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concime

Fertilizzante organico

In questa pagina, informazioni sulle caratteristiche e sull'uso dei fertilizzanti di tipo organico.

di Redazione

11 gennaio 2013

Introduzione

I fertilizzanti sono delle sostanze che servono a nutrire sia il suolo che le piante. In tal senso il termine coincide con quello di “concime”, anche se nei fertilizzanti possono rientrare diversi tipi di sostanze con effetti correttivi e ammendanti delle composizione chimico fisica del suolo. La principali distinzione dei fertilizzanti è tra organici e minerali o chimici. I primi sono ricavati esclusivamente dalla decomposizione di materia organica, mentre i secondi, da composti chimici di derivazione industriale. I fertilizzanti organici sono oggi molto ricercati in agricoltura e nel giardinaggio, per via del loro basso o nullo impatto ambientale e della loro salubrità sulle piante e sulla qualità del terreno. I fertilizzanti organici si possono ottenere anche dalla macerazione, triturazione e lavorazione manuale di determinati composti organici. In ogni caso, la classificazione di fertilizzante organico rimane invariata, sia per quello esistente in natura che per quello lavorato. Per essere definito “organico” basta che il fertilizzante sia ricavato e ottenuto da sostanze organiche presenti in natura.

Proprietà

Il fertilizzante organico, come detto al precedente paragrafo, deriva dalla decomposizione naturale o dalla lavorazione di materia organica. Fanno parte dei fertilizzanti organici, il compost, l’humus, le alghe, il guano ( escrementi di uccelli marini), la torba, gli acidi umidi e il concime naturale ( letame o stallatico e pellet). I fertilizzanti organici possiedono una concentrazione di principi nutritivi inferiore rispetto a quelli chimici, ma con il vantaggio di una maggiore e lenta penetrazione all’interno del terreno, penetrazione che consente di mantenere un buon equilibrio nutrizionale del suolo e delle piante. In tal senso il fertilizzante organico si può definire un concime a lenta cessione. La combinazione dei vari elementi nutritivi e correttivi esplica anche un’ottima azione ammendante delle proprietà fisico chimiche del terreno, evitando l’inquinamento da concimi chimici e gli accumuli di depositi idrici. Il fertilizzante organico possiede, infatti, la proprietà di ridurre gli eccessi idrici nel suolo e nelle radici delle piante, mantenendo sempre il giusto grado di umidità adatto alla sana crescita vegetale.

Vantaggi

Il fertilizzante organico è certamente più vantaggioso di quello chimico, ma non in termini di costi, quanto in quelli di rispetto e di salubrità dell’ambiente. Il fertilizzante organico evita gli eccessi di concimazione nel terreno ed il conseguente inquinamento. Ma non solo: rinforzando la struttura del suolo, si rinforzano anche le piante, evitando il conseguente depauperamento delle sostanze nutritive e la successiva desertificazione delle aree coltivate. Il fertilizzante organico può essere anche più economico rispetto a quello chimico, specie se si usano prodotti facilmente reperibili in loco. Ormai, i negozi specializzati propongono anche la vendita, a prezzi accessibili, di fertilizzanti naturali. Se si hanno tempo e pazienza, dei buoni fertilizzanti naturali si possono creare anche con il metodo del fai da te. E’ il caso del compost, ad esempio, che si ottiene dalla decomposizione e dalla fermentazione dei rifiuti organici. Resti di piante, bucce di frutta e simili, possono essere decomposti in buche scavate nel terreno o un contenitori chiamati “compostiere”. Il tempo di compostaggio domestico è più lungo di quello industriale, ma alla fine si otterrà un buon terriccio naturale adatto alla coltivazione delle piante in vaso.

Svantaggi

Il fertilizzante naturale presenta degli svantaggi in caso di coltivazione su larga scala. Spesso, per esigenze commerciali, è difficile rispettare i tempi di concimazione dati dal fertilizzante organico. Ecco perché, sovente, la fertilizzazione organica viene abbinata a quella chimica. Negli impianti su larga scala, inoltre, l’eventuale trasporto del fertilizzante organico sarebbe più costoso di quello chimico. L’unico svantaggio della concimazione organica in ambito domestico è rappresentato solo dal rischio che il fertilizzante usato sia infetto da germi e batteri in grado di attaccare le piante. Questo rischio si evita usando fertilizzanti organici sottoposti al compostaggio.

