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In questa pagina, tutto quello che bisogna sapere sull'uso e sui canali di produzione dei fertilizzanti: quali sono e quali scegliere

di Redazione

18 giugno 2013

Produzione fertilizzanti

I fertilizzanti sono dei prodotti usati in agricoltura e giardinaggio per migliorare le proprietà del terreno e per nutrire le piante. A differenza dei concimi, usati solo per nutrire le piante e il suolo, i fertilizzanti servono anche a correggere eventuali difetti del terreno e a migliorarne le proprietà chimico-fisiche. I fertilizzanti, infatti, per le loro infinite proprietà, si dividono in ammendanti, correttivi e concimi. Questi ultimi, dunque, sono ricompresi sempre nella classificazione dei fertilizzanti, ma ne rappresentano solo una parte. Il fertilizzante con effetti ammendanti serve a restituire al terreno le sostanze perse durante la raccolta delle colture o per effetto del dilavamento e di altri agenti esterni, o per l’uso di concimi chimici. Il fertilizzante correttivo migliora le proprietà del suolo modificando alcune caratteristiche chimico-fisiche indispensabili al sano sviluppo delle colture. Un fertilizzante correttivo può ad esempio alzare o abbassare il ph del terreno, cioè può renderlo acido, basico o neutro. Per fruire delle utilissime proprietà del fertilizzanti, bisogna averne qualcuno a disposizione e generalmente bisogna acquistarlo. I fertilizzanti, infatti, vengono prodotti dalle aziende produttrici di concimi.

Tipologie

Come i concimi, anche i fertilizzanti possono essere chimici ed organici e con formulazioni liquide o in polvere. Più raro è trovare fertilizzanti in granuli. Questa formulazione è, infatti, preferita per i concimi, cioè per quei prodotti che servono a nutrire le piante. I fertilizzanti chimici sono facili da reperire e da usare, ma oggi, grazie ai progressi della scienza e del commercio, è facile trovare anche degli ottimi fertilizzanti organici venduti nelle stesse formulazioni dei concimi chimici. In questo caso, la differenza tra l’organico e il chimico potrebbe essere molto labile, ma per essere certi di aver acquistato un buon fertilizzante organico basta accertarsi che sia stato prodotto con metodi di lavorazione manuale o meccanica, ma senza utilizzo o aggiunta di sostanze chimiche. In genere, la dicitura del fertilizzante è riportata sulla confezione di acquisto, dove sono contenute anche ulteriori informazioni sul produttore e sulle certificazioni rilasciate a conferma della qualità dello stesso fertilizzante. Un fertilizzante organico con un ottimo potere ammendante è il letame, meglio se maturo ed essiccato da almeno 12 mesi. Questo fertilizzante si usa spesso nella concimazione di fondo e preimpianto, cioè prima della semina delle colture. Il letame ha, infatti, la proprietà di rilasciare lentamente tutte le sostanze nutritive di cui il terreno è carente e di cui la pianta si nutrirà dalla fase della semina fino al suo primo sviluppo.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra fertilizzante e concime?
    Il termine 'concime' si riferisce specificamente ai prodotti utilizzati esclusivamente per nutrire le piante e arricchire il suolo di elementi essenziali. Al contrario, il 'fertilizzante' è un concetto più ampio che include non solo i concimi, ma anche gli ammendanti e i correttivi. Mentre il concime fornisce nutrimento diretto, il fertilizzante può avere lo scopo di correggere le proprietà chimico-fisiche del terreno, come il pH, o di restituire sostanza organica persa, migliorando quindi la struttura complessiva del suolo oltre alla semplice alimentazione.
  • Cosa sono i fertilizzanti ammendanti e quando si usano?
    I fertilizzanti ammendanti hanno la funzione di migliorare la struttura fisica del terreno e restituirgli le sostanze perse a causa del dilavamento, delle raccolte precedenti o dell'uso di prodotti chimici. Il classico esempio è il letame maturo, utilizzato spesso in concimazione di fondo o preimpianto. La sua azione principale è quella di rilasciare lentamente le sostanze nutritive, garantendo una disponibilità graduale per la pianta fin dalla fase di semina, mentre contemporaneamente migliora la capacità del suolo di trattenere acqua e nutrienti.
  • A cosa servono i fertilizzanti correttivi?
    I fertilizzanti correttivi intervengono modificando le caratteristiche chimico-fisiche del suolo per renderlo adatto allo sviluppo delle colture. L'applicazione più comune riguarda la regolazione del pH: questi prodotti possono essere utilizzati per alzare l'acidità (rendendo il terreno più basico/alcalino) o per abbassarla (rendendolo più acido), a seconda delle esigenze specifiche della pianta coltivata. Correggere il pH è fondamentale perché garantisce che i nutrienti presenti nel terreno siano effettivamente assorbibili dalle radici delle piante.
  • Come distinguere un fertilizzante organico di qualità da uno chimico?
    Per identificare un fertilizzante organico autentico, è necessario verificare che sia stato prodotto mediante lavorazioni manuali o meccaniche, senza l'utilizzo o l'aggiunta di sostanze chimiche sintetiche. Oggi la distinzione può essere labile poiché esistono formulazioni simili, ma la chiave risiede nei processi produttivi e nelle certificazioni riportate sulla confezione. Leggere attentamente l'etichetta permette di confermare la natura del prodotto e assicurarsi che derivi da fonti naturali, come il letame maturo, piuttosto che da sintesi industriale.
  • In quali formulazioni si trovano comunemente i fertilizzanti?
    I fertilizzanti sono disponibili principalmente in due forme: liquida e polvere. Esiste anche la formulazione in granuli, ma è meno comune rispetto ai concimi tradizionali. Entrambe le tipologie, organiche e chimiche, possono presentarsi in queste forme. La scelta dipende spesso dalle modalità di applicazione desiderate e dalle caratteristiche specifiche del prodotto. È importante notare che, nonostante la diversa forma fisica, la efficacia dipende dalla corretta applicazione e dal rispetto delle dosi indicate per evitare danni alle piante o al suolo.

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