Una pianta millenaria

Alberi

Alberi monumentali

Gli alberi secolari possono a volte diventare delle attrazioni turistiche; è il caso degli alberi monumentali, veri e propri patrimoni naturali tutelati dalla legge per il loro valore ambientale e culturale la cui valorizzazione oltre a garantire introiti serve a preservare la biodiversità.

di Redazione

28 ottobre 2014

Gli alberi monumentali

Gli alberi che riescono a raggiungere grandi dimensioni vivono in condizioni ambientali e culturali ideali. Oltre al clima e alla fertilità del terreno è proprio l'uomo che, molto spesso, permette ad alcuni esemplari di raggiungere dimensioni monumentali. Gli alberi, infatti, ad un certo punto del loro ciclo biologico, pur continuando a crescere, non sono più produttivi e possono ostacolare la riuscita di coltivazioni circostanti o risultare addirittura pericolosi, data la loro mole e la loro età, per cui i proprietari dei fondi preferiscono, molte volte, tagliarli per ricavarne legna da vendere piuttosto che preservare la loro esistenza. E' molto importante, quindi, sensibilizzare le coscienze al fine di conservare il patrimonio paesaggistico naturale di cui gli alberi monumentali sono parte integrante.

Tutela legislativa degli alberi monumentali

La tutela legislativa degli alberi monumentali riguarda sia gli esemplari di interesse naturalistico, considerati esempi rari di longevità e maestosità, che quelli di rilevanza storica. In Italia, nonostante i numerosi tentativi fatti per dare attuazione a disegni di legge nazionali, la legislazione in materia è demandata alle regioni che provvedono a salvaguardare questi esemplari come possono basandosi sulle risorse di cui dispongono. Tuttavia la tutela delle specie arboree monumentali rappresenta un'opportunità per rivalutare il patrimonio paesaggistico e naturale di ogni singola regione e in Italia un passo in avanti è stato fatto con l'entrata in vigore della legge n. 10/2013 che obbliga i comuni a censire gli alberi monumentali al fine di aggiornare l'elenco nazionale gestito dalla Guardia Forestale dello Stato.

Gli alberi monumentali italiani

Dei numerosi alberi monumentali censiti in Italia dal Corpo forestale dello Stato, la maggior parte si trova nel centro Italia dove le leggi assicurano una maggior tutela ambientale e la sopravvivenza di esemplari unici come l'Olmo di casa Mordini a Pievepelago, Modena.Tuttavia, l'ulivo più grande d'Europa si trova probabilmente proprio nelle campagne del riminese e potrebbe avere circa duemila anni. Purtroppo l'incuria delle persone, la disattenzione delle istituzioni e l'imprevedibilità degli eventi climatici mettono continuamente a rischio l'esistenza di questi vegetali e a volte qualcuno di essi muore come nel caso storico della quercia del Gianicolo colpita da un fulmine nel 1843, sotto alla quale era solito sedersi il poeta Torquato Tasso durante le sue meditazioni.

Alberi monumentali nel mondo

Gli alberi monumentali si trovano in tutto il mondo, spesso sono le testimonianze viventi dell'esistenza di antiche foreste e ci danno l'idea di come poteva presentarsi l'ambiente in passato. E' il caso delle maestose querce inglesi o farnie, tra gli alberi decidui più grandi e longevi al mondo, presenti in tutta Europa, in Asia minore e in Nord Africa. Il cipresso di Montezuma o albero di Tule è attualmente l'albero più grosso al mondo, si trova accanto alla chiesa di Santa Maria de la Asunciòn di Santa Maria del Tule in Messico. E' alto più di trentacinque metri mentre la circonferenza del tronco supera i trenta metri. L'Old Tjikko è un abete rosso norvegese di novemila anni, considerato l'esemplare monumentale più antico in assoluto.

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Domande frequenti

  • Cosa sono gli alberi monumentali e perché sono importanti?
    Gli alberi monumentali sono esemplari arborei di grandi dimensioni, vecchi o rari, che rappresentano un patrimonio naturale e culturale. La loro importanza risiede nella capacità di testimoniare la storia ambientale e umana di un territorio, garantendo la biodiversità e offrendo valore estetico e turistico. Spesso, grazie alla loro longevità e maestosità, diventano simboli identitari per le comunità locali e vengono tutelati legalmente per preservarne l'esistenza contro il taglio indiscriminato.
  • Qual è la normativa italiana sulla tutela degli alberi monumentali?
    In Italia, la tutela degli alberi monumentali è regolamentata principalmente dalla Legge n. 10/2013, che obbliga i comuni a censire questi esemplari per aggiornare l'elenco nazionale gestito dal Corpo Forestale dello Stato. Sebbene esistano tentativi di una legge quadro nazionale, la gestione pratica e le misure di salvaguardia sono spesso delegate alle singole Regioni, che intervengono in base alle risorse disponibili e alle specifiche normative regionali.
  • Dove si trovano gli alberi monumentali più famosi in Italia?
    La maggior parte degli alberi monumentali censiti in Italia si concentra nel Centro Italia, grazie a una maggiore attenzione legislativa e ambientale. Tra gli esempi noti vi è l'Olmo di casa Mordini a Pievepelago (Modena) e presunti ulivi millenari nelle campagne del Riminese. Questi esemplari sono considerati unici per la loro grandezza e antichità, rappresentando vere e proprie icone del patrimonio arboreo nazionale.
  • Quali sono gli alberi monumentali più grandi e antichi al mondo?
    Tra gli alberi più imponenti al mondo vi è il Cipresso di Montezuma (albero di Tule) in Messico, con un tronco che supera i 30 metri di circonferenza. Per quanto riguarda l'età, l'Old Tjikko, un abete rosso in Norvegia, è considerato l'esemplare più antico, stimato intorno ai 9.000 anni. In Europa, le querce inglesi (farnie) spiccano tra i decidui più grandi e longevi, testimoniando antiche foreste.
  • Perché molti alberi monumentali vengono abbattuti nonostante la loro importanza?
    Spesso gli alberi monumentali vengono tagliati dai proprietari terrieri perché, raggiunto un certo ciclo biologico, smettono di essere produttivi e possono ostacolare le coltivazioni circostanti. Inoltre, la loro mole e la loro età avanzata li rendono potenzialmente pericolosi, specialmente in caso di eventi climatici estremi. La mancanza di sensibilità verso il valore paesaggistico porta a preferire il ricavo economico dal legno rispetto alla conservazione di questi patrimoni naturali.

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