Pitosforo in fiore

Siepi

Caratteristiche delle siepi di pitosforo

La siepe di pitosforo ha il vantaggio di impiegare molti anni per diventare alta in modo eccessivo, inoltre questa pianta è sempreverde, ha un bel fogliame verde scuro e produce fiorellini bianchi in primavera inoltrata, con un delicato profumo. In inverno si adorna di bacche decorative.

di Redazione

04 marzo 2015

Siepe di pitosforo

Il pitosforo è un genere di piante diffuse in gran parte del globo, dall'Asia fino al continente australe; le specie diffuse in Italia sono tipicamente due: pittosporum tobira, originario dell'Asia; e pittosporum tenuifolium, originario della Nuova Zelanda. Le siepi di pitosforo vengono preparate in genere utilizzando la specie tobira, più vigorosa e resistente; ha fogliame di colore verde brillante, che forma una vegetazione compatta e molto ricca. A partire dalla primavera, fino all'estate inoltrata, produce piccoli fiori bianchi, leggermente carnosi, riuniti in piccoli mazzi all'apice dei rami. I fiori di pitosforo non sono vistosi, ma emanano un delicato profumo. Danno origine in tarda estate ai frutti, di colore verde, che in autunno si spaccano a mostrare i semi all'interno, di colore rosso acceso. Il pitosforo è una pianta molto decorativa, che rende gradevole la siepe per tutto l'arco dell'anno; si utilizza anche nei bordi misti.

Coltivare le siepi di pitosforo

La coltivazione della siepe di pitosforo tobira è decisamente semplice, perché questa pianta è perfettamente adatta a vivere nel clima italiano: sopporta senza problemi il caldo estivo, e anche il freddo invernale, fino a -15°C. Predilige un terreno fresco, profondo e sciolto, che non risenta di ristagno idrico; le piante a dimora da qualche anno possono accontentarsi dell'acqua fornita dalle piogge, ma in caso di siccità prolungata è necessario fornire acqua in modo regolare, sempre attendendo che il terreno sia perfettamente asciutto tra due annaffiature. Le cure colturali sono poche e sporadiche; oltre alle annaffiature estivo, può risultare necessario coprire le piante in caso di gelo molto intenso e prolungato, nelle regioni del nord Italia; anche se generalmente un inverno assai rigido può rovinare solo gli apici dei rami, che vanno potati a fine stagione. In genere è una pianta che non viene attaccata da parassiti particolari, anche se la cocciniglia e gli afidi gialli possono causare problemi alle piante più giovani.

Potare le siepi di pitosforo

Contrariamente a quanto avviene a molte piante da siepe diffusissime, il pitosforo non ha uno sviluppo vegetativo rapido e in genere le piante adulte non superano i 3-4 metri di altezza; per questo motivo non rende necessario potare gli arbusti regolarmente più volte all'anno, in quanto tendono a mantenersi abbastanza folti ed equilibrati. Per mantenere la siepe in forma sarà sufficiente una singola potatura annuale, da effettuare verso la fine dell'inverno, in modo da contenere i rami che hanno uno sviluppo eccessivamente al di fuori della sagoma iniziale della siepe e da tagliare tutte le ramificazioni che hanno subito danni durante i mesi freddi. Le piante giovani possono occasionalmente necessitare di una seconda potatura, fa effettuarsi a fine estate, in modo da dare alla siepe un aspetto compatto ed ordinato. Il pitosforo ha uno sviluppo che non risente del posizionamento di più piante vicine, e difficilmente tende a svuotarsi nella parte bassa; in ogni caso, durante le potature, è bene accorciare i rami alti, in modo da favorire lo sviluppo di ramificazioni anche alla base del fusto.

