Alberi carpino

Alberi

Carpino nero

Il carpino nero è una delle varietà più diffuse di questa specie: si tratta di una pianta di media altezza, con foglie piccole e una corteccia scura.

di Redazione

09 gennaio 2017

Caratteristiche principali

Con la parola Carpino si indica il genere Carpinus della famiglia delle Betullacee, che comprende circa una ventina di specie diffuse nelle regioni temperate e temperato-calde dell'Europa, dell'Asia centro-orientale e dell'America settentrionale. Esistono numerose varietà di questa specie, alcune maggiormente diffuse come il carpino nero. In Italia è diffuso nelle fasce medie collinari con un'esposizione mediamente soleggiata. Si tratta di una specie caratteristica della cosiddetta vegetazione illirica, tipica soprattutto della zona dei Laghi Lombardi e dell'Appennino centrale e settentrionale. Il carpino nero necessita di un'innaffiatura regolare soltanto quando il terreno è asciutto: per uno sviluppo della pianta in questi casi si consiglia di somministrare il liquido anche tre volte in pochi minuti, in modo che il terreno l'assorba più facilmente. Durante l'estate è bene irrorare spesso le foglie così da evitare infestazioni di ragni rossi.

Tecniche di coltivazione

Il carpino nero è una delle varietà più comuni e diffuse appartenenti alla medesima famiglia: si nome scientifico è Ostrya carpinifolia. Questa specie si caratterizza per avere foglie simili a quelle del carpino, su cui però si evidenziano in maniera molto più rilevante alla base le prime nervature. La chioma è più rada e il tronco è rivestito da una corteccia rosso-nerastra. I fiori sono riuniti in infiorescenze e i frutti sono protetti da brattee membranose, non lobate, a forma di vescicole giallastre saldate tra loro e riunite in spighe pendule. A settembre gli esemplari vengono seminati in vivaio e l'autunno successivo vengono trapiantate. Tuttavia la messa a dimora avviene solo dopo 3-4 anni; fino ad allora gli esemplari rimangono in vivaio. Nel caso si voglia avere dei filari è bene collocare le piante a 60 centimetri di distanza l'una dall'altra, mentre devono esserci almeno 40 centimetri di distanza tra le due fila. La potatura di un giovane carpino nero avviene a luglio: in questo caso si interviene leggermente e solo nel mese successivo si effettua una potatura più incisiva.

Il terreno, la concimazione e l'esposizione

Quando si decide di coltivare il carpino nero bisogna tenere a mente tre aspetti fondamentali, cioè il terreno, l'esposizione e la concimazione. Questa specie predilige un terreno calcareo e abbastanza profondo, tuttavia, essendo una varietà rustica, non necessita di suoli particolarmente fertili. Invece è molto sensibile a un livello troppo elevato di umidità e non attecchisce bene in terreni troppo compatti. Per favorire lo sviluppo del carpino nero bisogna effettuare una concimazione durante il riposo vegetativo, cioè nel periodo di tempo che va dalla primavera all'autunno. I prodotti migliori sono i concimi organici a lenta cessione con un alto contenuto di potassio e di fosforo. Il carpino nero si sviluppa meglio se ha un'esposizione soleggiata, con leggeri tratti d'ombra. Ha un buon adattamento sia ai climi caldi che a quelli montani.

Parassiti e malattie

Esistono alcune particolarità del carpino nero che bisogna tenere a mente: innanzitutto si tratta di una specie caratterizzata da un periodo vegetativo molto lungo. Inoltre necessita di un notevole apporto idrico, anche se le radici sono sensibili ai ristagni, predilige il terreno marnoso e calcareo, mentre non attecchisce in quelli con un contenuto argilloso troppo elevato. Il carpino nero può essere colpito da diverse patologie e agenti fungini, che provocano la carie del legno, il cancro dei rami, macchie fogliari, oidio e il cancro delle radici e del colletto. Inoltre è sensibile all'azione del rodilegno giallo e rosso, che causa erosioni del legno. Gli esemplari possono anche essere colpiti da vere e proprie infestazioni del ragno giallo oppure delle varie specie di afidi. Infine è possibile che le larve di lepidotteri attacchino le foglie.

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Domande frequenti

  • Qual è il nome scientifico corretto del carpino nero?
    Nonostante il nome comune comunemente associato al genere Carpinus, il testo specifica che il nome scientifico del carpino nero è Ostrya carpinifolia. Appartiene alla famiglia delle Betullacee ed è distinto dal carpino bianco per caratteristiche specifiche come la corteccia e la struttura delle foglie.
  • Come si effettua la potatura del carpino nero?
    La potatura sui giovani esemplari si divide in due interventi: una potatura leggera va eseguita a luglio, seguita da un intervento più incisivo nel mese successivo, agosto. È importante non eccedere con tagli drastici immediati per favorire una corretta formazione della chioma.
  • Che tipo di terreno preferisce il carpino nero?
    Predilige terreni calcarei, profondi e marnosi. Essendo una specie rustica, non richiede suoli particolarmente fertili. Attenzione: è molto sensibile ai ristagni idrici e non attecchisce bene in terreni troppo compatti o con eccessivo contenuto argilloso, che ne compromettono lo sviluppo radicale.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono il carpino nero?
    Può subire attacchi da rodilegno giallo e rosso (che erode il legno), ragni rossi/gialli, afidi e larve di lepidotteri sulle foglie. Patologicamente è soggetto a carie del legno, cancro dei rami e del colletto, oidio e macchie fogliari causate da funghi patogeni.
  • Come e quando si moltiplica il carpino nero?
    La moltiplicazione avviene per seme. La semina in vivaio si effettua a settembre; gli esemplari vengono trapiantati nell'autunno successivo e restano in vivaio per 3-4 anni prima della definitiva messa a dimora. Per filari, mantenere 60 cm tra le piante e 40 cm tra le file.

Scheda Tecnica

Ostrya carpinifolia

Nome scientificoOstrya carpinifolia
FamigliaBetulaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa, Asia centro-orientale, America settentrionale
EsposizioneSoleggiata con lieve ombra
TerrenoCalcereo, profondo, marnoso; evita ristagni e suoli troppo compatti/argillosi
IrrigazioneRegolare quando il terreno è asciutto; irrorare foglie in estate contro ragni rossi
FiorituraFiori riuniti in infiorescenze; frutti in spighe pendule a settembre
AltezzaMedia
ConcimazioneOrganica a lenta cessione ricca di potassio e fosforo, da primavera ad autunno
PotaturaLeggera a luglio, incisiva ad agosto sui giovani esemplari
MoltiplicazioneSemina in vivaio a settembre, trapianto autunno successivo, messa a dimora dopo 3-4 anni
Malattie e parassitiRodilegno giallo/rosso, ragno giallo, afidi, larve di lepidotteri, carie, cancro, oidio, macchie fogliari
Difficoltà di coltivazioneFacile (specie rustica)

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