Dove comprare e costi

Il fertilizzante organico si può ricavare direttamente in casa o in giardino, usando gli scarti vegetali e altri resti di rifiuti organici. Se si ha la passione per la natura e si abita nei pressi di un bosco, si può anche riuscire a reperire della torba, la quale, come già detto, rientra a pieno titolo nella classificazione di fertilizzante organico. In caso di difficoltà di reperimento, i fertilizzanti organici si possono comprare nei negozi per agricoltura e giardinaggio e negli e-commerce. I prezzi di questi prodotti sono ormai abbastanza accessibili. Il prezzo dei fertilizzanti organici si aggira tra i sei euro delle confezioni da mezzo litro ai dodici euro di quelle da un litro. Fertilizzanti organici da cinque litri possono costare anche sessanta euro. Questi prodotti sono esclusivamente a base di sostanze naturali o organiche, come le alghe e il guano. La formulazione dei fertilizzanti organici in commercio è prevalentemente liquida.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra fertilizzanti organici e chimici?
    La differenza fondamentale risiede nell'origine e nella velocità di assorbimento. I fertilizzanti organici derivano dalla decomposizione di materia organica naturale (come compost, letame, alghe) e agiscono come concimi a lenta cessione, migliorando nel tempo la struttura fisica e chimica del suolo. Al contrario, quelli chimici sono composti industriali sintetici con concentrazioni di nutrienti più elevate ma disponibili immediatamente. Gli organici offrono vantaggi ambientali superiori, riducendo il rischio di inquinamento e accumulo di sali nel terreno, garantendo una nutrizione più equilibrata e duratura per le piante.
  • Come si produce il compost domestico per uso come fertilizzante?
    Il compost domestico si ottiene raccogliendo rifiuti organici di cucina (bucce di frutta, avanzi vegetali) e di giardino (foglie secche, piccoli rametti). Questi materiali vanno inseriti in una compostiera o in una buca scavata nel terreno. Attraverso processi di decomposizione e fermentazione controllata, i rifiuti si trasformano in un humus ricco di nutrienti. È importante mescolare correttamente i materiali e mantenere un'adeguata umidità. Sebbene il processo richieda più tempo rispetto alla produzione industriale, il risultato finale è un eccellente terriccio naturale, privo di sostanze nocive, ideale per la concimazione di piante in vaso e orti domestici.
  • Quali sono i principali svantaggi dell'utilizzo di fertilizzanti organici?
    Gli svantaggi principali riguardano i tempi di intervento e i costi logistici. Essendo a lenta cessione, richiedono tempi di applicazione più lunghi rispetto ai fertilizzanti chimici, il che li rende meno adatti alle esigenze immediate di grandi coltivazioni commerciali. Inoltre, il trasporto su larga scala può risultare economicamente più oneroso. Un altro rischio potenziale, evitabile tramite un corretto compostaggio, è la presenza di germi o batteri patogeni nei materiali grezzi. Infine, spesso i fertilizzanti organici hanno concentrazioni nutrizionali inferiori rispetto agli equivalenti chimici, necessitando di volumi maggiori per ottenere lo stesso effetto nutritivo immediato.
  • Dove è possibile acquistare i fertilizzanti organici e quali sono i costi indicativi?
    È possibile reperire questi prodotti in negozi specializzati di giardinaggio, centri agrari e piattaforme e-commerce. I prezzi variano in base al formato e alla tipologia specifica (es. alghe, guano). Indicativamente, le confezioni piccole da mezzo litro costano intorno ai sei euro, mentre quelle da un litro possono arrivare a dodici euro. Formati più grandi, come quelli da cinque litri, possono raggiungere prezzi fino a sessanta euro. La formulazione commerciale è prevalentemente liquida. Tuttavia, un'alternativa economica e sostenibile è prodursi autonomamente il compost utilizzando gli scarti vegetali domestici e di giardino.