Il parente più delicato

Nella gran parte dei giardini italiani si utilizza pittosporum tobira per creare siepi e bordure di vario genere; negli ultimi anni sta avendo successo anche pittosporum tenuifolium, di origini neozelandesi. Sebbene nelle zone di origine questo arbusto possa raggiungere dimensioni enormi, in Italia in genere si mantiene al di sotto dei due metri di altezza. Il fogliame è sempreverde, spesso con striature di colore bianco o argentato, visto che in Italia si coltivano soprattutto varietà decorative; la fioritura avviene in tarda primavera, e produce boccioli dal particolare colore marroncino; i fusti sono sottili e delicati, di colore scuro o rossastro. Rispetto al cugino p. tobira, ci troviamo di fronte ad un arbusto più delicato, con foglie sottili e minute, e un portamento più compatto ed elegante. La coltivazione è leggermente più difficile, perché questa pianta non sopporta la siccità, e al contempo non ama gli eccessi di acqua nel terreno. Lo sviluppo è molto lento e una intera siepe di pittosporum tenuifolium può impiegare qualche anno a diventare compatta e folta. In genere necessita di sporadici interventi di potatura.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Pitosforo Tobira e Tenuifolium?
    Il Pittosporum tobira è originario dell'Asia, più vigoroso, resistente e adatto a formare siepi alte fino a 3-4 metri con foglie verdi brillanti. Il Pittosporum tenuifolium proviene dalla Nuova Zelanda, è più delicato, cresce lentamente mantenendosi sotto i 2 metri, ha foglie sottili e spesso variegate di bianco o argento. Il tenuifolium soffre maggiormente la siccità e richiede un terreno sempre umido ma mai zuppo, mentre il tobira è più adattabile.
  • Quando e come si pota la siepe di Pitosforo?
    Essendo una pianta a crescita lenta, il Pitosforo richiede una sola potatura annuale, da effettuare verso la fine dell'inverno. Si eliminano i rami danneggiati dal gelo e quelli che escono dalla sagola desiderata. Le piante giovani possono beneficiare di una seconda potatura a fine estate per mantenere la compattezza. È importante accorciare i rami alti per stimolare la ramificazione anche alla base, evitando che la siepe si spogli in basso.
  • Quanto resiste al freddo il Pitosforo?
    Il Pittosporum tobira tollera temperature fino a -15°C, rendendolo adatto al clima italiano medio. Tuttavia, inverni particolarmente rigidi possono danneggiare gli apici dei rami, che andranno poi potati a fine stagione. Nelle regioni del Nord Italia, in caso di geli intensi e prolungati, può essere utile proteggere le piante. Il tenuifolium è meno rustico e più sensibile al freddo estremo rispetto al tobira.
  • Come irrigare correttamente il Pitosforo?
    Predilige terreni freschi e ben drenati. Le piante giovani richiedono annaffiature regolari, specialmente in estate, aspettando sempre che il terreno si asciughi completamente tra un intervento e l'altro. Una volta stabilizzate, le piante di tobira possono sopravvivere con le sole piogge, purché non vi siano siccità prolungate. Il tenuifolium, invece, non ama né la siccità né i ristagni idrici, richiedendo un equilibrio preciso nell'umidità del suolo.

Scheda Tecnica

Pittosporum tobira / Pittosporum tenuifolium

Nome scientificoPittosporum tobira / Pittosporum tenuifolium
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia (tobira); Nuova Zelanda (tenuifolium)
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoFresco, profondo, sciolto, ben drenato
IrrigazioneRegolare in estate; evitare ristagni; tollerante alla siccità (soprattutto tobira)
FiorituraPrimavera-Estate (tobira); Tarda primavera (tenuifolium)
Altezza3-4 metri (tobira); <2 metri (tenuifolium)
PotaturaUna volta l'anno a fine inverno; eventuale seconda a fine estate per giovani piante
Malattie e parassitiCocciniglia, afidi gialli (specialmente su piante giovani)
Difficoltà di coltivazioneColtivazione facile (tobira); media/delicata (tenuifolium)