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fitoterapia

Lupino

Il lupino è conosciuta per essere una pianta ornamentale molto bella. Si tratta di una leguminosa il cui nome botanico completo è Lupinus albus, per quanto riguarda la varietà bianca.

di Redazione

01 settembre 2011

Cos’è

Il lupino è una stupenda pianta ornamentale che cresce sia spontanea che coltivata. Si tratta di una leguminosa il cui nome botanico completo è Lupinus albus, per quanto riguarda la varietà bianca. Il lupino, infatti, annovera altre due varietà: il lupino giallo, Lupinus luteus e il lupino blu, Lupinus angustifolius. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Papilionacee. Il lupino è originario dell’Europa mediterranea e del Medio Oriente, dove è tutt’ora presente. In passato, i suoi semi venivano usati come foraggio per gli animali. Per l’alimentazione umana venivano tostati in modo da essere utilizzati come sostituti del caffè. Il lupino è una pianta adatta all’alimentazione umana per il suo elevato contenuto di proteine ed il bassissimo contenuto di grassi, che lo rendono migliore della soia, che, invece, contiene il 23% di grassi contro appena l’8% del lupino. Quest’ultima pianta si presenta con un fusto eretto, alto fino a un metro e mezzo e foglie alterne formate da un solo picciolo che contiene da cinque a nove piccole foglie lanceolate e ovali coperte da lieve peluria nella parte inferiore. I fiori sono grandi e raccolti in rami vistosi, di colore bianco, giallo e azzurro, in base alla varietà. Il frutto è un legume che contiene da tre a sei semi, i cosiddetti “lupini”. La pianta predilige i terreni molto acidi e ben drenati, mentre muore o marcisce in quelli calcarei. Matura in estate, tra giugno e luglio e la raccolta avviene in autunno. L’utilizzo del lupino come alimento e come rimedio officinale è stato spesso trascurato per via dell’assenza di studi specifici sulle sue proprietà che solo recentemente sono state oggetto di alcune ricerche finanziate dalle autorità sanitarie europee.

Proprietà

Il lupino contiene sostanze tossiche: la lupinina e la più pericolosa lupaina. Si tratta di alcaloidi che conferiscono un sapore amaro ai semi e che se ingeriti possono scatenare reazioni allergiche provocando persino la morte. Prima di impiegarli per fini erboristici o culinari, infatti, i semi di lupino vengono trattati per eliminare completamente gli alcaloidi tossici. I semi sono proprio la parte del lupino usata sia per fini alimentari che per scopi erboristici. Oltre agli alcaloidi, contengono anche resine, vitamica C, oli, proteine, vanillina, lecitina, albumina e una serie indefinita di sostanze organiche a cui vengono attribuite proprietà ipoglicemizzanti. Sembra, infatti, che tali sostanze abbiano il potere di abbassare sensibilmente i livelli di colesterolo e la glicemia nei soggetti diabetici, tanto da farli ritenere più efficaci dell’insulina. Il lupino sembra essere anche un ottimo vermifugo, specie per gli ossiuri, ovvero dei parassiti intestinali. Altri effetti sono quelli diuretici, aperitivi, emmenagoghi, febbrifughi ed emollienti in caso di eczemi e altri problemi della pelle.

Usi

La parte del lupino usata per scopi officinali sono i semi, sia freschi che tostati. Prima di ingerirli, però, bisogna lavarli abbondantemente con acqua fredda o bollirli in modo da eliminare il sapore amaro dovuto alla presenza degli alcaloidi. Il lavaggio serve proprio a depurare i semi dalle sostanze tossiche. Per combattere il diabete si possono assumere 2, 3, fino a un massimo di 5 semi tostati, da masticare a giorni alterni. I semi tostati e macinati come il caffè si possono anche assumere in due etti d’acqua per due volte al giorno. La bevanda si può dolcificare a piacere con della saccarina. La quantità di semi macinati da diluire in acqua è pari a due cucchiaini da caffè. Per curare le parassitosi intestinali si usa fare un clistere ottenuto dall’infuso di semi secchi. La dose ideale per l’infuso è di 30 grammi di semi lasciati macerare in acqua per 24 ore, o 100 grammi di semi da lasciare in un litro di acqua per almeno 10 ore. L’infuso va filtrato e poi utilizzato per fare un clistere a giorni alterni. La dose consigliata è di 250 grammi di infuso. Con questo sistema si dovrebbero uccidere ed eliminare tutti i parassiti dell’intestino. Per combattere le affezioni della pelle, come l’eczema, si fanno dei lavaggi a base di decotti di semi. La dose consigliata per il decotto è di 30 grammi in un litro d’acqua. Il decotto si usa anche per stimolare la digestione, come diuretico e per favorire le mestruazioni. In passato, per lenire i dolori provocati al cancro, si facevano anche delle applicazioni a base di farina di semi di lupino. La farina veniva stemperata e cotta con aceto per ottenere un cataplasma da applicare sulla parte malata. La stessa veniva anche messa sui capelli, per uccidere i pidocchi, poiché aveva un effetto antiparassitario. I semi polverizzati del lupino, in alcune regioni d’Italia, si usano anche per combattere la febbre. La dose è da una a tre semi da inghiottire per dei giorni consecutivi. Dal lupino si ottiene anche un estratto fluido, la dose consigliata è di 32 gocce per due volte al giorno. Per uso alimentare i lupini si possono mangiare freschi o tostati, dopo averli lavati o bolliti, oppure, sempre dopo lavaggio o precottura, si possono conservare in salamoia, cioè sottosale, come le olive.

Prodotti

Anche se la produzione dei lupini è inferiore rispetto ad altri legumi, questi si possono comprare in negozi e supermercati o nei mercati. Vengono venduti freschi, secchi, sottovuoto, cotti e confezionati in buste, sacchetti, secchielli o vaschette da 250 grammi a due chili e mezzo. Il costo medio dei lupini in confezioni da un chilo è di circa otto euro.

Domande frequenti

  • Perché i semi di lupino hanno un sapore amaro e come renderli commestibili?
    Il sapore amaro è causato dalla presenza di alcaloidi tossici come la lupinina e la lupaina, che possono scatenare reazioni allergiche gravi. Per rendere i semi sicuri e commestibili, è fondamentale eliminarli attraverso un trattamento specifico. Questo processo consiste nel lavare abbondantemente i semi con acqua fredda o nel bollirli. Inoltre, i lupini possono essere conservati in salamoia (sottosale), metodo tradizionale che neutralizza efficacemente l'amarezza e li rende pronti per il consumo, simile alle olive.
  • Quali sono le principali proprietà nutrizionali e terapeutiche del lupino?
    Nutrizionalmente, il lupino è eccellente: ricco di proteine e privo di glutine, ha un contenuto di grassi molto basso (circa l'8%) rispetto alla soia. Terapeuticamente, le ricerche indicano proprietà ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti, utili per diabetici e per abbassare il colesterolo. Ha inoltre azione vermifuga (contro i parassiti intestinali come gli ossiuri), diuretica, aperitiva ed emmenagoga. Esternamente, i decotti sono usati come emollienti per eczemi e problemi cutanei.
  • Come si prepara un infuso di lupino per trattare le parassitosi intestinali?
    Per preparare l'infuso da usare come clistere contro i parassiti intestinali, hai due opzioni principali. La prima prevede di lasciare macerare 30 grammi di semi secchi in acqua per 24 ore. La seconda opzione richiede 100 grammi di semi lasciati in un litro di acqua per almeno 10 ore. Dopo il periodo di riposo, filtra l'infuso. La dose consigliata per il clistere è di 250 grammi di liquido, da utilizzare a giorni alterni per eliminare i parassiti.
  • In quali condizioni climatiche e di terreno cresce meglio il lupino?
    Il lupino predilige terreni molto acidi e ben drenati. È fondamentale evitare terreni calcarei, poiché in essi la pianta tende a morire o a marcire. Per quanto riguarda l'esposizione, ama il pieno sole. La pianta raggiunge un'altezza di fino a un metro e mezzo e presenta foglie alterne lanceolate. La maturazione avviene in estate, tra giugno e luglio, mentre la raccolta si effettua tipicamente in autunno. Coltivarlo in terreni corretti ne garantisce la salute e la fioritura rigogliosa.
  • Quali sono i diversi utilizzi tradizionali del lupino oltre all'alimentazione?
    Storicamente, i semi tostati erano usati come surrogato del caffè. Come foraggio animale, i semi crudi erano impiegati in passato. In ambito erboristico, la farina di semi cotta con aceto era usata come cataplasma per lenire dolori legati al cancro o applicata sui capelli per uccidere i pidocchi grazie al suo effetto antiparassitario. Inoltre, i semi polverizzati erano usati in alcune regioni italiane per combattere la febbre, ingoiandone da uno a tre per giorni consecutivi. Oggi, l'estratto fluido è disponibile a dosi specifiche.

Scheda Tecnica

Lupinus albus / L. luteus / L. angustifolius

Nome scientificoLupinus albus / L. luteus / L. angustifolius
FamigliaPapilionacee (Fabaceae)
Tipo di piantaErba annuale o biennale, talvolta perenne
OrigineEuropa mediterranea e Medio Oriente
EsposizionePieno sole
TerrenoAcido, ben drenato; evita calcare
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraEstate (giugno-luglio)
AltezzaFino a 1,5 metri
ConcimazioneLeggera, preferibilmente povera di azoto dato che è una leguminosa
PotaturaNon necessaria, rimuovere fiori appassiti per prolungare la fioritura
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera o autunno
Malattie e parassitiSusceptible a funghi se il terreno è troppo umido o calcareo
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare se il pH del suolo è corretto