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concimazione vigneto

Approfondimento dedicato alle principali tecniche di concimazione del vigneto: dalla fase di impianto fino a quella di produzione

di Redazione

15 aprile 2013

Concimazione vigneto

La vite è una pianta semplice da concimare. La sua utilità è essenzialmente produttiva più che ornamentale. La vite, infatti, è una specie rampicante che produce uva da tavola e da vino. La concimazione della vite, quindi, riguarda solitamente intere coltivazioni chiamate “vigneti”. Nei vigneti, le piante di vite sono disposte in filari ed è proprio a questi filari che vanno somministrati i concimi ed i fertilizzanti. Come anticipato all’inizio di questo paragrafo, la vite, e quindi il vigneto, è estremamente semplice da concimare. Questa semplicità deriva dalle specifiche caratteristiche del vigneto e dalla composizione chimico fisica del terreno. Prima di procedere alla concimazione bisogna, infatti, esaminare la condizione del terreno. La somministrazione dei concimi, ma anche la modalità di somministrazione dipenderà anzitutto dalle sostanze contenute nel terreno che dovrà ospitare il vigneto. L’apporto di macroelementi, ma anche di microelementi, dovrà di conseguenza essere calibrato in funzione della loro maggiore o minore presenza nel suolo.

Caratteristiche

Come già detto al paragrafo precedente, la concimazione del vigneto non è complicata. Anzi, questa si presenta piuttosto semplice e non richiede profonde conoscenze agrarie. In ogni caso, chi si accinge a concimare un vigneto solitamente le conoscenze le ha o le possiede da tempo, perché i vigneti sono delle realtà produttive affidate a produttori con esperienza o ad aziende agricole in possesso delle adeguate conoscenze di concimazione. Semmai, per la vastità di alcuni vigneti, la concimazione si può presentare piuttosto faticosa e spesso viene eseguita in modalità totalmente meccanizzata. Nel caso di un vigneto, infatti, i concimi da somministrare sono nell’ordine dei quintali per ettaro. L’analisi chimico-fisica del terreno consente proprio di stabilire quanti quintali di azoto, fosforo e potassio vanno somministrati alla vite. Queste sostanze, dette macroelementi, vanno somministrate in diversi momenti dello sviluppo vegetativo del vigneto, ovvero durante l’impianto, lo sviluppo delle piante e la fruttificazione. Durante queste tre fasi si distinguono una concimazione di impianto, di allevamento e di produzione.

Concimazione di impianto

La concimazione di impianto consiste nel fornire un’adeguata dose di azoto al terreno che dovrà ospitare il vigneto. Se l’impianto sarà effettuato a primavera, la concimazione dovrà avvenire nell’autunno dell’anno precedente. L’azoto favorisce proprio la radicazione e lo sviluppo della pianta. In genere, per la concimazione di fondo, si può usare stallatico maturo considerando una media di quindici quintali per ettaro.

Concimazione di allevamento

La concimazione di allevamento si effettua durante la fase di sviluppo del vigneto. Il periodo di somministrazione dei concimi varia in base al periodo in cui è stato realizzato l’impianto. In genere, il vigneto può essere messo a dimora dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, escludendo però il mese di gennaio. Se l’impianto è stato realizzato a fine inverno, la concimazione di allevamento può iniziare pochi giorni dopo, somministrando un fertilizzante azotato. In autunno, invece, si procede a somministrare concimi bilanciati a base di azoto, fosforo e potassio. Il titolo di macroelementi varierà in base alla composizione del terreno. Dopo l’esame del suolo si potranno consultare delle apposite tabelle dove sono indicate le proporzioni di macroelementi da somministrare. In genere, per la concimazione di allevamento, bisogna somministrare una media di due quintali e mezzo o tre quintali e mezzo di concime chimico per ettaro. Il dosaggio esatto della somministrazione si potrà calcolare soltanto dopo aver valutato la composizione del terreno e dopo aver consultato le tabelle comparative predisposte per diverse tipologie di vigneti e di terreni.

