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Nuovo approfondimento dedicato ai fertilizzanti npk: cosa sono, come sono composti, che tipo di formulazioni hanno e come si usano

di Redazione

06 giugno 2013

Npk fertilizzante

I fertilizzanti rivestono un ruolo fondamentale in agricoltura e giardinaggio. Sebbene le piante spontanee non necessitino di fertilizzanti, quelle coltivate per motivi estetici e produttivi ne hanno un gran bisogno. Una pianta spontanea, infatti, cresce in un suolo e in un clima ideale, quella coltivata su piccola o grande scala viene in un certo senso “obbligata” ad adattarsi a condizioni a volte completamente diverse da quelle naturali. In questo caso, l’impianto e lo sviluppo vegetativo vanno supportati da un adeguato processo di nutrizione. Il nutrimento proviene dai fertilizzanti, ovvero da composti che somministrati alle piante o al terreno forniscono alle piante tutte le sostanze di cui hanno bisogno. I nutrienti essenziali per le piante sono l’azoto, il fosforo e il potassio. Per la loro importanza nutrizionale, questi composti vengono detti anche macronutrienti o macroelementi. La loro somministrazione avviene tramite dei fertilizzanti di origine naturale o chimica. Per rafforzare il metabolismo della pianta, l’apporto di azoto, fosforo e potassio deve essere altamente bilanciato. Questo bilanciamento si trova solitamente nei cosiddetti fertilizzanti npk, prodotti che con la sigla appena indicata specificano proprio la quantità di azoto( n), fosforo ( p) e potassio ( k) in essi contenuta. La quantità di macroelementi si chiama “titolo” e viene indicata da un numero intero. Quindi, i fertilizzanti npk 10-10-10 indicano che il concime ha la stessa quantità di azoto, di fosforo e di potassio. Questo, però, solo all’apparenza, perché in realtà, la quantità indicata nella confezione del prodotto potrebbe differire lievemente o anche notevolmente da quella indicata. L’inghippo sta in una legge che consente di indicare nel fertilizzante la quantità complessiva di anidride fosforica e di ossido di potassio. Scomponendo le molecole di questi composti chimici, la frazione libera di fosforo e di potassio sarà ancora più bassa di quella indicata. Per stabilire la corretta composizione di un fertilizzante npk, basta moltiplicare rispettivamente il titolo del fosforo e del potassio per 0,43 e 0,83.

Usi

I fertilizzanti npk sono ampiamente usati nella concimazione di tantissime specie vegetali. Esistono fertilizzanti npk liquidi, in polvere solubile e in granuli a lenta cessione. Le varie formulazioni si possono usare in diverse fasi di vita delle piante: dall’impianto, alla concimazione periodica autunnale o primaverile. Per colture arboree, alberi da frutto, vite e agrumi si possono usare anche dei concimi npk organominerali. Si tratta di concimi chimici arricchiti con sostanze organiche e formulati in pellet.

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Domande frequenti

  • Cosa significano i numeri sulla confezione di un fertilizzante NPK?
    I tre numeri indicano la percentuale in peso di Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) presenti nel prodotto. Ad esempio, un titolo 10-10-10 contiene il 10% di ciascun elemento. Tuttavia, questa è una lettura approssimativa: la normativa permette di dichiarare l'anidride fosforica e l'ossido di potassio invece degli elementi puri. Di conseguenza, la quantità effettiva di fosforo e potassio assimilabile dalla pianta è inferiore a quanto indicato dal secondo e terzo numero.
  • Come calcolare la reale quantità di fosforo e potassio in un concime?
    Per ottenere il contenuto effettivo di questi nutrienti, bisogna applicare specifici fattori di conversione ai valori indicati in etichetta. Moltiplica il valore del fosforo (P) per 0,43 per ottenere il fosforo elementare. Moltiplica il valore del potassio (K) per 0,83 per ottenere il potassio elementare. Questi calcoli sono necessari perché i fertilizzanti spesso riportano gli ossidi chimici anziché gli elementi puri, fornendo così una stima più accurata della nutrizione effettiva offerta alla pianta.
  • Quali sono le diverse formulazioni disponibili per i fertilizzanti NPK?
    I fertilizzanti NPK si presentano principalmente in tre forme: liquidi, polveri solubili e granuli a lenta cessione. Quelli liquidi e in polvere sono ideali per assorbimenti rapidi durante le fasi di crescita attiva. I granuli a lenta cessione rilasciano i nutrienti gradualmente nel tempo, riducendo la frequenza di applicazione. Esistono inoltre formulazioni organominerali, specialmente sotto forma di pellet, che combinano principi chimici con sostanze organiche per migliorare la struttura del suolo.
  • Quando è il momento giusto per utilizzare i fertilizzanti NPK?
    L'applicazione dipende dalla fase fenologica della pianta e dalla tipologia di concime. In generale, si interviene durante la messa a dimora (impianto), in primavera per stimolare la ripresa vegetativa e in autunno per preparare la pianta allo stasi invernale. Le formulazioni a lento rilascio sono particolarmente utili per coprire lunghi periodi, mentre quelle liquide richiedono applicazioni più frequenti ma immediate. È fondamentale seguire le indicazioni specifiche per ogni specie coltivata.
  • Chi ha bisogno di fertilizzanti NPK e chi no?
    Le piante spontanee, crescenti in ambienti naturali equilibrati, generalmente non necessitano di integrazione nutritiva esterna poiché il suolo fornisce già tutto ciò che serve. Al contrario, le piante coltivate in vaso, in orto o in giardino subiscono stress ambientali diversi da quelli naturali e perdono nutrienti con il raccolto o il lavaggio del terreno. Pertanto, le specie coltivate richiedono un apporto esterno di NPK per mantenere salute, fioritura e produzione ottimali.