1846concime

concime

18 46 concime

In questo articolo, tutto quello che bisogna sapere sul concime chiamato 18 46, ovvero sul fosfato biammonico: come, perchè e quando si usa

di Redazione

28 maggio 2013

18 46 concime

La concimazione è una pratica colturale indispensabile per la nutrizione delle piante e del terreno. In agricoltura e nel giardinaggio esistono diverse tipologie di concimazione attuabili con sostanze di varia natura, sia chimiche che naturali. I concimi attualmente disponibili sono, infatti, organici e chimici. I primi derivano da sostanze esistenti in natura; i secondi, da reazioni chimiche o da procedimenti di lavorazione industriale. I concimi chimici possono, inoltre, essere semplici o complessi. Questi ultimi sono composti da diversi elementi nutritivi, quali azoto, fosforo e potassio. I concimi composti da tre elementi sono detti ternari, mentre quelli composti da due elementi sono detti binari. Tra i suddetti concimi rientra anche il concime 18 46, alias fosfato biammonico. Questo concime, come dicono anche i due numeri che lo contraddistinguono, è composto da due elementi: l’azoto e il fosforo. Il primo è presente in forma ammoniacale nella percentuale del 18%, mentre il secondo è presente in maggiore quantità, ovvero in una percentuale del 46%. Questo concime si presenta in forma solida granulare di colore marrone e con una capacità di decomposizione che si ha solo a una temperatura superiore ai 150 gradi. Il concime 18 -46 è anche inodore e nonostante la sua forma solida si presenta abbastanza solubile in acqua, pur rilasciando una certa quantità di sostanza insolubile.

Usi

Il fosfato biammonico viene usato per concimare i cereali. In genere, questo prodotto si usa per la concimazione del suolo ( concimazione di fondo) che dovrà ospitare le colture. In alcune zone viene anche usato per una doppia concimazione: la prima di fondo e la seconda durante la levata della coltura. Con questo metodo si sfruttano i benefici dell’azoto in fase di impianto e quelli del fosforo ( ben più elevati vista l’alta percentuale di questo concime) per la levata delle colture. Nelle zone meridionali e in tutte le aree a temperatura elevata è meglio usare questo concime in un’unica soluzione, in fase di pre- impianto o pre-semina, perché la seconda concimazione aumenterebbe le necessità idriche delle colture già compromesse dalla siccità estiva. Anche se il fosfato biammonico è solubile in acqua, non va usato con la fertirrigazione, cioè con la concimazione contestuale all’annaffiatura, perché il composto rilascia al suolo anche diverse sostanze insolubili. La forma di questo concime lo fa rientrare tra quelli a lento rilascio; l’azoto, infatti, si trova in forma ammoniacale: una fase di ossidazione intermedia rispetto a quello nitrico. Lo ione ammonio viene poi metabolizzato dai batteri del suolo e trasformato in proteine. Anche l’eccesso di azoto ammoniacale è fonte di inquinamento ambientale al pari di quello nitrico. Le dosi del fosfato biammonico vanno dunque calibrate in base alla tipologia di coltura e alle caratteristiche del clima e del terreno.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Cos'è il concime 18 46 e quali nutrienti contiene?
    Il concime 18 46, noto anche come fosfato biammonico, è un fertilizzante chimico complesso classificato come binario poiché contiene due principali elementi nutritivi: azoto e fosforo. La denominazione numerica indica le percentuali precise dei componenti attivi: il 18% rappresenta l'azoto, presente in forma ammoniacale, mentre il restante 46% corrisponde al fosforo. Si presenta sotto forma di granuli solidi marroni, inodori e parzialmente solubili in acqua, rilasciando comunque una piccola quota di sostanze insolubili. Questa composizione lo rende adatto per integrare specificamente carenze di questi due macroelementi essenziali per la crescita vegetale.
  • Quando e come si deve applicare il concime 18 46?
    L'applicazione principale avviene tramite concimazione di fondo, ovvero prima della semina o del trapianto, per preparare il suolo. In alcune zone si può adottare una doppia somministrazione: una iniziale e una successiva durante la levata delle colture. Tuttavia, nelle regioni meridionali o ad alta temperatura, è preferibile limitarsi alla sola fase pre-impianto. L'unica somministrazione evita di aumentare il fabbisogno idrico delle piante durante la siccità estiva, garantendo un assorbimento ottimale degli elementi senza stress idrico aggiuntivo per le colture.
  • È possibile utilizzare il 18 46 attraverso la fertirrigazione?
    No, il concime 18 46 non è adatto per la fertirrigazione. Nonostante la sua buona solubilità in acqua, il prodotto rilascia nel terreno una significativa quantità di sostanze insolubili. Utilizzarlo nei sistemi di irrigazione localizzata potrebbe causare intasamenti agli erogatori e depositi indesiderati. Inoltre, la sua formulazione a lento rilascio, dovuta alla presenza di azoto ammoniacale, richiede tempi di degradazione e assimilazione che non coincidono con la rapida disponibilità tipica della concimazione associata all'acqua d'irrigazione diretta.
  • Quali sono le colture principali per cui è indicato questo concime?
    Il fosfato biammonico 18 46 è principalmente indicato per la concimazione dei cereali. Viene utilizzato per arricchire il suolo destinato ad accogliere queste colture, fornendo sia l'energia immediata data dall'azoto per l'impianto, sia le riserve di fosforo necessarie per lo sviluppo radicale e la successiva levata. La sua efficacia è legata alla capacità di fornire nutrienti in modo graduale, supportando le fasi critiche della crescita dei cereali senza sprechi immediati, grazie alla trasformazione batterica dell'azoto ammoniacale.