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Concime olivo

Suggerimenti per concimare l'olivo al fine di ottenere una buona qualità dei frutti e migliorare la salute dell'albero.

di Redazione

30 luglio 2012

Concime olivo

L’olivo è un albero da frutto sempreverde, originario del Caucaso, regione a metà tra Europa ed Oriente. La pianta è probabilmente originaria delle aree mediterranee, ma se così non fosse, nel corso dei secoli si è saputa adattare molto bene alle specifiche caratteristiche del clima e dei terreni mediterranei. Dell’olivo, detto anche “ulivo”, esistono circa trenta generi e circa seicento specie. L’olivo appartiene alla famiglia delle olaceae. Quello di origine europea, coltivato nelle nostre aree mediterranee è botanicamente chiamato Olea europea sativa. Questa pianta presenta un apparato radicale piuttosto robusto, vigoroso e capace di assorbire le sostanze nutritive del terreno anche in suoli profondi e non proprio “malleabili”. Tuttavia, per una corretta e sana crescita della pianta, non si può escludere il ricorso a una concimazione che possa fornire all’albero i nutrienti essenziali che potrebbero venire a mancare a causa di avversità, condizioni climatiche difficili o terreni poco adatti.

Perché concimare l’olivo

La concimazione dell’olivo, come accennato al precedente paragrafo, dovrà adattarsi alle condizioni climatiche e del terreno su cui l’albero viene coltivato. I criteri di concimazione e la tipologia di fertilizzante da scegliere non presentano alcuna differenza, sia per l’olivo di produzione che per quello ornamentale coltivato in giardino. La distribuzione del concime non potrà nemmeno essere fatta a casaccio, perché eccessi o carenze di sostanze nutritive potrebbero compromettere la sana crescita dell’albero. Non si possono nemmeno usare criteri standard di concimazione, perché ogni albero risponde diversamente sulla base del clima e del terreno su cui viene coltivato. Solamente l’esperienza e il controllo delle varie fasi di crescita dell’albero potranno darci “il segnale” della giusta concimazione da attuare. Solo controllando attentamente la fase di allegazione ( fruttificazione) e la mignolatura ( fase di fioritura) dell’olivo ci si potrà rendere conto di eventuali errori di concimazione. Il concime serve, però, anche ad ottenere una buona fruttificazione dell’albero, a migliorare la quantità e la qualità delle olive e ad avere un’altrettanto sana fioritura. Anche se decidere a priori la concimazione ideale dell’olivo può sembrare una scelta molto complicata, esistono alcune regole standard da applicare proprio per quanto riguarda la fertilizzazione della pianta.

Concime impianto olivo

L’olivo è una pianta che va concimata in tre periodi fondamentali del suo sviluppo: prima della messa a dimora, durante la sua crescita e al momento della produzione. La prima fase, detta concimazione di fondo, permette di rendere il terreno adatto ad ospitare l’albero che vi verrà coltivato. Il terreno per la messa a dimora dell’olivo va fertilizzato con concimi organici, meglio se con letame maturo. In alternativa si possono usare altri fertilizzanti organici, da integrare però con altre sostanze non contenenti troppo azoto. La concimazione di fondo si effettua in primavera, su un terreno abbastanza compatto. Il letame consentirà alle radici dell’olivo di disporre di sostanze nutrienti di riserva non appena inizieranno a svilupparsi. La dose ideale di fertilizzante per la concimazione di fondo è di 40, 50 tonnellate per ettaro. Il terreno andrà poi lavorato e scavato. Gli scavi saranno più profondi nei suoli più compatti.

Concime allevamento olivo

La concimazione di allevamento dell’olivo consiste nel somministrare concimi specifici alla pianta giovane, nei tre, quattro anni successivi alla messa a dimora. Questa concimazione deve puntare a velocizzare e rafforzare l’apparato radicale della pianta. La quantità di concime da somministrare dipenderà dalle dimensioni raggiunte dalla pianta e dal tipo di terreno. Le radici crescono molto velocemente nei suoli di media compattezza, mentre rallentano in quelli più argillosi. Il concime di allevamento sarà composto essenzialmente da azoto, che in base al tipo di terreno su cui la pianta è coltivata, non dovrà essere somministrato in eccesso. Per i primi tre anni, la dose media di concime azotato per l’olivo può oscillare da cento a duecento grammi per pianta, ogni anno, da somministrare in due fasi: dall’inizio della ripresa vegetativa ( germoglio della pianta) alla fine della fioritura. Queste sono le fasi in cui la pianta assorbe più azoto. I 2/3 dei nutrienti vanno somministrati all’inizio della ripresa vegetativa, mentre la restante parte di 1/3 andrà distribuita dopo la fioritura. In questa fase si usano concimi chimici, tra cui urea, nitrato di potassio e nitrato di calcio. Nella scelta dei concimi minerali bisognerà fare attenzione alla composizione chimico fisica del terreno, ricorrendo magari all’analisi di un tecnico specializzato.

