Albero del paradiso o ailanto

Alberi

Albero del paradiso

L'albero del paradiso, noto anche con il nome di Alianto, è una pianta originaria dell'Australia e dell'Asia. Solitamente è utilizzata per adornare lunghe distese molto luminose.

di Redazione

27 settembre 2016

Albero del Paradiso

L’Ailanto, meglio noto come albero del paradiso, comprende circa dieci specie che raggiungono altezze massime di circa 25/30 metri. Originari dell’Australia settentrionale e dell’Asia, questi alberi, si sono poi diffusi negli Stati Uniti e nell’Europa. Hanno una chioma ricca di rami, un fusto eretto composto da una corteccia color castano che diventa grigia nella zona in cui si trovano i rami. Le foglie dal colore verde, sono ovali e possono raggiungere dimensioni massime comprese tra i 40 e i 50 centimetri circa. Le infiorescenze sono tipiche delle piante femmine e si sviluppano alla fine della primavera. Essi sono di colore giallo- verde e in estate sono sostituite da delle samare (frutti tipici di questa pianta) che rimangono sull’albero per qualche mese.

Esposizione e moltiplicazione

L’albero del Paradiso predilige spazi molto luminosi e aperti inoltre, essendo in grado di resistere all’inquinamento atmosferico, è impiegato per abbellire gli ambienti urbani. Inoltre è in grado di sopportare la calura estiva, il forte vento, la siccità e il freddo. Tuttavia, a causa dell’odore sgradevole emanato da foglie, corteccia, fiori e dalla profondità raggiunta dalle radici, questa pianta è considerata infestante, per cui poco consigliata per abbellire il giardino. La moltiplicazione dell’albero del paradiso è molto semplice da mettere in atto. Questa pianta può essere coltivata a dimora perché i semi hanno un’ottima germinabilità, anche se, è conveniente posizionare i semi in dei piccoli vasetti contenenti un terriccio drenato, fertile e composto per una parte da sabbia. È bene sapere che, questa pianta produce dei succhioni che possono essere recisi dalla pianta e fatti crescere in un terreno ricco di torba e sabbia (contenuti in parti uguali). Infine, si può praticare una propagazione per talea radicale o di ramo.

Concimazione Ailanto

La concimazione dell’albero del paradiso, come per tutte le altre tipologia di piante, deve avvenire prendendo qualche precauzione e acquistando i giusti prodotti presenti sul mercato. Si può utilizzare un fertilizzante liquido o in polvere. Se si trova in un clima mediterraneo durante la stagione estiva, occorre concimarlo ogni 8/10 giorni circa e preferibilmente con un prodotto a lenta cessione delle sostanze nutritive. La stessa pratica va effettuata se la pianta si trova in un clima continentale e alpino. È utile ricordare di fare attenzione nel dosaggio del concime, del tipo di prodotto che si decide di acquistare e di tenere sempre bene a mente che le radici dell’albero del paradiso, tendono a scendere molto in profondità, rischiando di danneggiare l’ambiente circostante.

Ailanto o Albero del Paradiso

Albero del paradiso o Ailanto è una delle poche specie di piante che non rischia di essere infestata da malattie o attaccata da parassiti che porterebbero alla morte degli alberi. Nonostante in alcune regioni sia classificata come pianta infestante, è bene sapere che ci sono innumerevoli modi di utilizzare l’Ailanto. E' possibile trovare un buon miele, ottenuto da quest'albero. Presso le erboristerie è possibile trovare un decotto utilizzato come astringente intestinale. Mentre in Oriente, la corteccia è usata per curare palpitazioni, asma, disturbi gastrointestinali e tosse. Tutto ciò perché l’albero del paradiso è ricco di glucosidi, saponine, resine, olio essenziale, mucillagini e tannini. È sempre utile ricordare che, se non si conoscono le dosi e non si conoscono le regole basi erboriste, è bene non improvvisare decotti o miscele varie.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Perché l'Ailanto è considerato problematico nei giardini privati?
    L'Ailanto, o Albero del paradiso, è spesso classificato come infestante a causa della sua aggressività vegetativa. Produce numerosi succhioni radicali che possono invadere aree limitrofe e disturbare pavimentazioni o altre colture. Inoltre, le sue radici profonde e invasive potrebbero danneggiare tubature o fondazioni. Un altro aspetto negativo è l'odore sgradevole emanato da foglie, corteccia e fiori, specialmente quando vengono schiacciati o decomposti. Per questi motivi, nonostante la sua resistenza, è generalmente sconsigliato per giardini residenziali di piccole dimensioni.
  • Come si propaga correttamente l'Ailanto?
    La moltiplicazione dell'Ailanto è molto semplice grazie all'elevata germinabilità dei semi. Il metodo più controllato prevede la semina in vasetti con terriccio drenato e sabbioso. In alternativa, si possono prelevare i succhioni (polloni) prodotti dalla pianta madre e radicarli in un substrato misto a torba e sabbia in parti uguali. È possibile anche effettuare talee radicali o talee di ramo. Data la sua capacità di rigenerarsi rapidamente, questa pianta si adatta facilmente a diversi metodi di propagazione vegetativa e sessuale.
  • Quali sono le proprietà medicinali tradizionali dell'Ailanto?
    In ambito erboristico, l'Ailanto è ricco di principi attivi come glucosidi, saponine, resine, oli essenziali, mucillagini e tannini. In Oriente, la corteccia viene tradizionalmente utilizzata per trattare palpitazioni, asma, disturbi gastrointestinali e tosse. In Occidente, presso alcune erboristerie, si trova un decotto a base di Ailanto usato principalmente come astringente intestinale. Tuttavia, l'uso interno richiede cautela: è fondamentale conoscere le dosi esatte e le regole base di fitoterapia per evitare effetti collaterali o intossicazioni.
  • L'Ailanto produce miele? È commestibile?
    Sì, l'Ailanto produce nettare e polline sufficienti a generare un miele specifico, talvolta definito 'miele di Ailanto'. Questo miele è reperibile in commercio, spesso associato alle zone dove l'albero è diffuso. Sebbene il miele sia un prodotto alimentare, la pianta in sé non è comunemente consumata come verdura o frutta. I suoi frutti (samare) e le foglie non rientrano nelle abitudini alimentari umane standard. L'utilizzo principale rimane ornamentale (con riserva) o industriale/erboristico, mentre il miele rappresenta una delle poche applicazioni alimentari dirette derivate dai fiori.
  • Quanto resiste l'Ailanto al freddo e allo stress ambientale?
    L'Ailanto è noto per la sua eccezionale robustezza e adattabilità. Sopporta tranquillamente la calura estiva intensa, forti venti e lunghi periodi di siccità una volta stabilito. Riguardo al freddo, mostra una buona resistenza alle basse temperature, riuscendo a sopravvivere in climi continentali e persino alpini, tollerando gelate significative. Inoltre, possiede una notevole tolleranza all'inquinamento atmosferico, motivo per cui è stato storicamente impiegato per il verde urbano e la riqualificazione di aree industriali o degradate, pur rimanendo controverso per la sua invasività.

Scheda Tecnica

FamigliaSapindaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia e Australia settentrionale
EsposizionePieno sole, tollerante ombra leggera
TerrenoQualsiasi, ben drenato, fertile
IrrigazioneModerata, tollera la siccità
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza25-30 metri
ConcimazioneFertilizzante liquido o granulare a lenta cessione in estate
PotaturaNon necessaria, controllare succhioni radicali
MoltiplicazioneSemi, talea radicale o di ramo, polloni
Malattie e parassitiGeneralmente resistente a malattie e parassiti
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche