senza soffocare altre piante. Per spazi ridotti, valutare alternative più compatte.

Scheda Tecnica

Aesculus hippocastanum

Nome scientificoAesculus hippocastanum
FamigliaIppocastanacee
Tipo di piantaAlbero deciduo alto fino a 30 m
OrigineEuropa orientale balcanica
EsposizioneSoleggiata o leggera ombra
Temperatura minimaResistente al freddo adulto
TerrenoFertile, profondo, ben drenato (anche calcareo)
IrrigazioneModerata, terreno preferibilmente asciutto
FiorituraPrimavera (pannocchie bianche/rosate)
AltezzaFino a 30 metri
ConcimazioneOrganica ogni 2-3 anni o in autunno/inverno
PotaturaNon richiesta, eventuale pulizia rami secchi
MoltiplicazionePer seme (autunno/inverno)
Malattie e parassitiCocciniglie, macchie fogliari primaverili
Difficoltà di coltivazioneBassa (albero rustico e facile)

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