mandarino tardivo

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Mandarino tardivo

Il mandarino tardivo di Ciaculli si caratterizza per far parte della famiglia delle Rutacee e, nello specifico, alla specie Citrus reticolata.

di Redazione

31 gennaio 2014

Caratteristiche

Grazie al disciplinare possiamo trovare un po’ tutte le caratteristiche di cui abbiamo bisogno: il mandarino tardivo di Ciaculli si caratterizza per far parte della famiglia delle Rutacee e, nello specifico, alla specie Citrus reticolata. Tra le principali caratteristiche di questa cultivar troviamo, senza ombra di dubbio, una buccia con uno spessore non troppo marcato, ma anche un’elevata ricchezza di semi e una fase di maturazione tardiva che si verifica nel corso del periodo compreso tra il mese di febbraio e quello di aprile, variando anche in relazione alle condizioni climatiche. La pianta del mandarino tardivo di ciaculli sfrutta un vigore media, ma anche un portamento decisamente globoso, oltre che una chioma particolarmente densa e, una volta raggiunta la maturazione completa, non presenta, nella maggior parte dei casi, le spine. Le foglie di questo particolare agrume si caratterizzano per avere una forma tipicamente lanceolata, con l’apice a punta, con una colorazione verde estremamente intensa, che sfuma in una gradazione più chiara all’interno della pagina inferiore. Per quanto riguarda la messa a frutto, dobbiamo sottolineare come avvenga circa 2-3 anni in seguito all’operazione di innesto, mentre un ottimo livello di produttività viene raggiunto dopo circa 4-5 anni, con dei livelli medi che variano ovviamente in relazione ad un gran numero di aspetti, ma che sono compresi piuttosto frequentemente tra 50 e 100 chilogrammi.

Zona di produzione

Quando si parla del Mandarino tardivo di Ciaculli si fa riferimento a quel particolare agrume che viene coltivata in una borgata di Palermo, da cui prende proprio la denominazione. Con la parola “tardivo”, si vuole fare riferimento essenzialmente al fatto che questo agrume giunge a produzione in un periodo successivo in confronto alla stragrande maggioranza dei frutti congeneri. Seguendo una concezione tipicamente agricola, la zona denominata come la Conca d’Oro di Palermo si caratterizza proprio per una produzione che va ad occupare praticamente l’intera superficie agricola, addirittura estendendosi per circa il 90% del parco agricolo. Senza ombra di dubbio, si tratta di una zona che presenta delle condizioni climatiche particolarmente favorevoli, ma al tempo stesso bisogna sottolineare come la struttura commerciale non sia stata in grado di svilupparsi di pari passo con la grande diffusione di questi mandarini. A differenza di quanto è avvenuto, al contrario in Spagna e in Israele, paesi in cui si è deciso di puntare molto di più su un aggiornamento delle varietà, ma anche sull’inserimento di nuove metodologie di coltivazione decisamente innovative, riuscendo pian piano a togliere lo scettro di produttori più importanti dalle mani della nostra penisola. Una situazione non certamente ideale anche per le grandi potenzialità delle nostre terre, investendo totalmente l’economia agricola italiana, in cui ad esempio delle colture come il limone non riescono più a ritagliarsi un ruolo da protagoniste. Da questa situazione critica, però, è importante anche mettere in evidenza come si può certamente salvare una produzione così speciale come quella relativa al Mandarino Tardivo di Ciaculli. Una produzione davvero unica nel suo genere, soprattutto in virtù del fatto viene coltivata in una zona del tutto particolare come quella peirurbana di Palermo, ma anche e soprattutto per ciò che concerne una fase di raccolta tardiva, che può arrivare anche fino alla fine del mese di marzo.

Terreno

Il terreno in cui viene coltivato il Mandarino Tardivo di Ciaculli si caratterizza per essere decisamente argilloso e sabbioso in superficie, normalmente pianeggiante. Delle condizioni ideali per lo sviluppo di questo agrume, anche in virtù di precipitazioni che si verificano soprattutto nel corso della stagione autunnale ed invernale (tra 500 e 700 millimetri all’anno), con delle temperature invernali che non scendono mai al di sotto dei 6-7 gradi e che si attestano, nella maggior parte dei casi, tra 10 e 12 gradi centigradi. Durante la stagione estiva, come si può facilmente intuire, le temperature si alzano notevolmente, visto che possono arrivare anche fino a 34 gradi centigradi e, in media, si aggirano intorno ai 27 gradi. Infine, una particolarità sul portainnesto da impiegare, che è sempre scelto tra l’Arancio Amaro (Citrus aurantium) ed il Pompelmo (Citrus paradisi).