Concimazione di produzione

La concimazione di produzione prevede tre interventi: due a primavera e uno in autunno. Gli interventi primaverili vanno effettuati a fine gennaio e inizio febbraio, e a fine primavera, inizio estate. Durante queste concimazioni si somministrano fertilizzanti azotati, mentre nella concimazione autunnale ( settembre-ottobre) si somministrano concimi a base di azoto, fosforo e potassio con un titolo di potassio superiore agli altri due elementi. Questo composto, infatti, migliora la qualità dei frutti e rafforza la struttura della vite. Anche il dosaggio di questi concimi non può prescindere dalla valutazione del terreno. Nei suoli già ricchi di potassio si può procedere a ridurre in proporzione la quantità di questo elemento. Durante la produzione, vanno somministrati circa tre quintali di concime per ettaro. La somministrazione può avvenire a spaglio, ma così si rischia di sprecare ingenti quantità di fertilizzanti. Solitamente, nei vigneti, i concimi si somministrano per filare. In alternativa si può usare la fertirrigazione o concimazione fogliare, da praticare tramite diluizione dei concimi in acqua. Questa tecnica è molto costosa e richiede l’implementazione di specifici impianti di irrigazione. Proprio per i suoi costi, questa tecnica viene usata solo in caso di carenze nutrizionali della vite.

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Domande frequenti

  • Quando e come si effettua la concimazione di impianto del vigneto?
    La concimazione di impianto mira a favorire la radicazione e lo sviluppo iniziale della pianta. Se l'impianto avviene in primavera, la somministrazione deve avvenire nell'autunno dell'anno precedente. Si consiglia di utilizzare stallatico maturo come concime di fondo, distribuendo mediamente quindici quintali per ettaro. L'obiettivo principale è garantire un adeguato apporto di azoto al terreno prima della messa a dimora delle viti.
  • Quali sono le differenze tra concimazione di allevamento e di produzione?
    La concimazione di allevamento si svolge durante la fase vegetativa post-impianto (escluso gennaio). Richiede fertilizzanti azotati a fine inverno/inizio primavera e bilanciati (NPK) in autunno, per dosaggi di 2,5-3,5 quintali/ettaro. La concimazione di produzione, invece, segue tre interventi: due a primavera (fine gennaio-febbraio e tarda primavera) con azoto, e uno in autunno (settembre-ottobre) con NPK ad alto titolo di potassio per migliorare la qualità dell'uva e rafforzare la pianta. I dosaggi variano in base all'analisi del suolo.
  • È necessario analizzare il terreno prima di concimare il vigneto?
    Sì, l'analisi chimico-fisica del terreno è fondamentale. Determina la presenza di macro e microelementi, permettendo di calibrare con precisione le dosi di azoto, fosforo e potassio necessarie. Senza questa verifica, si rischia di somministrare quantità eccessive o insufficienti. I risultati dell'analisi guidano la scelta dei titoli dei fertilizzanti e dei quantitativi esatti da applicare per filare, evitando sprechi e ottimizzando la resa produttiva.
  • Quali metodi di somministrazione dei concimi esistono per il vigneto?
    I principali metodi sono la distribuzione a spaglio (che però comporta rischi di spreco), la somministrazione diretta per filare (più precisa), la fertirigazione e la concimazione fogliare. La fertirigazione richiede impianti specifici e diluizione in acqua, risultando costosa. Viene generalmente utilizzata solo in presenza di carenze nutrizionali documentate, poiché offre un assorbimento rapido ma richiede infrastrutture dedicate. La scelta dipende dalla dotazione tecnologica dell'azienda e dalle esigenze specifiche della coltura.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaSpecie rampicante
TerrenoRichiede analisi chimico-fisica previa; adattabile ma va calibrato su macro/microelementi
IrrigazioneNecessaria soprattutto per fertirrigazione in caso di carenze; gestione basata su analisi suolo
ConcimazioneFase impianto (autunno pre-impianto, azoto/stallatico); allevamento (primavera/autunno, NPK); produzione (primavera azoti, autunno K elevato)
Difficoltà di coltivazioneSemplice da concimare grazie a caratteristiche specifiche e composizione del terreno

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