Concime produzione olivo

La produzione dell’olivo coincide con la fruttificazione della pianta. Anche in questa fase non si può fare a meno della concimazione azotata, ricordando sempre di non eccedere. La concimazione di produzione si può effettuare in un’unica fase ( a primavera) o in tre fasi (autunno, fine inverno e primavera), prevedendo massimo ottanta chili per ettaro di azoto (N), 60 kg per ettaro di concime fosfatico e tra sessanta e massimo cento chili per ettaro di fertilizzante potassico.I concimi a base di fosforo e potassio, in caso di concimazione in tre fasi, possono essere somministrati in autunno, mentre quelli azotati, a fine inverno ed a primavera. Durante la concimazione dell’olivo si possono somministrare anche microelementi, quali calcio, boro e magnesio. Il calcio non va somministrato in terreni già ricchi di questa sostanza. Questi terreni vanno “corretti” con concimazioni ferriche. Il boro va somministrato sulle foglie, prima della fioritura, in modo da ottenere una buona fruttificazione. Anche gli altri microelementi si somministrano su base fogliare ricorrendo alla fertirrigazione.

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Domande frequenti

  • Quando e come si effettua la concimazione di fondo per un nuovo oliveto?
    La concimazione di fondo si esegue in primavera, prima della messa a dimora, su terreno compatto. Lo scopo è preparare il suolo utilizzando concimi organici, idealmente letame maturo, integrati con sostanze povere di azoto. La dose indicata è di 40-50 tonnellate per ettaro. Dopo la distribuzione, il terreno deve essere lavorato e scavato, rendendo gli scavi più profondi nei suoli compatti. Questo garantisce alle radici giovani riserve nutrizionali immediate per lo sviluppo iniziale.
  • Quanto azoto somministrare a un olivo giovane durante la fase di allevamento?
    Durante i primi tre-quattro anni, la dose media di concime azotato varia tra 100 e 200 grammi per pianta annualmente. Va suddivisa in due interventi: i due terzi all'inizio della ripresa vegetativa (emissione germogli) e il terzo rimanente dopo la fioritura. È fondamentale evitare eccessi di azoto, specialmente in terreni argillosi dove il drenaggio è lento, per non compromettere la struttura radicale.
  • Quali sono i dosaggi consigliati di N, P e K per la concimazione produttiva?
    Per la fase di produzione, i dosaggi massimi raccomandati sono: 80 kg/ettaro di Azoto (N), 60 kg/ettaro di Fosforo (P) e 60-100 kg/ettaro di Potassio (K). Se si opta per una somministrazione tripla (autunno, fine inverno, primavera), fosforo e potassio vanno dati in autunno, mentre l'azoto a fine inverno e primavera. Una singola somprimavera è anch'essa valida, ma richiede attenzione ai fabbisogni specifici.
  • Come e quando intervenire con i microelementi come Boro e Calcio?
    Il Boro va applicato sulle foglie prima della fioritura tramite irrorazione fogliare per favorire l'allegagione e la fruttificazione. Il Calcio non va somministrato se il terreno è già ricco di questa sostanza; in tali casi, si corregge eventualmente con concimazioni ferriche. Altri microelementi come Magnesio possono essere forniti via fertirrigazione o fogliare, sempre valutando l'analisi del suolo per evitare squilibri.

Scheda Tecnica

Olea europaea subsp. europaea var. sativa

Nome scientificoOlea europaea subsp. europaea var. sativa
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto sempreverde
OrigineMediterraneo / Caucaso
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, preferibilmente calcareo o medio-compattato
IrrigazioneModerata, resistente alla siccità una volta adulto
FiorituraPrimavera (maggio-giugno)
AltezzaFino a 8-10 metri
ConcimazioneOrganica in fase d'impianto; azotata in allevamento; N-P-K bilanciata in produzione
PotaturaLeggera, per mantenere forma e rimuovere rami secchi
MoltiplicazionePropaggine, innesto o talea
Malattie e parassitiMosca dell'olivo, rogna, verticilliosi, fumaggine
Difficoltà di coltivazioneFacile (piano terra/giardino)

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