Proprietà

Il mandarino tardivo, esattamente come tutti gli agrumi, presenta un’elevata quantità al suo interno di vitamina C e, per tale ragione, è in grado di garantire delle importanti attività antiossidanti e riesce a svolgere un’azione benefica anche per quanto riguarda il sistema immunitario. E’ proprio la vitamina C che permette di tenere sotto scacco la formazione di componenti che potrebbero portare a strutture cancerogene, come ad esempio le nitrosa mine. Il mandarino tardivo può contare anche su un’alta concentrazione di vitamine B1 e B2, che riescono a svolgere un’azione stimolante dell’appetito, così come permettono di migliorare notevolmente il sistema respiratorio, così come il sistema nervoso. All’interno del mandarino tardivo, inoltre, si possono riscontrare anche altri elementi interessanti, come ad esempio la vitamina PP, che è in grado di garantire un’adeguata azione benefica per combattere la pellagra, senza dimenticare come sia ricco anche di betacarotene e fibre.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche distintive del mandarino tardivo di Ciaculli?
    Il mandarino tardivo di Ciaculli si distingue per la sua maturazione tardiva, che avviene tra febbraio e aprile, superando la maggior parte degli altri agrumi. Presenta una buccia dallo spessore moderato, una chioma densa e globosa con foglie lanceolate verdi intense. È ricco di semi e richiede un clima mite, tipico della zona urbana di Palermo, dove le temperature invernali non scendono mai sotto i 6-7 gradi Celsius.
  • Come si coltiva il mandarino tardivo di Ciaculli e quali terreni predilige?
    Questa varietà prospera in terreni argillosi e sabbiosi, preferibilmente pianeggianti, tipici della Conca d'Oro palermitana. Richiede un'esposizione soleggiata e ben si adatta alle precipitazioni autunno-invernali (500-700 mm annui). L'innevasto avviene solitamente su Arancio Amaro o Pompelmo. La pianta mostra una vigoria media e inizia a produrre frutti 2-3 anni dopo l'innesto, raggiungendo la piena produttività tra il quarto e quinto anno.
  • Quali proprietà nutrizionali offre il mandarino tardivo?
    Essendo un agrume, il mandarino tardivo è eccellente fonte di vitamina C, potente antiossidante che rafforza il sistema immunitario e contrasta la formazione di sostanze nocive. Contiene anche vitamine del gruppo B (B1 e B2), utili per stimolare l'appetito e supportare il sistema nervoso e respiratorio. Inoltre, apporta vitamina PP, betacarotene e fibre, contribuendo a una dieta equilibrata e salutare.
  • Perché il mandarino tardivo di Ciaculli ha una produzione così specifica?
    La produzione è definita 'tardiva' perché la maturazione si protrae fino ad aprile, differenziandosi dagli agrumi precoci. Questa peculiarità è resa possibile dal microclima favorevole di Palermo, con inverni miti ed estati calde (fino a 34°C). Tuttavia, la commercializzazione è limitata rispetto ad altre regioni europee come Spagna e Israele, che hanno investito maggiormente in innovazione varietale e logistica, rendendo questa produzione locale un'eccellenza di nicchia.

Scheda Tecnica

Citrus reticulata

Nome scientificoCitrus reticulata
FamigliaRutacee
Tipo di piantaAlbero da frutto (agrume)
OriginePalermo, Sicilia (zona della Conca d'Oro/Ciaculli)
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon inferiore a 6-7°C
TerrenoArgilloso-sabbioso, preferibilmente pianeggiante
IrrigazioneRegolare, favorita da piogge autunno-invernali (500-700 mm/anno)
FiorituraPrimavera (periodo variabile)
AltezzaPortamento globoso, vigoria media
ConcimazioneNecessaria per sostenere la produttività (50-100 kg/pianto)
PotaturaLeggera, per mantenere la chioma densa e rimuovere rami secchi
MoltiplicazioneInnesto (fruttificazione in 2-3 anni)
Malattie e parassitiMonitoraggio generale agrumi (citriosi, cocciniglie, afidi)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede clima mite e protezione dal gelo)

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