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Alberi

Phoenix

In questo articolo si parla della pianta phoenix. Si descrivono le sue caratteristiche generali e si concentra il discorso sul tipo canariensis, o palma della canarie e sul tipo dactylifera. Si illustrano le loro foglie, fiori e frutti e si danno poi consigli sulla coltivazione, esposizione, terreno preferiti. Si parla infine dei parassiti che le riguardano e degli utilizzi più diffusi.

di Redazione

22 ottobre 2010

Phoenix

Le phoenix sono alberi affascinanti, dall'importante valore ornamentale. Appartengono anch'esse all'ampio genere delle palme e come tante tra queste sono particolarmente apprezzate poiché conferiscono al paesaggio o a un insieme di coltivazioni da giardino un suggestivo scenario “tropicale”. Le palme, infatti, hanno una buona resistenza al freddo e per questo motivo riescono a crescere all'aperto anche nell'Italia Settentrionale, sebbene la loro diffusione sia maggiore nelle zone a clima mite. Le phoenix hanno caratteristiche simili agli altri tipi di palme, pur sviluppandosi ad altezze inferiori rispetto alle specie più slanciate, non arrivando oltre i 10 metri. Presentano anch'esse le foglie che si aprono con il tipico ciuffo verde sulla sommità del tronco, e fiori chiusi nella caratteristica foglia ovale detta “spata”. Le phoenix hanno du tipologie particolarmente diffuse: la phoenix canariensis, o palma delle Canarie, e la phoenix dactylifera, o palma da dattero. La canariensis è, come illustra l'aggettivo che la definisce, una pianta originaria delle isole Canarie, poi diffusa nel continente europeo intorno alla seconda metà del 1800, spesso coltivata nelle zone a clima temperato o caldo come esemplare ornamentale. All'interno del genere delle palme appartiene a quella tipologia il cui fusto non ramifica. Questo è tuttavia di grandi dimensioni, arriva ad un'altezza vicina ai 10 metri ed è esternamente rivestito dai piccioli fogliari, che è buona norma recidere al fine di conferire maggior regolarità alla forma del tronco. Molto simile alla phoenix canariensis è la phoenix dactylifera, originaria del Medio Oriente. A differenza della precedente, la palma da datteri presenta un fusto più lungo e slanciato, che si sviluppa fino a 20 metri di altezza e può vantare, inoltre, dei bei rami fruttiferi pendenti sui quali crescono frutti di tonalità rossastra.

Foglie, fiori, frutti.

Le foglie della canariensis sono riunite in un ciuffo terminale, allungate e brillanti di un bel colore verde. Queste hanno la caratteristica di essere composte da numerose penne piegate e anche acuminate, in particolare quelle situate nella parte più bassa dell'albero formano in pratica delle spine molto robuste. I fiori si presentano riuniti in spadice e sono sostenuti da alcuni peduncoli lunghi un metro circa e ricurvi. I frutti della phoenix canariensis hanno un colore giallo scuro, la grandezza simile a quella di un oliva e sono piuttosto insapore. I frutti della dactylifera sono i datteri, ben noti anche nel nostro paese, ipercalorici e consumati abitualmente come frutto esotico, soprattutto come cibo dolce della stagione invernale o del periodo natalizio. Sono delle drupe cilindriche lunghe fino a 8 centimetri e larghe anche 3, di tonalità scura quando giungono a maturazione, momento in cui sprigionano il meglio del loro sapore. Hanno inoltre un solo seme della lunghezza di circa 3 centimetri.

Moltiplicazione

La moltiplicazione della phoenix canariensis può avvenire per semina durante la stagione primaverile ( per la dactylifera è il nocciolo del dattero ), ma anche con un trapianto dei polloni all'inizio della primavera. Le piantine appena nate saranno in seguito collocate in contenitori non di grandi dimensioni, con un diametro che non superi i 10 centimetri.

Esposizione

La sua posizione preferita è uno spazio toccato da una buona luce, ma non direttamente al sole. Se la pianta viene coltivata in giardino in zone dal clima freddo sarà opportuno evitare luoghi troppo battuti dal vento e proteggere inoltre le palme, nella stagione invernale, con teloni di plastica oppure stuoie.

Terreno

Il terreno preferito per le phoenix è soffice, non particolarmente umido e ben fornito di umido. Una buona crescita si ha anche in terra di bosco o in terricciato.

Annaffiature

Se la phoenix, come capita spesso per la canariensis, viene cresciuta all'interno di un appartamento è opportuno annaffiare con frequente regolarità ma non in modo abbondante. Per la sua coltivazione in piena terra è consigliabile un'annaffiatura più abbondante, specie nel primo periodo vegetativo della pianta e aspettare sempre che il terreno sia asciutto prima di annaffiarlo la volta successiva. Con la crescita della pianta l'annaffiatura andrà concentrata, con regolarità, dall'inizio della primavera fino al termine dell'autunno, per poi ridurla al minimo nella stagione invernale.

Parassiti

Un pericolo importante per le phoenix che ha determinato diffusi danni a questa pianta specialmente in alcune aree dell'Italia meridionale è rappresentato da un temibile coleottero conosciuto come il “punteruolo rosso”.

Utilizzi

Questi alberi hanno un notevole valore ornamentale, grazie all'effetto esotico che donano agli ambienti in cui si trovano e al loro colore piacevole. Per quanto riguarda gli esemplari di dimensioni minori è usuale un loro utilizzo per ornare appartamenti ma anche locali pubblici. Si trovano spesso, infatti, in negozi oppure in uffici, a donare vivacità a luoghi che potrebbero risultare troppo seriosi. Gli esemplari di dimensioni maggiori, a forma arborea, sono assai diffusi invece per donare bellezza a parchi oppure a giardini, specialmente in quelle zone che presentano un clima mediterraneo.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera?
    La Phoenix canariensis, originaria delle Canarie, ha un tronco robusto e massiccio alto fino a 10 metri, con frutti piccoli giallastri e commestibili ma insipidi. La Phoenix dactylifera, proveniente dal Medio Oriente, è più slanciata e alta (fino a 20 metri); produce datteri veri, frutti dolci e ipercalorici utilizzati come alimento. Entrambe sono palme ornamentali, ma la dactylifera è coltivata principalmente per la produzione di frutta.
  • Come si coltivano le Phoenix in vaso rispetto alla piena terra?
    In vaso, le Phoenix richiedono annaffiature frequenti ma non abbondanti, mantenendo il terreno leggermente umido ma mai zuppo. Vanno poste in contenitori piccoli inizialmente (diametro max 10 cm per le giovani piante). In piena terra, le annaffiature devono essere più abbondanti, specialmente nel primo periodo vegetativo, attendendo sempre che il terreno si asciughi tra un intervento e l'altro. In entrambi i casi, la protezione dal vento e dal gelo invernale è fondamentale.
  • Quale è il parassita più pericoloso per le Phoenix?
    Il nemico principale è il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus), un coleottero che causa danni diffusi e spesso letali, specialmente nell'Italia meridionale. Il parassita penetra nel tronco scavando gallerie, indebolendo strutturalmente la pianta e favorendo infezioni fungine secondarie. Non esistono rimedi casalinghi efficaci contro l'infestazione avanzata; è cruciale monitorare la presenza di fori e resina sul tronco e intervenire tempestivamente con trattamenti specifici autorizzati.
  • Quando e come si moltiplicano le Phoenix?
    La moltiplicazione avviene principalmente per semina in primavera. Per la canariensis si usano i semi estratti dai frutti; per la dactylifera si utilizza il nocciolo del dattero. Un altro metodo è il trapianto dei polloni laterali, da effettuare all'inizio della primavera. Le piantine ottenute vanno collocate inizialmente in vasi piccoli (diametro non superiore a 10 cm) per favorire lo sviluppo radicale prima del trapianto definitivo.
  • Le foglie delle Phoenix possono ferire?
    Sì, le foglie della Phoenix canariensis sono composte da numerose penne acuminate. Quelle situate nella parte inferiore dell'albero formano spine molto robuste e taglienti. Questa caratteristica rende necessaria cautela durante la manutenzione, la potatura o la pulizia del tronco. È buona norma rimuovere i piccioli fogliari secchi non solo per estetica, ma anche per ridurre il rischio di lesioni accidentali.

Scheda Tecnica

Phoenix canariensis, Phoenix dactylifera

Nome scientificoPhoenix canariensis, Phoenix dactylifera
FamigliaArecaceae (Palme)
Tipo di piantaAlbero palustre a tronco unico non ramificato
OrigineIsole Canarie (C), Medio Oriente (D)
EsposizioneLuce intensa, non sole diretto; proteggersi da vento e freddo
TerrenoSoffice, drenante, ricco di sostanza organica, non eccessivamente umido
IrrigazioneRegolare in estate/vaso; abbondante ma a terreno asciutto in pieno campo; minima in inverno
FiorituraPrimavera-Estate (fiore chiuso nella spata)
AltezzaFino a 10m (canariensis) / 20m (dactylifera)
PotaturaRecidere piccioli fogliari secchi per regolarità del tronco
MoltiplicazioneSemina (primavera) o trapianto polloni (inizio primavera)
Malattie e parassitiPunteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede protezione in climi freddi)

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